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Mostra 'Escher', taglio del nastro per l'esposizione

Dagli inizi ai paradossi geometrici, sono diverse le sezioni della rassegna

Nel corso della mattina di venerdì 22 marzo, ha avuto luogo a palazzo Diamanti l'inaugurazione della mostra 'Escher'. Un'esposizione in programma dal 23 marzo al 21 luglio, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna, e organizzata da Arthemisia, Fondazione Ferrara Arte e Servizio Musei d'arte del Comune di Ferrara, in collaborazione con la M.C. Escher Foundation e Maurits e a cura di Federico Giudiceandrea, uno dei più importanti esperti dell'artista, e Mark Veldhuysen, presidente della M.C. Escher Foundation.

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Con il biglietto d'ingresso di Escher si potrà visitare, nelle sale dell'ala Tisi di palazzo dei Diamanti, una mostra dossier intitolata 'Mirabilia estensi' che approfondirà la conoscenza di un particolarissimo genere di opere d'arte del Rinascimento, quello dei cofanetti istoriati 'in pastiglia', calati nella scenografica ambientazione creata dalle fotografie di Wunderkammer di Massimo Listri.

Visitatori alla mostra 'Escher'

Le sezioni della rassegna

Sono sei le sezioni della mostra 'Escher'. Nella prima sezione 'Gli inizi', Samuel Jessurun de Mesquita (1868-1944), esponente del movimento Art Nouveau olandese, è insegnante di Escher alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem e lo incoraggia a diventare un grafico. I suoi primi lavori evidenziano, nelle forme sinuose ed eleganti e nelle decorazioni ispirate a soggetti naturali, tangenze con l'ambiente liberty e simbolista. Nella seconda sezione 'Italia', l'artista olandese visita lla penisola una prima volta con i suoi genitori nel 1921. L'anno successivo, finiti gli studi, vi ritorna per stabilirsi poi definitivamente a Roma nel 1923. Questo soggiorno permette a Escher di ampliare i suoi orizzonti, portandolo a collaborare con artisti come Joseph Haas Triverio, grafico di origine svizzere, che oltre a introdurlo nel giro delle gallerie d'arte è anche suo fedele compagno nei viaggi che ogni primavera intraprende per immortalare paesaggi e villaggi della penisola. Gira l’Italia in lungo e in largo, visitando in particolare Venezia, la Toscana, l'Abruzzo, la Calabria e la Sicilia.

Nella terza sezione 'Tassellature', il riferimento è al 1936 quando Escher soggiorna a Granada, in Spagna, dove visita nuovamente l'Alhambra, un complesso fortificato, costruito sul colle che domina la città dagli emiri nasridi. Questa visita si rivela determinante: le elaborate decorazioni in stile moresco degli edifici lo affascinano e lo spingono a interessarsi alle tassellature, vale a dire i modi di suddividere il piano con una o più figure geometriche ripetute all’infinito senza sovrapposizioni e senza spazi vuoti. Nella quarta sezione 'Metamorfosi', Escher crea un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni di forme astratte in forme animate e viceversa, traslando l'una all'altra senza soluzione di continuità.

Nella quinta sezione 'Struttura dello spazio', Escher abbandona progressivamente rappresentazione euclidea dello spazio. Il suo crescente interesse per la matematica e la geometria passa attraverso lo studio e il fascino che esercitano su di lui sfere, solidi geometrici superfici riflettenti o topologiche come il nastro di Möbius, un oggetto percepito a due facce che, a una più attenta analisi, ne dimostra una sola. Nella sesta sezione 'Paradossi geometrici', viene analizzato come Escher abbia cercato di forzare oltre ogni limite la rappresentazione di situazioni impossibili, ma all'apparenza coerenti, per riflettere su un aspetto essenziale dell'arte del grafico olandese: il suo complesso rapporto con la matematica, la geometria e il tema della riproduzione grafica dell'infinito.

Opere in mostra-2

Le dichiarazioni

"Ho conosciuto la sua stupefacente arte - ha sottolineato il sindaco Alan Fabbri - nel 2015, durante un'esposizione al palazzo Albergati di Bologna. Rimasi profondamente colpito dal meraviglioso mondo e dalla fantasia eclettica di questo artista che chiameremmo 'pop'. I suoi disegni compaiono nelle copertine dei libri e dei dischi, sono riprodotte sulle magliette. Escher affascina tutti e in questo è trasversale. Ritrovare ora il lavoro di questo artista in mostra a Ferrara, in uno dei templi sacri dell’arte, è davvero un'emozione grande. Le geometrie che caratterizzano palazzo dei Diamanti offrono al visitatore ulteriori elementi per apprezzare i disegni di Escher. I giochi di luci e ombre, di pieni e vuoti, di forme e linee diventano un rimando infinito, amplificato dalla magia dell'edificio che li ospita. Palazzo dei Diamanti sembra essere il luogo perfetto per celebrare il genio creativo di quest’uomo straordinario".

L'assessore comunale alla Cultura Marco Gulinelli ha evidenziato che "attraverso circa centotrenta opere, questa grande mostra esplora l'universo singolarissimo di Escher, che ha vissuto in Italia fra le due guerre. Il percorso espositivo si snoda attraverso sezioni che raccontano la varietà e la complessità del suo lavoro, dagli esordi alle tassellature, dalle metamorfosi ai paradossi geometrici ed è arricchito da installazioni interattive ed esperienziali che consentono al pubblico di 'entrare' nelle sue creazioni, dove confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica, senza dimenticare l’intreccio con il tessuto artistico della sua epoca e di quelle passate. Le sue straordinarie opere, che hanno influenzato anche il mondo del design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell'arte di tutti i tempi".

Iole Siena, presidente di Arthemisia, ha aggiunto che "Escher ebbe un discreto successo internazionale negli anni Sessanta e Settanta quando – contro la sua volontà e la sua natura schiva e riservata – divenne addirittura un'icona hippie per via delle sue creazioni immaginifiche e oniriche. Sempre amato dai matematici, che ne hanno per primi compreso la genialità, è stato considerato per molto tempo un artista minore, fino a quando dieci anni fa è stato riscoperto dal pubblico di tutto il mondo grazie alle mostre realizzate da Arthemisia e dalla M.C. Escher Foundation. Oggi Escher, la cui creatività rappresenta un unicum nella storia dell'arte, è entrato a pieno titolo nella cerchia dei cosiddetti 'grandi artisti', quelli più amati dal pubblico delle mostre, sempre ai primi posti delle classifiche internazionali, al pari di Caravaggio e Van Gogh".

Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, ha concuso che "le superfici ordinarie, ossia le superfici che nella vita quotidiana siamo abituati a osservare, hanno sempre due facce, per cui è sempre possibile percorrerne idealmente una senza mai raggiungere l'altra, se non attraversando una linea di demarcazione costituita da uno spigolo (chiamato 'bordo') o bucando la superficie: si pensi ad esempio alla sfera, al toro, o al cilindro. Per queste superfici è possibile stabilire convenzionalmente un lato 'superiore' o 'inferiore', oppure 'interno' o 'esterno' nel caso del nastro di Möbius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo. Dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta. Solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul lato iniziale. Quindi si potrebbe passare da una superficie a quella 'dietro' senza attraversare il nastro e senza saltare il bordo ma semplicemente camminando a lungo. Nessun dubbio che, nei suoi disegni per le fortunatissime incisioni, Escher abbia pensato a Möbius. Al nastro di Möbius, appunto. E' quell'anello fatto in modo tale che una formica che ci si trovi sopra ne possa percorrere l’intera superficie trovandosi infine al punto di partenza senza mai scavalcarne il bordo, come immaginò Escher. E come formiche noi stiamo entrando nel suo mondo".

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