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Il derby per ripartire, Di Carlo fiducioso: "Gruppo compatto, ai tifosi chiedo sostegno"

Le dichiarazioni del mister alla vigilia della sfida contro il Cesena: tre giocatori in dubbio

Il derby contro il Cesena dopo il mezzo scivolone casalingo (poi interrotto dalla pioggia) contro la Lucchese. La partita migliore o peggiore possibile? Ai posteri, anzi al campo, l’ardua risposta. Per mister Di Carlo, il recupero del Manuzzi è quello che ci vuole, per risollevare l’umore di una truppa - ma soprattutto di una buona porzione di tifosi - non così felice dopo un inizio di campionato con qualche luce e altrettante ombre.

Qual è la sua analisi sull’oretta giocata contro la Lucchese?
“E’ stata una partita in cui abbiamo iniziato bene, specialmente i primi dodici minuti. Poi ne abbiamo avuti altrettanti negativi e abbiamo subito tre occasioni da gol: lì non abbiamo capito il momento in cui era necessario stringersi e difendersi da squadra. Poi abbiamo trovato la rete su palla inattiva ed è una cosa positiva: almeno lì si inizia a vedere il lavoro dell’allenamento. Poi di nuovo dodici minuti importanti in cui abbiamo cercato il raddoppio. Il gol subito invece ha tolto le certezze. Dobbiamo lavorare su noi stesso e sulla continuità di gioco, perché l’alternanza di prestazione non ci porta benefici”.

Contro il Cesena il derby è sempre molto sentito. E tra l’altro i bianconeri hanno l’attacco più prolifico…
“Sarà un bel derby, una bella partita. Quest’anno loro hanno svoltato e hanno preso fiducia. E’ quello che cerchiamo anche noi, con una prestazione migliore rispetto a quella vista contro la Lucchese. E’ il momento giusto, perché sappiamo che bisogna lottare: serve riscattarsi da quello che ci ha detto fino ad ora il campo. Serve più gioco, più occasioni da gol e più concentrazione”.

Il fatto di affrontare una delle favorite, quindi, lo reputa un aspetto positivo?
“E’ un bel test perché si affrontano due squadre forti. Serve più convinzione nel cercare i tre punti. Sembra che il Cesena sia favorito, ma il calcio è bello per questo: conosco il mio gruppo e sono convinto che al Manuzzi mostreremo il ‘ghigno’ duro per giocarci le nostre chance. I ragazzi sono pronti e sono carichi: comunque mi aspetto di più dalla squadra e da me stesso”.

Qual è la condizione dei singoli?
“Probabilmente saranno assenti Rosafio, Orfei e Carraro. Li monitoriamo ogni giorno e valuteremo all’ultimo se portarli o tenerli a riposo in vista di domenica”.

Ha pensato a qualcosa di differente a livello offensivo per poter mettere in condizioni migliori i vari Antenucci e Siligardi?
“Il loro valore qualitativo esce se la squadra corre e ci crede di più, in fase di possesso e di non possesso. Dobbiamo migliorare di squadra. Se invece ci allunghiamo, anche la qualità dei singoli non viene fuori”.

E’ quindi l’essere lunghi il difetto principale della sua squadra?
“Col Perugia lo siamo stati nel primo tempo, con la Juve invece siamo stati compatti, mentre contro la Lucchese all’inizio eravamo corti e poi ci siamo allungati: serve essere più costanti. Con la Vis Pesaro siamo stati compatti sessanta minuti, con il Perugia trenta, con la Juve il primo tempo, con la Lucchese abbiamo alternato. Dobbiamo lavorare sulla testa e sulla fiducia”.

Dietro ci sarà qualche cambio di formazione per essere più protetti?
“No, perché la Lucchese ha giocato solo per dodici minuti, mentre per ventiquattro minuti abbiamo giocato noi. Questo è stato il dato di fatto. Noi dobbiamo migliorare nei momenti in cui la squadra avversaria inizia a tirare: non bisogna arretrare e avere coraggio”.

 A livello fisico come sta la squadra?
“La squadra sta bene, perché quando siamo fluidi i ragazzi corrono. Come ho già detto: è più una questione di testa”.

Cosa si sente di dire ai tifosi delusi da un inizio meno brillante rispetto alle attese?
“La squadra deve lottare 95 minuti: in allenamento i ragazzi ci danno dentro, in partita invece non abbiamo ancora trovato questa continuità. Ai tifosi chiedo di stare vicino alla squadra ed essere fiduciosi: questo gruppo deve crescere. Anche io non sono contento perché non è ancora la squadra che voglio vedere”.

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