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Lunedì, 17 Giugno 2024
Calcio

Spal, Colucci e l'infermeria piena: "Serve coraggio, non mando i giovani allo sbaraglio"

Il mister prepara la trasferta di Arezzo con tanti dubbi. Poi chiarisce l'obiettivo stagionale

La conta di chi c’è. E’ costretto a questo, mister Colucci, alla vigilia del match contro l’Arezzo (in programma lunedì alle 20.45). Siligardi e Dalmonte gli ultimi due stop – tra l’altro anche lunghi – in una rosa che aveva già perso Sits. Insomma, l’attacco è tutto da inventare. E non è una questione da poco, perché alla Spal i tre punti, nel posticipo, servono come l’acqua nel deserto.

Mister, l’infermeria è sempre più piena.
“Mi dispiace umanamente per i ragazzi che si sono infortunati e anche professionalmente perché perdiamo due giocatori importanti. Tuttavia è nei momenti di difficoltà che si deve tirare fuori qualcosa di più e quindi chi sostituirà questi ragazzi dovrà dare il massimo”.

Quale sistema di gioco ci dobbiamo attendere, quindi?
“Durante la settimana proviamo sempre varie soluzioni ma per me la cosa fondamentale è rispettare le caratteristiche dei giocatori. Inoltre, ci attende una settimana con tre partite e le scelte che farò dovranno tenere conto anche di questo aspetto, ragionando non solo nell'immediato ma guardando anche al prossimo futuro”.

Al di là dell’aspetto tattico, cosa ha chiesto ai giocatori?
“In settimana ho parlato con i ragazzi e gli ho chiesto di avere più coraggio, di togliersi quella corazza data dalla pressione e di lasciare il cuore sul campo. Anche se lo dico raramente, domenica scorsa ho notato che i tifosi hanno incoraggiato i ragazzi, perché quando c'è impegno la gente lo apprezza ed una volta che hai dato tutto non hai mai perso”.

Cosa si aspetta di vedere contro l’Arezzo?
“La prestazione deve essere di livello in primis sotto l'aspetto mentale, dobbiamo essere noi a giocare la partita senza subirla. Il calcio è uno sport collettivo con momenti individuali: più momenti individuali, cioè contrasti, vinco più vado avanti nella metà campo avversaria e le possibilità di fare gol aumentano, al di là della tecnica e della tattica”.

Pescare dalla Primavera può essere una opzione?
“Mi piace seguire il settore giovanile, non solo la Primavera che ho visto giocare ieri (sabato, ndr) e quando posso guardo sempre qualche partita anche dei più piccoli. Noi abbiamo tanti giovani in prima squadra e questo non è affatto scontato, oltre a rappresentare un patrimonio importante per il club, perché si parla di calciatori bravi. Non mando mai i giovani allo sbaraglio, ma credo che quando ci sia bisogno e si hanno dei ragazzi validi, questi vadano fatti giocare”.

All’inizio della stagione l’obiettivo era chiaramente la promozione. Oggi dove pone lei l’asticella?
“Rispetto al posizionamento dell'asticella, oggi dobbiamo guardare tutti in faccia la realtà e fare due passi indietro, ma senza alcuna paura perché stiamo solo prendendo la rincorsa. Essere umili non significa sottomettersi, ma sopraelevarsi ed in questo momento è necessario avere l'umiltà di dire che dobbiamo giocare ogni partita punto su punto per prendere la rincorsa. Ci vuole un po' di tempo, ma sono convinto che con questo gruppo ce la possiamo fare”.

Cosa pensa dell’Arezzo?
“L'Arezzo è una buona squadra, come lo sono tutte le formazioni che compongono il girone: l'ho già fatto nel passato e quest'anno posso garantirvi che è un raggruppamento veramente forte, in cui tutte le squadre vanno affrontate con il massimo rispetto e proprio perché ti rispetto, durante la settimana mi alleno forte. Sarà una sfida da giocare con la testa e alla squadra ho chiesto una prestazione di alto livello, correndo e rincorrendo, voglio che i ragazzi diano un segnale che noi ci siamo”.

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