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Lunedì, 17 Giugno 2024
Calcio

Spal, futuro appeso a un filo. Tacopina shock: “Io minacciato da alcuni tifosi, non so se rimarrò a Ferrara”

Il presidente ha riferito di un’aggressione subita domenica. Poi sul dito medio: “Aspetto le scuse della Ovest”

Ora la Spal è davvero appesa a un filo. Il futuro della squadra biancazzurra è incerto: parola dello stesso Joe Tacopina. Il numero uno ha spiegato i motivi del ‘dito medio’ di sabato, ma ha anche raccontato di aver subito un’aggressione (con minacce) da parte di alcuni tifosi il giorno dopo il match. “Ora sono in dubbio se proseguire il mio sforzo qui”. Andiamo con ordine.

Il ‘dito medio’

Tacopina ammette. Quello mostrato sabato, al termine della sfida contro il Parma, era proprio il suo dito medio. Ma c’è di più. Il presidente biancazzurro precisa anche il destinatario e il motivo: “Capisco la delusione generale - specifica - ma aver convertito quel sentimento in un’aggressione verbale nei miei confronti è inaccettabile. E’ stata una minoranza, certamente, ma sicuramente rumorosa. La mia prima reazione è stata sarcastica (mandando baci, ndr) poi ho alzato il dito medio”.

Un gesto che lo stesso avvocato ammette esser stato non corretto, ma non c’è pentimento nelle sue parole. “E’ una reazione umana e io sono umano - incalza -. Da dove vengo io funziona così”. Da dove viene lui, è stato aggiunto, o si riceve un ‘medio’ o addirittura si rimane senza denti. Ecco, qui si va oltre, troppo oltre. Ma il punto è capire cosa succederà adesso.

Chiedere scusa? Nemmeno per sogno. O, almeno, non sarà Tacopina a farlo per primo. “Mi aspetto le scuse di quella parte di quei tifosi - incalza -. Poi io mi prenderò le responsabilità per la reazione. Se ci si vuole incontrare per chiarire, ben venga, ma devono esserci determinate condizioni”. Fin qui, tutto riguarda sabato. Il vero nodo della questione, però, arriva dopo 24 ore. Ovvero domenica. E avviene lontano dal Mazza.

L’aggressione

Secondo quanto raccontato dallo stesso presidente (in assenza di testimonianze dirette, è bene usare il condizionale), Tacopina domenica si sarebbe recato in palestra. Lì due persone l’avrebbero invitato a uscire per chiarire. A quel punto, fuori dalla struttura, il numero uno biancazzurro si sarebbe trovato di fronte ad un gruppo ben più ampio di tifosi (forse una decina, identificati come supporter con Daspo) che l’avrebbero insultato e minacciato fisicamente.

La decisione

Se fino a sabato, pur triste, Tacopina aveva intenzione di proseguire, ora non è più così. “Capisco che sia una minoranza - aggiunge - ma l’aggressione mi ha fatto mettere in dubbio tutto quello che pensavo del club. Ho fatto tanto, anche in termini economici, per questa squadra: forse a queste persone non è chiaro che se io mollo, l’anno prossimo la Spal non fa nulla e si potrà iscrivere alla Serie D solo nel 2024/2025. Non accetto di vivere in una realtà in cui esistono attacchi simili. Tra l’altro già successi in passato”.

Il futuro

Ora il futuro, come detto, è appeso ad un filo. Di fatto Tacopina attende le scuse della Curva Ovest (o della frangia di tifosi che hanno intonato i cori). L’alternativa è la vendita - se si riesce - ad un potenziale acquirente. Ma anche il pericolo, reale, di tornare ancora più giù. E i tempi? Il presidente non ne dà e non se ne dà. Non c’è un ultimatum agli ultras, ma questo rischia solo di compromettere ancor di più la situazione. La stagione sta per finire, ma pensare alla prossima è doveroso sin da subito.

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