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Venerdì, 19 Aprile 2024
Politica

Case popolari, Fabbri: "la Giunta regionale lavora a un documento che legherà le mani ai sindaci"

Il primo cittadino ha ribadito la contrarietà alle modifiche dei criteri di assegnazione degli alloggi

Non si placano le polemiche politiche relative alle modifiche dei criteri di assegnazione degli alloggi. "La Regione - ha evidenziato il sindaco di Ferrara Alan Fabbri - sta per cancellare uno strumento di equità sociale, con un passo indietro nel diritto alla casa per chi da tempo vive e lavora nella propria città e il presidente Bonaccini non dice una parola... I casi sono due: o non è d'accordo e il provvedimento gli è stato imposto dalla sua ex vicepresidente, o nell'incertezza snervante sul terzo mandato ha ceduto alle pressioni di un sistema ideologico tipico degli apparati del suo partito che, di solito, non gli appartiene. Entrambe le ipotesi sembrano confermare però un solo dato: l'Emilia Romagna pare già caduta in mano a Elly Schlein e ai suoi seguaci. E gli effetti si vedono".

Il primo cittadino ha aggiunto che "la Giunta regionale lavora a un documento che legherà le mani ai sindaci su un tema delicatissimo e fortemente territoriale come è quello della casa popolare. Le giustificazioni dell'assessore regionale, Barbara Lori, che parla di uniformità di criteri di accesso dimostrano quanto il Pd sia, ancora una volta, scollegato dalla realtà: ogni territorio ha caratteristiche diverse e per questo, da sempre, i criteri e i punteggi di assegnazione della casa popolare sono nelle competenze dei sindaci. Inoltre, la sentenza che l'assessore Lori erroneamente cita, non ha mai messo in dubbio che siano i primi cittadini a dover decidere sulle graduatorie. Proprio perchè ogni Comune ha esigenze diverse a cui rispondere a seconda dei bisogni della popolazione locale. Ferrara, per esempio, grazie alle nostre decisioni in merito, vanta il 72% di italiani nei primi 100 posti della graduatoria per gli alloggi Acer e assegnatari anziani per il 50%".

Fabbri ha sottolineato che "a esultare per l'assurdo passo indietro, sono, invece, ovviamente, i sindacati, alleati stretti della segretaria nazionale del Pd, che galvanizzati dall'idea di spostare l'ago della bilancia a favore degli immigrati appena sbarcati, vagheggiano, addirittura, di togliere il requisito minimo dei tre anni di presenza in Emilia Romagna per l'accesso alle graduatorie. Ci auguriamo, ovviamente, che questo non avvenga mai e ricordiamo al presidente Bonaccini che fu proprio lui, mentre io stesso ero alla guida del gruppo consiliare della Lega in Regione, a dare il via libera, su nostra sollecitazione, all'obbligo dei tre anni di residenza su territorio regionale come requisito minimo per l'accesso alle graduatorie per la casa popolare. Per questo stento a credere che questo enorme e sbagliatissimo passo indietro, che va a colpire anziani e cittadini bisognosi in un momento già difficile, sia farina del suo sacco. Andremo avanti nella battaglia contro questa scelta iniqua che rischia di danneggiare anziani e famiglie bisognose. Ma facciamo un appello al buonsenso: c'è ancora tempo per aggiustare il tiro".

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