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Italia, il Mazza non tradisce: 1-1 alla Norvegia nella corsa verso Euro2025

Inizio ottimo delle Azzurre, poi il calo nel finale. In mezzo due traverse, una per parte

La storia della Nazionale Femminile passa ancora dal Mazza. E il Mazza non tradisce. Le Azzurre di Soncin impattano 1-1 contro la temibile Norvegia, dopo un inizio radioso – come il sole che bacia la città – e un finale decisamente più cupo. Ma al termine del match sono applausi e sorrisi. Un po’ da tutte le parti. Euro2025 rimane un obiettivo alla portata e questo, sostanzialmente, è quello che conta davvero.

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Pronti via ed è illusione del gol per le Azzurre. Bastano 57 secondi a Bonansea per scattare sul filo del fuorigioco e appoggiare dietro per Giacinti: il doppio miracolo di Fiskerstrand salva, non si sa bene come, le norvegesi. E’ la prefazione di un libro che alla sesta pagina, pardon al sesto minuto, incastona il termine più atteso: vantaggio. entrata in area da sinistra di Di Guglielmo e appoggio per Giugliano, che non sbaglia un rigore in movimento.

Il primo tempo è di lotta, fino al minuto 26 quando ancora Bonansea cerca di riaccendere l’entusiasmo del Mazza con una girata al volo, stile copertina dell’album Panini, che trova una gragnuola di applausi ma nulla più. Due minuti dopo, un’altra conclusione dell’azzurra è facile preda dell’estremo difensore nordico. Altri tre giri di lancette, altra staffilata, ancora fuori.

Ma al minuto 35 trema Ferrara quando trema la traversa azzurra, su una conclusione ravvicinata di Graham Hansen deviata con un miracolo, lo diciamo senza timori di smentite, di Giuliani. La seconda frazione di gioco è la fotocopia della prima, con Giacinti – non Bonansea, ma cambia poco - che fa passare appena 45 secondi prima di tentare il gol alla Van Basten, con il pallone che sibila il palo e si spegne a bordo Ovest.

Intorno all’ora di gioco, il favore è restituito. Stavolta è Cantore, neoentrata, a stampare la propria conclusione sul legno più lungo. Poi le squadre si allungano, la Norvegia giochicchia più dell’Italia, le Azzurre si affidano ai contropiedi, costruiti con cura ma gettati più o meno tutti alle ortiche da ultime scelte sbagliate. Il Mazza capisce l'affanno e spinge le ragazze, con cori e applausi.

A dieci dallo scadere cresce l’assedio norvegese con Reiten che spaventa ancora una volta il Mazza, ma Giuliani mette in angolo. E’ un sospiro di sollievo che dura, però, quanto un battito d’ali di farfalla, dato che dagli sviluppi del tiro dalla bandierina arriva il pari scandinavo, con una incornata di Maanum. Testa e gambe delle Azzurre sembrano girare a vuoto. Ma il finale è a tinte tricolori, con Beccari che spreca il gol del delirio collettivo. Finisce 1-1, sotto un cielo plumbeo e con forse più rammarichi che soddisfazione. Ma va bene così. Per Ferrara è stata l’ennesima festa. Il Mazza rimane, a grandi linee, uno stadio talismano.

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