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Bimbo di 10 giorni soffoca dopo una poppata: operatori del 118 gli salvano la vita

Il piccolo Paolo è stato trasportato al pronto soccorso: è in via di guarigione. I genitori commossi

Un massaggio cardiaco di 10 minuti, praticato da un infermiere del 118, che salva la vita a Paolo, un neonato di appena 10 giorni. E’ quanto successo domenica 4, attorno alle 20, in città. Dopo l’arrivo dell’ambulanza, infatti, il quadro clinico che si è presentato al personale era di estrema gravità: il piccolo non respirava ed era fortemente bradicardico.

L’infermiere ha iniziato subito le manovre di ventilazione e massaggio cardiaco, mentre i genitori hanno riferito che il piccolo aveva fatto una poppata subito prima di entrare in auto per tornare a casa. Il medico giunto sul posto ha continuato le manovre rianimatorie e messo in pratica le tecniche di disostruzione delle vie aree, constatando la presenza di latte all’interno nelle vie respiratorie e nei polmoni.

Una volta rigettato il latte le condizioni del neonato sono migliorate, tanto da permettere la sospensione della rianimazione e il trasporto in sicurezza presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cona. Ora Paolo è ricoverato in condizioni stazionare presso il reparto di Terapia intensiva neonatale del Sant’Anna: non è ancora del tutto fuori pericolo ma le su condizioni di salute sono in miglioramento.

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I genitori

“Ci rivolgiamo con gratitudine – dicono commossi i genitori di Paolo - alla lunga catena di professionisti che domenica ha salvato la vita di nostro figlio. Dagli operatori dell’ambulanza, che hanno tempestivamente realizzato la gravità della situazione, adottando le prime manovre salvavita, al personale del pronto soccorso e del reparto di terapia intensiva neonatale che, in poche ore, ha saputo stabilizzare il quadro clinico. Hannah Arendt scriveva che ‘con ogni nascita comincia un mondo’, quindi, grazie per avere salvato un mondo”.

La testimonianza dei medici

“Appena iniziato il turno notturno in 118 – dichiara Giorgio Cantelli, medico presente sull’automedica - abbiamo ricevuto una chiamata per codice rosso. Dai colleghi dell’ambulanza (l’infermiere Sandro Benetti e l’autista Katia Virgili) abbiamo appreso la gravità della situazione. Noi sanitari del 118 parliamo di ‘catena del soccorso’ per indicare il passaggio da un operatore all’altro nell’assistenza dei pazienti; speriamo che questa nostra catena si sia dimostrata un valido supporto affinché il neonato superi questo ostacolo che gli si è presentato davanti così presto nella vita”.

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