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Venerdì, 19 Aprile 2024
Caso centro rimpatri

"Perché diciamo 'No' ad un nuovo Cpr a Ferrara": le ragioni di 36 realtà cittadine

L'intervento di associazioni, sigle ed enti alla costruzione di un centro nel parco sud

Riceviamo e pubblichiamo:

“I Centri di Permanenza per i Rimpatri sono luoghi di trattenimento del cittadino straniero. Nei Cpr vivono persone senza documenti, non persone pericolose. Ci sono uomini e donne che sono stati badanti, muratori, cuochi in Italia con un regolare permesso di lavoro, poi hanno perso il posto e quel permesso non possono rinnovarlo.
Ci sono uomini e donne che hanno chiesto asilo e non lo hanno avuto. Altri ancora hanno scontato una pena e aspettano il rimpatrio nel Cpr, che è un’altra condanna. Non si entra in un Cpr per aver commesso reati. Chi ha commesso reati va in carcere. Non si entra in un Cpr perché pericolosi. Chi è pericoloso viene curato e trattenuto, italiano o straniero che sia. Chi entra in un CPR può diventare pericoloso.
Parliamo di uomini e donne che, dopo avere lasciato la propria famiglia, la casa, la lingua, le abitudini di vita per sfuggire a guerre, siccità e persecuzioni, dopo avere affrontato viaggi pericolosi e degradanti e avere cercato inutilmente un futuro migliore per sé e per i propri figli, si ritrovano prigionieri senza una ragione.
Come (non) si vive nei Cpr? Coloro che li hanno visitati ne hanno denunciato i gravi problemi: abbandono, disordine, abuso di psicofarmaci, autolesionismi, suicidi. Manca una vera tutela legale e non ci sono cure mediche adeguate, come ha confermato la Corte di Cassazione. In più, le persone vengono spesso rinchiuse in una struttura lontana, quindi sono isolate da amici e familiari. E in queste condizioni, a impazzire senza fare niente, possono rimanere mesi e mesi.
Quanto tempo dura la reclusione nel Cpr? Dipende dalla legge: nel 1998 un mese, oggi, nel 2023, un anno e mezzo. È uno svantaggio per tutti: i Cpr costano cari ed è lo Stato – cioè tutti noi – a pagare, per far vivere le persone in condizioni disumane. Per questo chiediamo la chiusura di tutti i Cpr. I Cpr non servono a rimpatriare gli stranieri irregolari. Per riportare a casa queste persone occorrono soldi, mezzi, personale e soprattutto accordi con gli stati di provenienza. Attualmente l’Italia ha accordi soltanto con cinque paesi, mentre i paesi interessati sono più di 80.
Com’è la situazione attuale. In Italia ci sono 10 Cpr che possono ospitare 1300 persone. In Emilia-Romagna ce n'erano due (Bologna e Modena) ma sono stati chiusi per le loro pessime condizioni. Perché un Cpr a Ferrara. Il Governo ha scelto di realizzare un nuovo Cpr a Ventimiglia. Lì è stato respinto da tutte le forze politiche locali, e ora lo si vuol fare a Ferrara in una zona già destinata ad essere un parco, il ‘parco sud’.
Non vogliamo vivere in una città dove persone innocenti sono costrette a vivere rinchiuse in condizioni disumane. Vogliamo una città aperta che rispetti la dignità umana di ciascuno e di tutti perché la nostra libertà comincia dove comincia quella degli altri. Invitiamo tutta la cittadinanza ad un’iniziativa che si terrà l’11 dicembre alle 18 presso il Cinema Apollo”.
Adoc Ferrara, Agesci Ferrara, Anpi Ferrara, Arci Ferrara, Arcigay ‘Gli occhiali d’oro’, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII Zona Emilia, Associazione Nadiya, Associazione Piazza Verdi, Associazione Viale K, Auto-mutuo aiuto in rete, Azione Cattolica Ferrara-Comacchio, Biblioteca popolare Giardino, Centro Donna Giustizia, Centro sociale La Resistenza, Cgil Ferrara, Circolo Laudato Sì Ferrara-Comacchio, Cittadini del mondo, Comitato Alba nuova, Comunità Emmaus, Dammi la mano, Emergency Ferrara, Federconsumatori Ferrara, Fondazione Migrantes Ferrara, Forum Ferrara Partecipata, Gruppo del Tasso, Il Mantello, Istituto Gramsci Ferrara, Koesione 22, La Comune di Ferrara, La società della ragione, Masci Ferrara, Mediterranea Saving Humans Ferrara, Movimento Nonviolento Ferrara, Pax Christi Ferrara, Rete giustizia climatica, Stop

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