Venerdì, 12 Luglio 2024
Pesca / Comacchio

La Regione chiede al Governo lo stato di emergenza nazionale per i danni provocati dal granchio blu

Finalità è ottenere un sostegno economico per assicurare interventi urgenti ad Amministrazioni locali e pescatori

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni provocati dal granchio blu. Una richiesta, avanzata anche su indicazione delle associazioni che rappresentano le cooperative di pesca del territorio, con la finalità che alla deliberazione faccia seguito un adeguato sostegno economico per assicurare alle Amministrazioni locali e ai pescatori investiti dal problema la possibilità di interventi urgenti, per contrastare i danni all'ecosistema ambientale e i danni economici a imprese e famiglie.

A breve la Regione provvederà a inviare, come da indicazioni del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste, il report dei danni provocati dal granchio blu ai pescatori delle marinerie di Goro e Comacchio. Inoltre, in una nota della Regione si afferma che "siamo disponibili a collaborare per i primi ristori sulla base dei 2,9 milioni dichiarati in disponibilità per tale emergenza dal Governo da Lei presieduto".

Il presidente della Regione Stefano Bonaccini e l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi hanno precisato che "si tratta solo di un primo stanziamento rispetto a quanto necessario, per un fenomeno la cui portata è ormai impressionante, come mettono in evidenza, in primo luogo, le associazioni dei pescatori. Un primo passo è stata l'autorizzazione alla cattura, al prelievo e alla commercializzazione, ma questo non basta. Questa specie sta mettendo in crisi un intero settore. Come Regione, abbiamo anche proposto di aprire una linea di credito per le imprese dell'acquacoltura: di questo e delle altre problematiche parleremo nei prossimi giorni in un incontro con i pescatori e acquacoltori di Goro e Comacchio, assieme ai sindaci, per fare il punto della situazione".

Nel 2023 in tutto il Delta del Po, e per quanto riguarda l'Emilia-Romagna nei Comuni di Goro e Comacchio in provincia di Ferrara, si è verificata una proliferazione massiva di granchio blu (Callinectes Sapidus), una specie alloctona originaria dell'Oceano Atlantico, probabilmente immessa nel Mar Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi, che non ha antagonisti naturali nei nostri mari e sta invadendo l'Adriatico e procedendo alla distruzione sistematica dell’ecosistema marino.

Tale specie si è dimostrata particolarmente aggressiva nei confronti degli allevamenti di acquacoltura presenti nella Sacca di Goro e nei canali adduttori di Comacchio, ambienti naturali dove annualmente vengono prodotte circa 16mila tonnellate di vongole, che corrispondono al 55% della produzione italiana e al 40% di quella europea con 1700 addetti che fanno riferimento alle marinerie di Goro e di Comacchio.

Goro e Comacchio riportano di una raccolta di 160 tonnellate di granchio blu nel solo periodo intercorso tra l'11 luglio e l'11 agosto. Le associazioni di pesca del territorio denunciano che oltre al "danno emergente" caratterizzato dalle spese sostenute ogni giorno per raccogliere e smaltire il più alto numero possibile di granchi blu, ovvero diverse decine di tonnellate di esemplari al giorno, avviate agli inceneritori riconosciuti, sono preoccupati in particolare per il reddito i lavoratori e i loro nuclei familiari nei prossimi 12-24 mesi, poiché tale proliferazione ha mandato in fumo tutte le semine di novellame fatte durante la primavera, oltre alle specie già pronte per la commercializzazione.

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