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Lunedì, 15 Aprile 2024
Politica

Commercio di vicinato, Nanni e Talmelli: "Aiutare in modo strutturale la ripresa"

Dagli sconti Imu per chi affitta locali al sostegno alle microimprese, le ricette Dem per invertire la tendenza

"Il fenomeno della 'desertificazione commerciale' a Ferrara è sempre più serio, anche in centro storico. Lo certificano i dati resi noti dall'Osservatorio regionale di Confcommercio: in undici anni, dal 2012 al 2023, le attività commerciali all'ombra del Castello Estense sono diminuite del 30,4% contro un calo regionale del 20%". A intervenire sull'argomento sono Davide Nanni, consigliere Comunale Dem, e Cora Talmelli, responsabile per lo Sviluppo economico della Segreteria dell'Unione comunale Pd Ferrara. 

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I due esponenti del Pd hanno sottolineato che "tra i capoluoghi di provincia, nessuno ha fatto peggio. Un fenomeno visibile persino nelle tradizionali vie dello shopping ferrarese, dove molti bar e negozi hanno ceduto il posto a grandi catene o vetrine vuote. La diffusione capillare della Grande distribuzione e il boom dell'e-commerce hanno falcidiato le botteghe più tradizionali ma come è possibile che Ferrara, meta turistica e città patrimonio dell'Unesco, assista impotente al continuo depauperamento di servizi e attività commerciali? Evidentemente, dopo gli aiuti importanti erogati a fondo perduto durante l'emergenza Covid, è mancata una strategia di lungo respiro per aggredire i mali cronici del commercio in centro storico. In primis il costo degli affitti, sempre più insostenibile per una città di medie dimensioni: alcuni esercizi commerciali, che operano in locali di proprietà comunale, pagano canoni trimestrali che vanno dai 3 ai 10mila euro". 

Nanni e Talmelli si sono soffermati anche su "rincari energetici", "obblighi burocratici" e "difficoltà di ricambio generazionale in molte attività". Da qui alla domanda: "Rassegnarsi al declino o invertire la rotta? Noi crediamo sia possibile rivitalizzare il commercio di vicinato ma occorrono politiche pubbliche che promuovano l'innovazione, la creatività, la qualità delle imprese: ad esempio, incentivando l'ibridazione tra canali di vendita tradizionali e digitali. La nuova legge regionale sull'economia urbana offre già sostegno agli esercizi commerciali che investono in sostenibilità energetica, innovazione digitale e piena accessibilità con 18 milioni di euro. Il Comune di Ferrara, attraverso il potenziamento del Suap, dovrebbe rendersi facilitatore di questi processi virtuosi. Poi servono scelte urbanistiche coraggiose e coerenti con una visione di commercio diffuso nel territorio: il nuovo Piano urbanistico generale sarà all'altezza della sfida?".

I due esponenti Dem hanno concluso che, "in attesa di scoprirlo, il Partito Democratico di Ferrara propone da tempo soluzioni concrete contro la desertificazione commerciale: bloccare l'indicizzazione Istat sugli affitti di chi opera negli immobili comunali, come a Perugia, per dare un primo ristoro a chi è in difficoltà; introdurre forti sconti Imu per chi affitta locali alle attività di vicinato; abbassare i canoni di locazione tramite meccanismi di compensazione con bandi comunali di sostegno alle microimprese più fragili; disincentivare il fenomeno dei locali sfitti, agevolando l'iter burocratico per i cambi d'uso; migliorare l'accessibilità del nostro centro storico, potenziando il trasporto pubblico locale e il sistema di parcheggi scambiatori oggi carente. La destra ferrarese si professa vicina ai commercianti ma in Consiglio comunale non ha mai voluto discutere seriamente quanto elencato sopra. I soldi pubblici sono stati utilizzati per generose sponsorizzazioni a chi organizza eventi, occupando per mesi luoghi centrali della città, anziché aiutare in modo strutturale la ripresa del commercio di vicinato. E' ora di cambiare passo, se vogliamo invertire davvero il declino".

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