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Lunedì, 15 Aprile 2024
Politica

Case popolari, Fabbri risponde a Perego: "Accolga i migranti nel suo Palazzo"

Nella querelle tra il sindaco e il vescovo si inserisce anche il segretario Dem Talmelli

"C'è della calma nella grande reggia vescovile di monsignor Gian Carlo Perego. Ho l'onore di essere suo dirimpettaio. Questa vicinanza quotidiana mi fa notare una grande tranquillità nel suo Palazzo: nessuno si avvicina alle finestre, nessuno passeggia nei corridoi, nessun migrante all'orizzonte. Luoghi che sembrano totalmente vuoti, infatti, all'ingresso non c'è mai calca, e così è da quando sono qui, circa 5 anni". L'incipit del post rivolto all'arcivescovo è del sindaco Alan Fabbri.  

Il primo cittadino di Ferrara ha continuato con una domanda: "Perché lo dico? Perché il vescovo di Ferrara, presidente della Fondazione Migrantes, va spesso oltre le sue competenze e, come già raccontato in un'intervista, ogni volta che lo farà, commenterò le sue parole, almeno fino a quando farà il politico e non il pastore della sua comunità. Anche in questa occasione, ha voluto dire la sua: prima consiglia di affidare la nostra terra ai migranti, adesso sostiene coerentemente la causa del Partito Democratico della Regione Emilia Romagna, chiedendo di dare loro anche una casa popolare, superando così tutte le famiglie in coda da anni ed eliminando il criterio della residenzialità storica".

Un tema sul quale Fabbri non ha usato giri di parole. "Io continuerò a pensare - ha proseguito il sindaco della città estense -  che le case popolari siano prima di tutto proprietà dei cittadini, né del vescovo né della Regione Emilia Romagna, perché costruite con i sacrifici delle nostre generazioni. Ritengo più giusto affidare gli alloggi a chi ha investito da più tempo in questo territorio. E qui non è solo una questione di italianità, ma di rispetto per chi paga le tasse da sempre e si è trovato improvvisamente in difficoltà. In questo grande contenitore ci sono italiani e anche tanti stranieri ben integrati, che hanno scelto di vivere onestamente nel nostro territorio e che contribuiscono da anni al welfare della nostra Regione".

Fabbri ha aggiunto che "continuare ad assecondare questa follia ideologica, tutta interna all'area 'schleiniana' del Partito Democratico, non farà altro che alimentare le tensioni sociali, il razzismo e l'ingiustizia sociale. Mi dispiace molto che il presidente Bonaccini non intervenga a distanza di diversi giorni dallo scoppio della polemica che ha fatto il giro d'Italia. Cari cittadini emiliano-romagnoli, la battaglia delle case popolari va sempre peggio: non solo la Regione non intende fare un passo indietro, forse già caduta nelle mani di Elly Schlein, ma ci sono addirittura i sindacati che pressano per eliminare anche i 3 anni di residenza. Bisogna reagire subito con una raccolta firme e una mobilitazione di massa per cercare di invertire la rotta e assicurare alle nostre famiglie, dopo anni di sacrifici, un futuro dignitoso in una casa, e non sotto un ponte, cosa che, se dovesse passare la nuova legge sulle case popolari, non sarà più solo un modo di dire".

Da qui alla richiesta "al presidente di riprendere immediatamente le redini della sua Regione, poi esorto tutti i sindaci, di qualsiasi orientamento, e che in questi anni hanno dato punteggi aggiuntivi ai residenti storici, di uscire allo scoperto e di non essere servi del proprio partito di appartenenza, ma di combattere nell'interesse dei propri cittadini. Ma soprattutto, consiglio a monsignor Gian Carlo Perego di iniziare a riempire di migranti il suo Palazzo e di lasciare le case popolari ai ferraresi. La sua reggia non solo è molto grande, ma mi sembra anche piuttosto vuota. E' facile fare i caritatevoli con i soldi e i beni degli altri, molto meno unire con coerenza parole e fatti. Ma ormai dal vescovo di Ferrara ci si può aspettare di tutto: che non sia lui il prossimo candidato del Pd ferrarese? 

Alessandro Talmelli, segretario dell'Unione comunale del Partito Democratico, è dunque intervenuto con una replica su Facebook. "Adesso basta. Non posso accettare supinamente l'ennesimo attacco al vescovo di Ferrara", ha ribattuto l'esponente Dem, sottolineando che "è da troppo tempo che assistiamo all'incontinenza politica di Fabbri. Lo ribadisco come cittadino ferrarese prima ancora che da segretario del primo partito di opposizione a livello comunale. Piena solidarietà al vescovo e a tutte quelle persone che con garbo e empatia quotidianamente sono al servizio degli altri. Noto che il vescovo non è tra le simpatie del sindaco, nemmeno lui lo è per molti cittadini, ma arrivare a deridere un'istituzione non è accettabile. Mai".

Talmelli ha evidenziato che "non è accettabile se lo fa con la rettrice dell'Università, con il direttore di un quotidiano, non è accettabile quando lo fa con una cittadina o un cittadino. Non è accettabile. Ripeto: mai. Facendo così il sindaco ha perso qualsivoglia autorevolezza per un confronto sul tema che lui ha sollevato. Nel frattempo moltissime famiglie ferraresi stanno aspettando le case che il Comune doveva sistemare. Così per sapere: fra quanto saranno pronte?".

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