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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Sindacati / Terre del Reno

Tecopress, sciopero di 8 ore e presidio ai cancelli d'entrata

Lo stato di agitazione è legato all'annuncio del taglio di organico di 72 lavoratori

Le Segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil e le Rsu Tecopress hanno proclamato l'apertura dello stato di agitazione e la prima iniziativa di sciopero di 8 ore per la giornata di lunedì 29 gennaio. Una decisione scaturita in seguito all'incontro sindacale con la Direzione aziendale nello stabilimento di Dosso, nello scorso 25 gennaio, in relazione alla crisi finanziaria e di mercato che ha colpito l'Azienda.

"La Direzione aziendale - hanno evidenziato le sigle sindacali - dopo aver comunicato una forte riduzione del fatturato atteso per l'anno 2024, ha annunciato la volontà di procedere con l'apertura della procedura di licenziamento collettivo per 72 dipendenti, pari al 45% degli occupati nello stabilimento. Le organizzazioni sindacali, rigettando questa decisione, hanno richiesto alla Direzione aziendale di ricorrere all'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, a partire dai Contratti di solidarietà per 24 mesi. L'azienda si è resa indisponibile ad accogliere la richiesta delle organizzazioni sindacali".

Fim, Fiom e Uilm hanno aggiunto di avere "spiegato alla Direzione aziendale la necessità di avere un tempo adeguato per provare a gestire o ridurre l'impatto sociale che questa crisi provocherà. Non è pensabile che in una regione come l'Emilia Romagna, in cui vi è il Patto per il lavoro, firmato dalle associazioni datoriali con la regione e i sindacati, in cui si definisce che prima di ricorrere ai licenziamenti si debba far ricorso all'utilizzo di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, Tecopress decida dall'oggi al domani di licenziare il 45% degli occupati in Azienda".

Le sigle sindacali hanno ricordato che "Tecopress è un'Azienda che nel corso degli anni post terremoto è stata sostenuta dalla Regione Emilia Romagna per poter ritornare a produrre e a restare un presidio di lavoro nel nostro territorio. Oggi di fronte alle difficoltà che l'hanno colpita deve assumersi la responsabilità sociale che tutte le imprese devono avere nei confronti dei lavoratori delle lavoratrici, delle loro famiglie e del territorio più in generale. Non può pensare di far pagare alle lavoratrici e ai lavoratori di Tecopress il prezzo della crisi che l'ha colpita licenziandoli. Tecopress deve aprire un percorso di ammortizzatori sociali idoneo alla gestione della crisi che sta attraversando. Questo percorso si chiama Contratti di solidarietà".
 

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