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L'incontro

Gastronomia, una delegazione del Circolo cuochi di Romagna incontra il sindaco

Il gruppo ha manifestato un ringraziamento per il sostegno durante l'alluvione

Il Circolo cuochi di Romagna sarà portavoce delle eccellenze enogastronomiche del territorio ferrarese nell'area romagnola. E' quanto emerso lunedì 12 febbraio dal sodalizio, composto da 140 cuochi romagnoli, venuto in città per incontrare il primo cittadino Alan Fabbri. Presenti nel gruppo, una trentina di delegati operanti nei territori di Cesena, Cesenatico, Forlì e Forlimpopoli.

"Un ringraziamento va al sindaco e a questa città, cui siamo tanto legati e che tanto ha aiutato i territori romagnoli colpiti dall'alluvione, grazie al pronto intervento della Protezione Civile ferrarese e anche di vari cuochi che da Ferrara sono venuti in Romagna per aiutare la popolazione e portare il loro contributo", ha evidenziato Sergio Ferrarini, presidente del Circolo cuochi di Romagna e vicepresidente dell'Associazione professionale cuochi italiani per l'area del Nord Italia. Ferrarese d'origine, insieme al presidente dell'Apci Nicola Ferrari, ha portato oggi in città una parte degli iscritti, tra cuochi, insegnanti di scuole alberghiere, e chef stagionali che da aprile a settembre operano negli alberghi della Romagna. L'obiettivo del Circolo è la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio emiliano-romagnolo. 

"Ringrazio il Circolo cuochi di Romagna per far conoscere la nostra tradizione enogastronomica e renderla parte dell'offerta nei ristoranti e negli alberghi presenti in tutta Romagna in cui quotidianamente il sodalizio opera. Si tratta di una bella collaborazione nel segno delle eccellenze del nostro territorio", ha commentato il sindaco Alan Fabbri. Nella mattinata il gruppo ha visitato la città, scoprendone i tesori accompagnati da una guida. La giornata a Ferrara si è conclusa con una degustazione di vini e salumi caratteristici del territorio come la zia ferrarese, la salama da sugo e da taglio, il salame gentile, il pasticcio di maccheroni alla ferrarese, i cappellacci di zucca e, per dolci, il pampapato e la torta di tagliolini. "Si tratta di una bella occasione per far conoscere la qualità dei salumi ferraresi, spesso ancora poco noti e utilizzati nelle cucine della Romagna", ha concluso Ferrarini.

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