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Giovedì, 30 Maggio 2024
Ambiente

Sostenibilità ambientale, Ferrara è 19esima: male lo smog, bene la raccolta rifiuti

E' quanto emerge da Ecosistema urbano 2023, il report di Legambiente: tutti i dati

La posizione in classifica

Calano leggermente le performance per quanto riguarda Ferrara e la classifica di sostenibilità ambientale. La nostra città, infatti, ha perso ben due posizioni rispetto al 2022: da 17esima quale era, ora è scivolata alla 19esima posizione, con un valore dello 0,7% ma questo, numericamente parlando, indica anche una percentuale in rialzo rispetto all’annata passata con un +4,77%. Il punteggio totale dato a Ferrara corrisponde al 67,24%, un leggero miglioramento rispetto al 2022 in cui la percentuale era del 64,03%.

Se si guarda ai dettagli, è bene dire che Ferrara, dal punto di vista dei rifiuti, presenta un indice percentuale superiore alla media per quanto riguarda la raccolta differenziata: 7 dei 9 capoluoghi dell’Emilia-Romagna hanno una soglia di raccolta che va oltre il 65%, e la città estense si trova prima tra queste con un 87,6%; seguono Reggio Emila (81,9%), Parma (81,9%). In fondo a questa piccola classifica ritroviamo Bologna (62,6%) e Modena (61%). 

I settori ferraresi

A livello di territorio, rapportando i numeri con le altre realtà italiane, siamo primi per raccolta differenziata, ma 97esimi per rifiuti prodotti. Ecco gli altri ambiti, con relativa posizione in graduatoria tra parentesi: alberi (24esimi), solare pubblico (20), uso efficiente del suolo (83), verde totale (15), isole pedonali (31), pm10 (77), pm2,5 (68), ozono (66), biossido di azoto (52), dispersione idrica (47), consumi idrici domestici (50), infrastrutture (11), ztl (4), passeggeri trasporto pubblico (32), vittime della strada (38), tasso di motorizzazione (49) e offerta trasporto pubblico (44).

Il report

La classifica delle performance ambientali è stata appunto basata su 19 parametri - tra questi gli alberi piantati, la dispersione idrica, la raccolta differenziata, l’offerta del trasporto pubblico - che prevedono l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. I punteggi assegnati per ciascun indicatore identificano il tasso di sostenibilità della città reale rispetto a una città ideale. La media del punteggio dei capoluoghi sale e si attesta a 56,41%, tre punti in più di quella dello scorso anno (53,41% ed era 53,05% due anni fa).

Quota 100 non è raggiunta da nessuna città e, a differenza della passata edizione, dove nessuna città riuscì a superare quota 80, quest’anno ci riescono in tre: Trento, Mantova, Pordenone. La soglia dei 75 punti su 100 quest’anno è oltrepassata anche dalla quarta, Treviso, e dalla quinta, Reggio Emilia. Sono invece 11 le città che superano il punteggio di 70 su 100 (erano otto capoluoghi lo scorso anno e solo 6 due edizioni fa). Guardando la parte bassa della graduatoria troviamo invece alcune delle città che da tempo non riescono a invertire la tendenza. In questa edizione, le ultime tre sono tutte siciliane: Caltanissetta, Palermo e Catania.

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