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Sabato, 13 Aprile 2024
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Spal, Edera è pronto: "L'infortunio è il passato, ora sono al 100%. Grazie a Mihajlovic..."

L'attaccante esterno è il primo rinforzo del mercato invernale. E guarda già al campionato

Simone Edera è tornato. E’ tornato al calcio giocato dopo un gravissimo infortunio. Ha recuperato, a detta sua, anche e soprattutto seguendo i consigli di Sinisa Mihajlovic, che ebbe come mister a Torino e Bologna. E ora è pronto a fare le “fortune della Spal”.

“Sono molto contento perché Simone ha accettato di essere qui con noi – ha spiegato il direttore Fusco -. Il fatto di essersi allenato senza essere tesserato dimostra una qualità che per noi è fondamentale: umiltà. Nonostante le tante partite giocate in Serie A e B, questa è la dimostrazione più importante. E’ stato disponibile a mettersi in discussione: non era una prova, ma solo un periodo per conoscerci meglio. Sono sicuro che insieme faremo grandi cose”.

Simone, quali sono le sue caratteristiche?
“Di solito ho sempre giocato come attaccante esterno, però mi piace anche il ruolo di trequartista e seconda punta. Io sono a disposizione del mister e seguirò le sue necessità”.

Come si è trovato all’interno del gruppo?
“Le sensazioni sono positive. Abbiamo un gruppo forte e competitivo, che però deve lavorare tanto: c’è voglia rivalsa e d’ora in poi abbiamo 19 finali: cercheremo di vincerle tutte. Poi arriveranno giornate più o meno felici, ma dovremmo dare tutto in campo in ogni singolo momento, tutti insieme”.

Come ha vissuto il periodo da svincolato?
“La mia situazione è stata particolare: io vengo da un anno e mezzo in cui sono stato completamente fuori per infortunio. Sono ritornato a gennaio dell’anno scorso e ho avuto l’opportunità di giocare a Pordenone: lì sono stati sei mesi di ripresa, difficili. Però oggi sto bene, mi sono allenato tanto. Il mio infortunio è passato e sono felicissimo di far parte della Spal”.

Cosa ha capito della Spal in questi primi giorni?
“E’ un grande club, c’è poco da dire. Qui ho trovato delle strutture pazzesche, con una società che ha voglia di tornare ad alti livelli, come me. Siamo felici entrambi di questo matrimonio”.

Cosa si porta dietro dalle esperienze precedenti?
“Mi porto tanto, perché sono stato in società importanti e ambiziose. Lì sono cresciuto molto come uomo. Ora voglio fare le fortune della Spal”.

Quando pensa di poter tornare al 100%?
“Sono a disposizione del mister e già dalla prossima spero di poter giocare. Al massimo in due settimane sarò completamente a posto per giocare anche già novanta minuti”.

Su quali concetti state lavorando con il mister?
“Stiamo lavorando tanto, perché ci sono state anche le vacanze. Ma siamo già concentrati sulla partita contro la Vis Pesaro. Stiamo provando il 4-3-3, ma in settimana studiamo anche altri moduli, che potremmo usare anche a gara in corso”.

Ai tempi delle giovanili del Torino c’erano grandi aspettative su di lei, poi la carriera ha preso una traiettoria diversa: come ha vissuto questo percorso?
“E’ stata dura, perché l’infortunio mi ha distrutto. La diagnosi è stata più grave di quanto mi aspettassi. Non è stato facile rialzarsi. Ma come mi ha insegnato il mio secondo papà, Sinisa Mihajlovic, puoi cadere sette volte ma poi ti devi rialzare non otto ma dieci volte. Quindi lo ringrazio ancora per tutto quello che ha fatto per me”.

E’ fastidioso portarsi dietro l’etichetta di giocatore infortunato?
“Sì, ho anche espresso questo rammarico attraverso i social. L’ho fatto perché continuavo a sentire direttori che parlavano con il mio agente e dicevano “non lo possiamo prendere perché il ragazzo non sta bene”. Ma non era vero. Mi sono proposto a più squadre, chiedendo solo di potermi allenare per dimostrare che ero a posto. Io fisicamente sto bene e vorrei ribadire questo concetto”.

E’ possibile che Vagnati volesse già portarla a Ferrara ai tempi della Serie A?
“Può darsi. Me ne aveva parlato però non c’è stato nulla, perché ero di proprietà del Torino e volevo rimanere in maglia granata in quel momento”.

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