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Storia

'Memoriaviva', una raccolta di testimonianze dei protagonisti delle bonifiche

L'iniziativa è finalizzata a custodire immagini, video e documenti storici

Preservare il valore della testimonianza dei protagonisti diretti delle grandi bonifiche. Per non disperdere il grande patrimonio di memoria storica sulle opere che hanno cambiato il volto del territorio è nato il progetto 'Memoriaviva'. 

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Un'iniziativa voluta dal Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi umanistici e il Laboratorio di Studi urbani dell'Università di Ferrara. Il progetto è stato presentato nella giornata di venerdì 22 marzo a palazzo Naselli Crispi. In apertura, il presidente del Consorzio Stefano Calderoni ha spiegato l'obiettivo di un'iniziativa che andrà ad arricchire l'archivio storico dell'ente, e sarà a disposizione delle nuove generazioni.

"Come abbiamo sempre cercato di raccontare in questi anni - ha sottolineato Calderoni - la bonifica non è semplicemente un'attività di ingegneria idraulica, ma un fatto culturale che ha condizionato il paesaggio e la vita delle persone. Le bonifiche moderne, nate nel 1922, hanno pienamente coinvolto le popolazioni dei territori, però ora rischiamo naturalmente di perdere i testimoni diretti, ed è per questo che vogliamo recuperare scritti, racconti e materiale fotografico che rischiano, altrimenti, di andare persi. Vogliamo fissare questi ricordi e farne un'opera permanente che possa rendere giustizia agli sforzi dei nostri avi che hanno liberato le nostre terre, dando un futuro a tutti noi".

Giuseppe Scandurra, docente del dipartimento di Studi umanistici dell'ateneo estense, ha aggiunto che "il progetto 'Memoriaviva' nasce da un rapporto di collaborazione con il Consorzio nato già da qualche anno, per raccontare la storia di un territorio e per la ricostruzione della memoria anche in maniera multidisciplinare. Il progetto coinvolge, infatti, anche gli studenti di Antropologia delle classi magistrali e in particolare il corso di 'Comunicazione e cittadinanza digitale', che hanno le competenze per fare ricerca e per raccogliere le testimonianze anche dal punto di vista tecnico. Ci piacerebbe che 'Memoriaviva' si inserisse in un contesto più ampio di conoscenze e promozione del territorio, anche attraverso gli studi post-laurea degli studenti dell'Università che si fermano a fare ricerca e a lavorare nei luoghi della grande bonifica".

Davide Carnevale, ricercatore e docente di Antropologia visuale dell'Università di Ferrara ha specificato i dettagli del progetto. "Vogliamo raccogliere le memorie delle ultime fasi delle bonifiche - ha indicato Carnevale - per le quali abbiamo ancora la presenza di testimonianze dirette. I fatti se non vengono fissati diventano, infatti, dimenticabili, e noi vogliamo trattenerli. Alcuni documenti sono già in possesso delle maestranze che possiamo recuperare e far diventare un racconto pubblico della bonifica. E poi c'è l'idea di raccogliere nuovo materiale anche video, attraverso le interviste realizzate dagli studenti alle persone che magari non sono state coinvolte direttamente ma che ne sono stati semplici osservatori".

Carnevale ha concluso che "si tratta di una vera e propria attivazione territoriale, per capire cosa fosse e cosa è diventato il Consorzio e il nostro territorio". Il Consorzio di Bonifica sta già raccogliendo la disponibilità delle persone per interviste, e raccolta di documentazione e materiale, per trasformarlo in un racconto collettivo. Per informazioni sul progetto o per mettere a disposizione le testimonianze è possibile inviare una mail a memoriaviva@bonificaferrara.it.

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