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Venerdì, 19 Aprile 2024
L'intervento

Residenzialità, 'Ferrara Sostenibile 2030' con il vescovo: "Il sindaco si scusi"

Intervento dell'associazione sul tema delle case popolari: "Condanna all'emarginazione"

Riceviamo e pubblichiamo:
“Tra le diverse emergenze che stiamo vivendo in questi anni difficili, c’è sicuramente anche un’emergenza ‘umanitaria’. Dovuta al diffondersi delle guerre, del terrorismo, dei massacri di civili inermi, ma anche al crescere di diseguaglianze inaccettabili sul piano sociale, economico, alimentare, sanitario che producono e produrranno migrazioni di migliaia di persone alla ricerca di condizioni di vita più accettabili.
Fin da quando i migranti eravamo noi italiani (verso le Americhe, la Gran Bretagna e i paesi europei più ricchi), la meta dei singoli e delle famiglie di italiani non era l’accoglienza ma l’integrazione. La speranza di diventare prima o poi cittadini con pienezza di diritti e di doveri come i nativi e come i migranti delle generazioni precedenti.
Il percorso di integrazione, di cui ancora in Italia non si parla, perché si preferisce rincorrere gli umori e alimentare le paure piuttosto che non trovare soluzioni adeguate e possibili, è fatto sostanzialmente di tre fattori: la casa, la scuola, il lavoro. Quando si realizzano questi obiettivi si raggiunge una cittadinanza con pienezza di diritti e di doveri. Altrimenti i migranti restano ai margini della comunità, dando vita a comportamenti spesso al di fuori della cultura civica locale e delle leggi. Dire che le ‘case popolari’ debbono essere esclusivamente dei ‘residenti storici’, significa condannare all’emarginazione e allo sfruttamento migliaia di persone. E alimentare quella marginalità fatta di speculazione e condizioni di vita indegne. È la presenza di persone che vivono ai margini della comunità che preoccupa comprensibilmente i cittadini ferraresi, non l’integrazione.
Altrettanto assurdo sarebbe dire che le scuole sono solo per i ‘residenti storici’, senza favorire uno scambio e una integrazione culturale. Altrettanto sbagliato è non offrire occasioni di lavoro ai ‘nuovi cittadini’ e relegarli ad attività mal pagate e senza diritti. Tanto più, forse l’Amministrazione comunale se ne è dimenticata, che Ferrara sta vivendo dinamiche di riduzione e invecchiamento della popolazione ‘nativa’, per cui allargare il numero dei residenti è una politica indispensabile da avviare e non da subire od ostacolare con slogan di taglio esclusivamente elettorale. Per questi motivi i firmatari di questa lettera, a nome dell’associazione Ferrara Sostenibile 2030, si scusano per le parole vergognose rivolte irresponsabilmente all’Arcivescovo Monsignor Perego e chiedono che il sindaco in carica si scusi pubblicamente. Ferrara Sostenibile 2030 condivide le scelte di integrazione, a partire dal diritto a una abitazione dignitosa per tutti, come ha deliberato la Regione Emilia-Romagna”.
Carlo Zanotti a nome dell’associazione ‘Ferrara Sostenibile 2030’

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