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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Alla vigilia della trasferta con la Torres, Fusco: "Importante essere autocritici, ma rimanere uniti"

Il direttore dell'area tecnica della società biancazzurra si è soffermato su infortuni, umiltà e lavoro sul campo

Dopo i tre punti conquistati al Mazza contro il Sestri Levante, la Spal si appresta a misurarsi con la capolista del girone. Appena il tempo di mettere in cassaforte il risultato positivo casalingo, che incombe la trasferta a Sassari contro la Torres. Alla vigilia del match in Sardegna, a esprimersi sul percorso della squadra è il direttore dell'area tecnica della società biancazzurra Filippo Fusco.

Quanta delusione c'è per il rendimento della squadra finora, al netto degli infortuni?
"In questa situazione non possiamo non essere delusi. Il primo a sentirsi responsabile sono io. Avevamo fatto una squadra con ambizioni diverse, ma la delusione attuale deve rappresentare uno stimolo in più per dimostrare un valore reale che fino a oggi non si è dimostrato, in questa prima parte del campionato. In queste difficoltà è importante essere autocritici, ma rimanere uniti in modo analitico. Gli infortuni non devono essere un alibi, però è vero che più di 15 infortuni da traumi, di cui 6 o 7 gravi, non si hanno in quattro anni. Gli ultimi sono Fiordaliso e Iglio, la cui indisponibilità si protrarrà per mesi. La rosa si va assottigliando, e saranno con noi in questa trasferta i giovani Angeletti e Simonetta. Peda e Maistro hanno dimostrato che ci tengono  a esserci, anche magari per uno scampolo di partita".

State pensando al mercato degli svincolati?
"Adesso pensiamo alla partita. Occorre fare delle valutazioni sulle tempistiche relative all'infortunio di Fiordaliso. Bisogna pensare in questi mesi ai giocatori che abbiamo, non a quelli che verranno".

C'è la disponibilità della società a eventuali interventi sul mercato?
"Tutto può essere migliorabile. Si fa un mercato estivo nella speranza che a gennaio non si debba intervenire, putroppo le situazioni dimostrano che a gennaio la rosa va migliorata, va completata. E' chiaro che tanti giocatori fermi verranno recuperati con i loro tempi. E poi occorre capire come rientrano. Sono una serie di circostanze che se vengono rivestite di importanza, rischiano di creare degli alibi. Poi c'è l'oggettività. Piangerci addosso non serve, dobbiamo guardare avanti".

La vittoria contro il Sestri Levante può avere motivato in modo particolare i più giovani?
"La Torres sta giocando benissimo, è sicuramente la sorpresa dell'intera Serie C. Noi dobbiamo andare a fare una partita di grande umiltà, con rispetto dell'avversario ma senza alcuna rassegnazione. Siamo una squadra che ha dei valori, anche morali. La classifica non lo dice in questo momento, e abbiamo un distacco enorme dalla prima in classifica. Andremo con l'orgoglio di dimostrare che questo distacco non rispecchia i veri valori. I più giovani hanno dimostrato di potere essere protagonisti".

Cosa ne pensa del lavoro svolto finora dal mister Colucci?
"Non posso che essere contento di come ogni giorno lavora sul campo. E' chiaro che si è trovato in una situazione non facile, e da quando è arrivato gli infortuni si sono moltiplicati. Però mi piace il suo atteggiamento sempre battagliero, positivo. Di chi sa che quello che paga è il lavoro sul campo. Tutti ci aspettiamo il salto di qualità, a livello di punti. Credo che con il Pescara e con la Fermana avremmo meritato qualche punto in più. I due ultimi giovani aggregati, magari potrebbero essere utili nella partita. Come l'atteggiamento di generosità e altruismo di Antenucci negli ultimi minuti con il Sestri Levante".

Tatticamente, abbandonare in questo momento il 4-3-3 può essere di aiuto alla squadra?
"Il sistema di gioco è sempre relativo rispetto ai giocatori che hai a disposizione, al principio, all'idea. In alcuni momenti occorre stare più compatti, in altri magari pressare più in avanti. Ci sono situazioni in cui sono gli avversari a portarti. Non deve mancare l'atteggiamento di lottare su ogni palla. Il calcio è sempre più un discorso dinamico. Essere 'polivalenti' è ormai una caratteristica del calcio moderno".

Il presidente Tacopina ha in programma di venire a Ferrara?
"Tacopina è in continuo contatto con me, con il direttore generale Corrado Di Taranto. Ovviamente s'informa, soffre, ci stimola a fare sempre il meglio. Credo che, appena potrà, verrà a Ferrara. Ma anche a distanza fa sentire il suo appoggio e il suo supporto. La sua partecipazione non è solo emozionale, ma anche fattiva alle esigenze del club. Vuole capire il perché dei tanti infortuni, per esempio. E si fa fatica a spiegargli che non sono infortuni muscolari, ma da traumi. Quello che vogliamo dirgli è che questa squadra ha voglia di rivincita".

Cosa può dire su Carraro, che in questo momento sembra essere il capro espiatorio delle prestazioni sotto tono della squadra?
"Spesso indicare un giocatore come colpevole quando le cose non vanno benissimo è la cosa più semplice. Il primo a pagare è l'allenatore, e lo abbiamo visto anche qui. Poi si parla della preparazione atletica, del sistema di gioco, del fatto che un giocatore rende meno delle aspettative. Onestamente devo dire che in tanti hanno reso meno delle aspettative che loro stessi avevano. Carraro è un giocatore dal passato importante, questa estate era richiesto da squadre di categoria superiore e ha scelto di venire a Ferrara con grande convinzione. Quando era nella condizione atletica migliore, ad Alessandria, ha avuto un brutto infortunio che lo ha tenuto fuori per un po' di tempo. E' rientrato dopo circa un mese, e non è riuscito a trovare quella condizione ideale. Noi dobbiamo supportarlo e fargli sentire la fiducia". 

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