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Casa, i sindacati: "Circa 1700 nuclei in graduatoria per un alloggio popolare in provincia"

Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat hanno sottolineato l'importanza di incrementare il patrimonio Erp del capoluogo

"Il criterio di punteggio della residenzialità storica falsa la valutazione del bisogno abitativo, che rischia di non essere più l'elemento che determina il diritto alla casa, e per questo genera iniquità e penalizza i cittadini più fragili. L'esatto contrario di quanto affermano il sindaco Fabbri e la Lega, prescindendo da ogni dato di realtà, alimentando il conflitto sociale e fingendo di dimenticare la sentenza del Tribunale di condanna del comune di Ferrara per discriminazione". E' una nota congiunta dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet e Uniat, a intervenire sul tema, in replica alla posizione del primo cittadino e di altri esponenti del Carroccio.

Le sigle sindacali hanno sottolineato che "riteniamo sia positivo, e nell'interesse di tutti i cittadini, non attribuire punteggi alla residenzialità. E per lo stesso motivo riteniamo che la Regione debba eliminare anche i tre anni di residenza come requisito di accesso, tema su cui è intervenuta negli anni la giurisprudenza, come era stato richiesto da organizzazioni sindacali e sindacati inquilini. La casa rappresenta una vera e propria emergenza sociale, in un contesto di aumento della povertà".

I sindacati hanno aggiunto che "se si vogliono fare gli interessi dei cittadini e dare risposte ai bisogni, sono altri gli aspetti su cui concentrarsi: circa 1700 nuclei in graduatoria per un alloggio popolare in provincia, a fronte di un migliaio di alloggi Erp vuoti per insufficienza di risorse per manutentarli. Questa deve essere la priorità, come stiamo sostenendo negli incontri coi comuni sui bilanci: destinare ogni risorsa possibile al recupero degli alloggi. Il Comune di Ferrara ha previsto in bilancio un milione di euro, ma il patrimonio Erp del capoluogo (metà dell'intero patrimonio provinciale, oltre 3.300 alloggi) richiederebbe ogni sforzo possibile per incrementarlo e soprattutto una programmazione di medio-lungo periodo e non interventi una tantum".

La riflessione è proseguita "senza dimenticare il tema della locazione: nel 2023 in provincia sono stati distribuiti alle famiglie oltre 3 milioni e 600mila euro come contributo affitto, fra risorse statali e regionali. Risorse che nel 2024 non ci saranno (ci saranno solo quelle regionali) perché il Governo, dopo avere abolito il reddito di cittadinanza che comprendeva una quota di sostegno all'affitto, non ha rifinanziato il fondo affitto e morosità incolpevole. Mentre nella legge di bilancio taglia le risorse per regioni e comuni. Sarebbe auspicabile che l'Amministrazione Comunale impiegasse la stessa energia per richiedere al Governo un Piano casa nazionale con risorse importanti per l'Erp ed il rifinanziamento del Fondo affitto, invece di riproporre inutili slogan dannosi per tutti".

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