rotate-mobile
Sport

Minirugby, due allenatrici per il settore del Cus Ferrara

Giulia Ghiraldello e Federica Biolchini provengono da studi di Scienze motorie

Uno sport come il rugby, tradizionalmente declinato al maschile, da pochi anni ha registrato uno sviluppo deciso della componente femminile che ha portato a ottimi risultati. Se praticare la disciplina per una ragazza è ancora inusuale, svolgere il ruolo di allenatrice lo è forse maggiormente. In passato ci riuscì a livello di club Maria Cristina Tonna, l'anima del rugby in rosa nazionale, mentre l'ex nazionale inglese Nolli Waterman allena oggi i Cavaliers, squadra seven che incarna lo spirito della nazionale italiana dei vigili del fuoco due volte campione del mondo. A questo proposito, sono due le allenatrici al Cus Ferrara. Giulia Ghiraldello e Federica Biolchini provengono da studi di Scienze motorie e sono innamorate della palla ovale. Per loro, il compito di seguire il minirugby.

"Per me - ha spiegato Giulia Ghiraldello - il rugby è una passione, ma anche uno stile di vita. L'ho conosciuto purtroppo un po' tardi, a 16 anni. Il gioco, la squadra, gli allenatori e tutte assieme queste componenti mi hanno aiutata a diventare la donna che sono adesso. Ringrazio il rugby per essere quella che sono. Mi sento parte di una grande famiglia che è il rugby e, allo stesso tempo, il rugby fa parte di me. Rugbista, non ci nasci, ci diventi e quando lo diventi lo sei anche fuori dal campo".

Federica Biolchini ha aggiunto che "il rugby nella mia vita è ormai diventato una regola, una parte della mia quotidianità. Non per niente ne sento la mancanza nei mesi estivi, quando la stagione sportiva è in pausa. Non si tratta dello sport in particolare, ma dei valori che questo porta con sé e che lo rende speciale. Il concetto di squadra, il fatto che nessuno dei giocatori potrebbe mai e poi mai vincere da solo senza l'aiuto dei compagni, la costante necessità di rialzarsi ogni volta che si cade, sono insegnamenti che trasportati nella vita quotidiana rendono persone migliori. Il mio incontro con il rugby si può dire che sia stato fortuito. Ho conosciuto questo sport all'università: durante il secondo anno di Scienze motorie il percorso di studi prevedeva la scelta di due sport da svolgere nella pratica, e una delle mie scelte è ricaduta proprio sul rugby. Ho iniziato ad allenare senza conoscere quasi nulla dello sport e me ne sono innamorata. Da quel giorno non l'ho più lasciato, tanto che quando mi sono dovuta trasferire per motivi di lavoro a Ferrara, ho voluto cercare subito una società in cui poter continuare a svolgere questo meraviglioso mestiere".

Giulia Ghiraldello ha evidenziato che "io invece ho deciso di diventare allenatrice quando purtroppo non potevo più giocare, un po' per infortuni e un po' perché la squadra è andata in standby. Fai fatica a slegarti dall'ambiente, e ho deciso di continuare a far parte di questa famiglia come allenatrice venendo anche io da studi di Scienze motorie. Per me, un tecnico di minirugby deve avere feeling con i bambini, non si può inventare. Devi capirli, scherzare con loro e allo stesso tempo essere un riferimento preciso per loro, anche fuori dal campo. Ormai il tecnico non può fare solo l'allenatore, deve essere anche un educatore a tutto tondo, insegnando loro dei principi su cui crescere e dei valori che il rugby aiuta a dare. Avere un po' di carisma e sapersi far ascoltare. Con loro le competenze tecniche vengono dopo".

Federica Biolchini ha continuato che "come dice Giulia, il minirugby si occupa di educare e iniziare i bambini al rugby, quindi più che tecnici o allenatori siamo più educatori. Il nostro compito è proprio quello di far emergere da ogni bambino i propri punti di forza e le proprie caratteristiche, il tutto attraverso il divertimento. Abbiamo rapporti con una fascia d'età molto delicata. Quindi, direi che le peculiarità principali di un educatore del minirugby debbano essere l'empatia verso i bambini e soprattutto la voglia di divertirsi insieme a loro, rispolverando un po' quella parte bambina che c'è dentro di noi. Mi ritrovo a volte durante gli allenamenti a ridere, scherzare e correre insieme ai bambini e a chiedermi chi tra noi si stia divertendo di più. Il profilo tecnico e le conoscenze dello sport passano in secondo piano".

Le due allenatrici, all'unisono, hanno pertanto sottolineato che "vedere rinascere la squadra femminile sarebbe veramente bellissimo", mentre Federica Biolchini ha commentato che "il rugby è visto come sport prettamente maschile e il ritorno delle Velenose sarebbe un gran messaggio a favore della parità di genere". Giulia Ghiraldello ha auspicato che "sarebbe una cosa bellissima non per me stessa, ma per la città. Mi piacerebbe vedere delle bambine inserite nei gruppi. Sono ormai quasi 4 anni che alleno e non ho visto una bambina nell'ambito del minirugby. Questo sport al femminile può dare tanto, il bacino è ampio e suona strano non ci sia una squadra femminile". Federica Biolchini ha concluso che "io potrei anche pensare di cominciare a giocare, nonostante non lo abbia mai fatto. Ma non è mai troppo tardi, no?".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Minirugby, due allenatrici per il settore del Cus Ferrara

FerraraToday è in caricamento