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'Giardino dei donatori', all'ospedale uno spazio verde in nome della solidarietà

L'iniziativa vedrà la messa a dimora di 10 alberi e 10 cespugli per il primo anno

La piantumazione di alberi come luogo per ricordare del gesto di donazione di sangue di numerosi cittadini. E' avvenuta nella mattina del lunedì 27 novembre, la presentazione del 'Giardino dei donatori', uno spazio verde a memoria del meraviglioso gesto di donazione di sangue di moltissime cittadine e cittadini che, attraverso l'Avis di Ferrara, hanno contribuito a non far mai mancare una risorsa così preziosa per le Aziende sanitarie del territorio. L'iniziativa vedrà la messa a dimora di 10 alberi e 10 cespugli per il primo anno. Nella mattina di lunedì, sono state piantumate le prime due essenze: Carpinus Betulus (Carpino bianco) e un arbusto di Corniolo.

Ogni alberatura e ogni siepe sarà contraddistinta da un codice di riferimento. Ogni codice sarà comunicato ai nuovi donatori con una lettera congiunta dei vari partner del progetto in cui si dirà che in quanto donatore, la pianta identificata dal determinato codice, è a lui dedicata, e si illustrerà di quale pianta si tratta e le caratteristiche salienti della stessa. Ogni nuovo donatore potrà dunque identificarsi con una pianta. Un riconoscimento per il gesto della donazione, finalizzato anche a creare una sorta di 'emulazione' da parte di altri, che saranno così a loro volta incentivati a iniziare a donare. Allo stesso tempo il 'Giardino dei donatori' sarà una 'rappresentazione vivente' di una comunità che si auto-aiuta ed è attenta all'ambiente, contribuendo ad accrescere i servizi ecosistemici dell'area ospedaliera, con una progressione positiva della biodiversità, dell'ombreggiamento e conseguente controllo dell'isola di calore estiva e con l'aumento della qualità dell'aria.

La messa a dimora e successiva manutenzione di alberi, arbusti e piante erbacee è destinata ad apportare un importante contributo in termini di salute psico-fisica. Il progetto ha una durata iniziale di tre anni ed è stato voluto e organizzato, in accordo con il Green manager interaziendale Daniele Zappi, da Avis Provinciale e Comunale Ferrara, Coldiretti, Presidenza del Consiglio comunale, assessorato all'Ambiente e quello alle Politiche sociali del Comune di Ferrara. Daranno il loro fondamentale contributo anche l'Istituto scolastico 'Vergani Navarra' e le ditte Lyondellbasell e Yara. L'area individuata per la piantumazione si trova nello spazio verde antistante l'Ingresso 4. Le piante, acquistate da Coldiretti Ferrara, e scelte da loro assieme al Comune di Ferrara, sono state individuate in base alle caratteristiche di adattabilità e minor grado di allergenicità.

La messa a dimora sarà effettuata dagli studenti dell'Istituto di Istruzione superiore 'Vergani Navarra' di Ferrara. L'Azienda ospedaliera universitaria di Ferrara si occuperà della manutenzione delle alberature. Ogni anno, nella Giornata del donatore, in programma il 14 giugno, saranno poste a dimora per la durata del progetto, e comunque fino al termine degli spazi disponibili, 25 alberature e altrettante siepi donate da Avis per mezzo di Coldiretti. Sergio Mazzini, presidente dell'Avis comunale, ha spiegato che "questo progetto nasce da un'idea di Avis, che non è solo donazione di sangue ma anche benessere in generale. Siamo partiti da uno slogan che è 'dove c'è il verde c'è la vita e la salute'. Abbiamo coinvolto il Comune di Ferrara, la Coldiretti e le scuole per un progetto che coinvolge non solo donatori di sangue ferraresi, ma persone che arrivano da tutta Italia. La nostra idea è quella che dei donatori rimanga memoria nel tempo e che anche loro possano avere un ritorno tangibili del loro atto di generosità. Un gesto che arricchisce lo spirito, ma anche gli ambienti del nostro ospedale".

Dopo i saluti da parte di Claudio Minguzzi e Lara Borghi, degli sponsor Lyondellbasell e Yara, il Green manager Daniele Zappi ha illustrato il progetto per conto dell'Azienda 'Sant'Anna'. Monica Calamai, direttrice generale delle Aziende sanitarie ferraresi, ha aggiunto che "grazie alla rete creata dalle istituzioni e dalle associazioni del nostro territorio si possono creare le basi per migliorare il benessere e l'offerta di cura rivolte ai cittadini. Questo progetto s'inserisce perfettamente all'interno dell'umanizzazione dei percorsi di cura, in un'ottica di concetto 'one health' inteso come approccio alla salute a largo spettro. Negli ultimi anni si sta rivoluzionando quello che è il modo di concepire gli ospedali, passando da un'ottica di cura a un concetto di benessere generale del paziente, che passa non solo dalla cura della patologia ma anche dalla 'bellezza' dei luoghi di cura che lo circondano".
 

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