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Lunedì, 15 Aprile 2024
L'intervista / Aguscello-Cona-Quartesana / Via Aldo Moro, 8

Per loro e i per i nonni: ecco i vantaggi di vaccinare i bambini

Ad entrare nel dettaglio è Agnese Suppiej, direttrice di Pediatria

Vaccini in età pediatrica. Perché sono fondamentali e cosa comportano. Ad entrare nello specifico è Agnese Suppiej, direttrice dell’Unità Operativa di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Cona.

Dottoressa, perché sono importanti le vaccinazioni in età pediatrica?
“Le vaccinazioni in età pediatrica rappresentano uno degli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per la prevenzione primaria delle malattie infettive”.

Quali malattie combattono?
“I vaccini combattono malattie infettive molto pericolose per le quali non esiste una terapia (poliomielite e epatite B) o questa non è sempre efficace (difterite, tetano). Oppure malattie che possono essere causa di gravi complicanze (morbillo, rosolia e pertosse) e potenzialmente mortali (malattie invasive da pneumococco, emophilus b, meningococco)”.

Agnese Suppiej-2

Come funzionano?
“I vaccini, costituiti da interi agenti infettivi inattivati o da parti di essi, inducono una risposta immunitaria duratura, simile a quella provocata dal germe naturale ma senza causare malattia. Il bambino vaccinato sarà in grado per molto tempo (spesso per tutta la vita) di riconoscere immediatamente il virus o il batterio e renderlo incapace di causare malattia”.

Cosa comporta il non vaccinarli?
“Non vaccinare i bambini significa correre rischi prevenibili e diventare un veicolo di contagio per le persone che non possono essere vaccinate”.

In che modo le vaccinazioni si ‘ripercuotono’ anche su persone di altre fasce di età che vengono in contatto con i bambini: per esempio i nonni?
“Quando il numero di bambini vaccinati (immuni) è molto alto, si crea una vera e propria barriera che impedisce la circolazione del germe. Quando il contagio della malattia avviene da una persona infetta ad un'altra suscettibile, il valore della vaccinazione non è solo quello di conferire una protezione individuale, ma anche di proteggere coloro che non possono usufruire di tale opportunità di protezione perché si trovano in età non vaccinabile, o perché sono affetti da alcune malattie o condizioni cliniche per le quali le stesse vaccinazioni risultano essere controindicate (immunità di gregge)”. 

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