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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Rapporti vicesindaco-Digos, Ferraresi amplia l'interrogazione: "La risposta di Lodi crea conflitto con la magistratura"

La consigliera del Gruppo Misto ha aggiunto due punti alle richieste del documento già presentato mercoledì

Non accenna a placarsi la diatriba tra la consigliera Anna Ferraresi e il vicesindaco Nicola Lodi. La stessa esponente del Gruppo Misto, infatti, mercoledì ha presentato un’interrogazione nella quale chiede i rapporti che legano lo stesso amministratore alla Digos e il motivo della presenza di numerosi assessori all’udienza sul caso Cidas.

Ora, la stessa Ferraresi, ha ampliato il documento, con due punti aggiuntivi che chiede di chiarire. Il primo riguarda un commento dello stesso vicesindaco: “Vorrei sapere – si legge nell’interrogazione - se corrispondono al vero le pubbliche dichiarazioni di Nicola Lodi, con cui afferma che la presenza di membri della giunta e consiglieri di maggioranza al processo in cui è imputato fosse un segno di solidarietà verso di lui. E, se ciò è vero, chiarisca il Sindaco se non ritiene gravemente errato creare un conflitto istituzionale con la magistratura”.

Allo stesso modo, Ferraresi chiede “a quale titolo il presidente dell’Ente Palio e imprenditore legato al Comune da importanti contratti economici, fosse anch’egli presente nella squadra degli accompagnatori a fianco di Lodi, imputato per il grave reato di concussione”.

Nel documento, infine, si legge anche un passaggio nel quale la stessa consigliera del Gruppo misto sottolinea come “una situazione del tutto analoga veniva a verificarsi il giorno 9 febbraio 2022, in occasione di altro e diverso procedimento penale che vedeva imputato ancora il vicesindaco Nicola Lodi. Egli si presentava negli stessi ambienti e con le stesse modalità, davanti al Gup del Tribunale di Ferrara accompagnato dalla squadra composta dai consiglieri leghisti, l’assessore Matteo Fornasini e la sua fidanzata addetta stampa del Sindaco di Vigarano Mainarda, Davide Bergamini, e dal personale della Digos”.

“In quel periodo – conclude – venivano introdotte nuove misure che riguardavano l’accesso agli uffici pubblici, in particolare nei tribunali, dove l’accesso era ed è consentito solo motivate e documentate esigenze, e previo appuntamento. Inoltre, vi era l’obbligo di green pass per gli utenti che intendevano accedere ai servizi pubblici”.

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