rotate-mobile
Guerra in Israele

Guerra in Israele, Moni Ovadia preannuncia le dimissioni

Il direttore della Fondazione Teatro Comunale ha dichiarato di lasciare l'incarico

Dopo le polemiche successive alle sue dichiarazioni sul conflitto in Medio Oriente, il direttore generale della Fondazione Teatro Comunale ha anticipato che in settimana formalizzerà le sue dimissioni. Una decisione, collegata dunque alla sua posizione sul tema che lo ha esposto a critiche da parte di esponenti della politica. Nei giorni l'attore, nel corso di un'intervista ad Adnkronos, ha evidenziato che "la morte anche di una sola persona, sia essa israeliana o palestinese, è sempre una tragedia e va condannata con tutte le forze", sottolineando che "Israele lascia marcire le cose, fingendo che il problema palestinese non esiste, per cancellare la stessa idea che i palestinesi esistano; e la comunità internazionale è complice: questi sono i risultati". 

Ovadia ha sostenuto inoltre che "questa è la conseguenza di una politica di totale cecità, di occupazione e colonizzazione. La Striscia di Gaza non è un territorio libero, è una gabbia, una scatola di sardine: è vero che dentro non ci sono gli israeliani, ma loro controllano comunque i confini marittimi e aerei, l'accesso delle merci, l'energia, l'acqua. Non a caso l'Onu aveva già dichiarato Gaza zona 'non abitabile'. La situazione è vessatoria, dirò di più: è infernale. Come ci insegna persino l'Iliade, l'assedio è una forma di guerra... e allora? A Gaza non sono forse assediati da Israele? Poi, hanno deliberatamente lasciato il governo di Hamas perché per gli israeliani la rottura inter-palestinese fra Hamas e l'Olp-Al Fatah è stata fondamentale".

Dichiarazioni che hanno suscitato una replica da parte del presidente della Fondazione Ferrara Arte Vittorio Sgarbi, che ha invocato il rispetto e la necessità del dolore e della condanna di un'azione terroristica senza obiettivi militari, di fronte all'attacco di Hamas contro cittadini israeliani inermi. "Nessuna disperazione e nessuna ragione - ha proseguito Sgarbi - possono giustificare un'azione così indegna. Le istituzioni culturali ferraresi hanno il dovere di sostenere il diritto di Israele a esistere. Ogni altra considerazione umana e politica sui diritti dei palestinesi non può essere invocata". Il presidente della Fondazione ha dunque richiamato il direttore generale, nel suo ruolo istituzionale, "al contegno e alla umana pietà per le vittime innocenti, che sono posizioni necessarie e preliminari a qualunque riflessione politica".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Guerra in Israele, Moni Ovadia preannuncia le dimissioni

FerraraToday è in caricamento