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Sabato, 13 Aprile 2024
L'intervista

Da Bruce al Feris, con un messaggio sulla Spal: il sindaco traccia il bilancio del 'suo' 2023

Intervista completa a Fabbri, con uno sguardo anche sulla sanità e sulla costruzione del Cpr

Un altro anno è passato. E’ il quarto (o terzo e mezzo se si vuol essere pignoli) per la Giunta di Alan Fabbri. E, come è consuetudine, è proprio il primo cittadino a tirare le somme. Dodici mesi di soddisfazioni e problemi, che inevitabilmente sono stati il trampolino di lancio verso il 2024. Anno delle attesissime elezioni amministrative. Ma andiamo con ordine.

Il 2023: alti e bassi

Sindaco, partiamo dalle note positive: quali sono state le tre che ricorda con maggiore orgoglio?
“Vado sicuramente fiero del concerto più grande e importante di sempre in città: quello di Bruce Springsteen al parco urbano. Sono orgoglioso soprattutto per la gestione efficace di tutte le innumerevoli problematiche legate al meteo, che abbiamo affrontato con coraggio e spirito di squadra, consapevoli dell’enorme opportunità data alla nostra città da Barley Arts e tutta l’organizzazione internazionale. Non so quanti sindaci abbiano avuto l'opportunità di incontrare qualcuno come Springsteen, ma quella stretta di mano e quell’abbraccio in segno di riconoscenza per quanto fatto a Ferrara, nonostante tutte le avversità, mi ha riempito d’orgoglio”.

Poi?
“Un altro grande successo riguarda una delle più significative evacuazioni nella storia della nostra città e l'innovativo modello di gestione dell'emergenza supportato dall'intelligenza artificiale. Per tutti noi il ‘Bomba day’ è stata una grande occasione di esercitazione. Abbiamo lavorato con largo anticipo, coinvolgendo tutti i cittadini con sondaggi online ad hoc, non lasciando indietro nessuno”.

La terza?
“Non posso non includere la riapertura di Palazzo dei Diamanti in una veste completamente rinnovata. E poi il grande successo di critica e pubblico della mostra sul Rinascimento e della riaffermazione dei grandi pittori ferraresi, il tutto celebrato con l’imponente spettacolo di videomapping sulla sua facciata, che ha attirato migliaia di persone ad ogni recita”.

Cosa, al contrario, non l’ha soddisfatta?
“Mi lascia un po’ con l’amaro in bocca la mancata riqualificazione della caserma Pozzuolo del Friuli, nonostante le economie già trovate. Sappiamo purtroppo come sono andate le cose. Io certamente ho fatto tutto il possibile e continuerò a farlo per trovare una soluzione per ripristinare quest’area e dare un nuovo spazio ai tantissimi studenti della nostra città, migliorando e ampliando le soluzioni abitative”.

Il Feris e le polemiche

E’ stata una sua sconfitta?
“Non è tanto una mia sconfitta, quanto quella della città, dei suoi abitanti e dei suoi studenti che avrebbero finalmente rivitalizzato una zona del centro, prima abbandonata al degrado da 30 anni. Sarebbe stata un’area pienamente riqualificata e ricca di servizi. Ristrutturare con soldi privati un'intera caserma per posizionarci alloggi per studenti avrebbe risolto tanti problemi in termini di offerta abitativa, diminuendo anche il costo degli affitti. È un treno che è passato e chissà se tornerà. Ma sul supermercato potrei dire anche un’altra cosa”.

Prego.
“E’ sempre divertente sentir parlare gli esponenti del Partito Democratico in merito a supermercati, rispetto dei beni monumentali e consumo di suolo, dopo averci riempito di cemento in ogni angolo della città per anni senza alcun vantaggio per i cittadini. Altroché riqualificazione di una caserma e un nuovo parcheggio per tutti. Non dimentichiamo, solo per citare gli ultimi ‘regali’ alla città, il discount di fianco alla Basilica di San Giorgio fuori le mura, con annessa mini rotonda, e l’ultimo discount con vista sul Baluardo dell’Amore. Comunque, non mollo la presa: stiamo cercando di trovare soluzioni alternative.

Chiudendo il capitolo Feris, anche sul tema del nuovo parcheggio ci sono state molte polemiche.
“E’ un'altra punta di amarezza, perché parliamo di un’area che per molto tempo è stata luogo di macerie, un argomento molto sentito e richiesto dai cittadini. Avrei voluto anche riaprire via Darsena in entrambe le direzioni prima del Natale, ma le difficoltà nel reperire i materiali in questo periodo storico e i tempi tecnici dilatati anche a causa del maltempo non lo hanno reso possibile”.

Cultura: da Springsteen al 'caso Ovadia'

Il 2023 è stato l’anno di Bruce Springsteen. Un successo organizzativo giunto, però, dopo tantissime polemiche. Onestamente, si aspettava più collaborazione dalla città e, soprattutto, dal mondo politico locale?
“Io credo che la città abbia reagito benissimo all'evento. Ringrazio i cittadini che si sono dimostrati maturi, all'altezza di un grande evento come questo, e mi hanno sostenuto incondizionatamente anche di fronte alle tante difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per portarlo a termine. Le uniche polemiche sono nate all'interno della minoranza politica, fomentate in particolar modo dai segretari del Partito Democratico locale e provinciale. Strumentalizzando una tragedia come quella dell'alluvione, hanno cercato di annullare un evento che, secondo lo studio economico condotto dalla nostra Università, ha generato un indotto da oltre 10 milioni di euro. Tralascio l'assenza di rispetto nei miei confronti, a cui sono abituato, ma non accetto quella dimostrata nei confronti di tutti coloro che da questo evento ne hanno tratto vantaggio: dai lavoratori alle attività locali”.

Cosa non le è piaciuto, in particolare, di quello scontro politico?
“Hanno scritto una delle pagine politiche più infelici degli ultimi 20 anni. Strumentalizzare morti e sparare a zero sulla propria città e su questa amministrazione è stato vergognoso. La verità è che, in quel periodo, tutte le città continuavano a fare eventi, anche e soprattutto quelle amministrate da loro. Dall’annullamento dell’evento non avremmo tratto alcun vantaggio; anzi, avremmo subìto una perdita economica incalcolabile, oltre al mancato indotto. Ma era chiaro sin da subito l'obiettivo del Partito Democratico: distrarre l'opinione pubblica dall'alluvione, su cui c'erano evidenti responsabilità, come emerso da alcune inchieste, da parte di chi oggi guida quel partito a livello nazionale”.

Anche nel mondo della cultura non sono mancati gli alti e bassi. Alla buona notizia della riapertura di Palazzo dei Diamanti, ha fatto da contraltare il ‘caso Ovadia’. Qual è il resoconto complessivo di quest'anno?
“Il caso Ovadia, francamente, nulla c'entra con la programmazione del Teatro, con i suoi spettacoli e con l'offerta culturale. Può sembrare strano, ma noi, diversamente dalle precedenti amministrazioni, scegliamo le persone sulla base della propria competenza e non sulla propria appartenenza ideologica o politica. Ovadia, insieme a Marcello Corvino, ha fatto un gran lavoro, portando il nostro Teatro a essere primo, insieme alla Fondazione Haydn di Trento e Bolzano, per la qualità artistica degli spettacoli proposti. Rispetto al 2019, il Teatro Comunale riceve 180mila euro di fondi ministeriali in più all'anno. La pensiamo in modo diverso, ma siamo uniti nel portare risultati concreti per la città”.

Sicurezza e Sanità

In tema di sicurezza, sul tavolo adesso c’è la questione Cpr. Si farà?
“Al momento, anche ai piani alti, vi assicuro che non sanno nulla. Tutto nasce da un'idea maturata all'interno di una riunione dei prefetti della Regione Emilia-Romagna, che hanno individuato un'area. La lettera ricevuta dal Presidente e girata a me per conoscenza parla di un ex aeroporto militare. Non sappiamo quale, non sappiamo dove”.

Oltre ad essere sindaco, lei ha la delega alla Sanità: come procede il rapporto con le Aziende locali e con la Regione sotto questo punto di vista?
“Ho un ottimo rapporto con tutti e a tutti i livelli, ma è chiaro che pretendiamo come amministratori massima trasparenza. Non l'abbiamo vista nell'ultimo bilancio presentato e abbiamo votato contro. Grandi passi avanti, invece, sono stati fatti sui servizi all'ex ospedale Sant'Anna. Dopo la scellerata scelta del Pd di spostare tutto a Cona, abbiamo lottato costantemente per riportare servizi in centro, soprattutto per chi ha difficoltà di spostamento, come gli anziani e gli universitari. Per questo, ho applaudito all'arrivo degli ambulatori a bassa complessità e poi dei Cau”.

Turismo e Spal

Il capitolo del turismo, per Ferrara, è tanto centrale quanto complesso da decifrare, con numeri spesso discordanti. Al di là di ciò, come proverete ad attrarre sempre più visitatori?
“Ho già spiegato il motivo per il quale i dati che oggi vengono visti dalla Regione Emilia-Romagna penalizzano Ferrara ai fini statistici. Ma l'exploit della città è raccontato ovunque, anche grazie a una campagna di comunicazione costante ed efficace che abbiamo messo in piedi su tutti i media. Anticipo che nel 2025 avremo una grande novità per Ferrara, che sarà in grado di portare migliaia di turisti da ogni parte d'Europa. Non posso svelare ancora nulla, almeno fino alle conferme ufficiali da parte dell’organizzazione”.

Ogni anno si dice che questo sarà l’ultimo capodanno con l’incendio del Castello, poi la fortezza andrà ‘curata’. Nel 2024, quindi, cosa succederà a San Silvestro?
“I lavori del Castello hanno necessità di partire, ma stiamo studiando da tempo qualcosa di alternativo e di ugualmente d'impatto per sostituire i fuochi. Sarà sicuramente una nuova sfida, per nulla facile. Non so dire se sarà questo l'ultimo anno, perché non dipende dal Comune, essendo un bene della Provincia, ma in ogni caso non lasceremo la città impreparata”.

La Spal è ad un passo dalla Serie D e lo zoccolo duro del tifo ha chiesto il suo aiuto: che messaggio vuole lanciare ai sostenitori biancazzurri?
“Sono un grande tifoso e seguo la Spal da sempre, soprattutto oggi, vista la situazione difficile in cui versa. Con la tifoseria ho un dialogo costante e cerchiamo di fare tutto il possibile, ma non è facile. Le critiche sono tante e condivisibili, ma voglio sperare fino all'ultimo che la Spal possa rialzarsi”.

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