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Giovedì, 30 Maggio 2024
Giornata del ringraziamento

Giornata del ringraziamento, Arcidiocesi in visita ai pescatori

L'appuntamento intende esprimere vicinanza a una categoria colpita dal granchio blu

Un messaggio, sintetizzato dall'intenzione di valorizzare 'Lo stile cooperativo per lo sviluppo dell'agricoltura', da parte dei vescovi italiani per la Giornata del ringraziamento. Quest'anno, infatti, l'Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro intende promuovere l'esperienza della cooperazione celebrando la ricorrenza, domenica 12 novembre. 

Il programma prevede prima una tappa a Gorino, dove alle 15.30 l'arcivescovo Gian Carlo Perego parteciperà all'inaugurazione della nuova sede di Fedagripesca Confcooperative, e successivamente, nel porto, dove benedirà le imbarcazioni ed esprimerà la vicinanza dell'Arcidiocesi ai pescatori e agli operatori del comparto ittico messi in ginocchio, in questi ultimi mesi, dalla proliferazione del granchio blu. La seconda tappa del pomeriggio sarà a Casa Mesola, realtà cooperativa che da più di 50 anni offre diversi servizi come il confezionamento, la lavorazione e la vendita di prodotti agricoli dei soci, nonché l'assistenza tecnica e amministrativa ai diversi produttori. Alle 16.45 l'arcivescovo visiterà la struttura cooperativa, e alle 17.30 celebrerà la santa messa.

Non il paradigma della competizione, ma quello della fraternità è il cuore del messaggio della Cei per la Giornata del ringraziamento di quest'anno. "Lo stile cooperativo propone un modello d'impresa nel quale la comunità è un bene per tutti, così come suggerisce la Dottrina sociale della Chiesa: 'I componenti dell'impresa devono essere consapevoli che la comunità nella quale operano rappresenta un bene per tutti e non una struttura che permette di soddisfare esclusivamente gli interessi personali'. Nel testo si ricorda quindi che non esiste 'solo il modello di impresa privato contrapposto a quello pubblico", ha sottolineato l'Arcidiocesi attraverso una nota.

Un messaggio anche per ricordare che "in Italia l'agricoltura familiare ha conosciuto un boom nel secondo dopoguerra grazie alla riforma agraria, spesso proprio attraverso lo stile cooperativo e anche 'grazie al contributo del mondo cattolico'. Anche oggi, 'le imprese cooperative del sistema agroalimentare, mettendo insieme le loro risorse, possono essere attive nei campi dell'innovazione e dello sviluppo per promuovere nuovi processi produttivi". 

La nota relativa al messaggio dei vescovi ha aggiunto che "in questo modo esse possono promuovere la rigenerazione economica del settore agricolo e, allo stesso tempo, coltivare insieme un rapporto diretto con i consumatori finali", e che "il modello cooperativo sviluppa uno stile d'impresa come 'società di persone' e non solo di capitali, democratica e inclusiva, dove tutti hanno pari dignità: favorisce la crescita di tutti i soci e dei membri della comunità in cui opera". Un modello che "educa a lavorare insieme per realizzare il bene comune e promuove la consapevolezza che ogni persona è dono", evidenziando che "la cura condivisa del territorio, soprattutto di quello rurale come avveniva nel passato, può prevenire disastri idrogeologici e può facilitare un uso condiviso di beni come le risorse idriche, soprattutto nei periodi sempre più frequenti di siccità".

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