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Carra, l'uomo dei conti in casa Spal: "Devo far crescere il club. E sarò aperto verso i tifosi"

Il nuovo direttore generale punta su sponsor e giovani: "Tacopina negli Usa? Non è un problema"

“Oggi è un giorno particolarmente importante per la Spal”. E’ nuovamente carico, Joe Tacopina (in collegamento da New York), mentre presenta Luca Carra, nuovo direttore generale biancazzurro. Da lui, infatti, parte la ricostruzione. Con lui, il presidente ha già avuto a che fare. La sfida, soprattutto, riguarderà la gestione finanziaria del club.

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“Devo ringraziare il presidente perché mi ha voluto qui – ha affermato lo stesso Carra - E’ vero che ci conosciamo da tanto tempo, ma quando sono venuto per la prima volta quindici giorni fa qui a Ferrara, mi ha trasmesso un entusiasmo e un amore per questo club che mi ha convinto immediatamente a trasferirmi qui a Ferrara. Spero che insieme riusciremo a toglierci grandi soddisfazioni”.

Direttore, qual è il motivo che l’ha spinta ad accettare la proposta di Tacopina e cosa ha chiesto al presidente?
“Quello che mi ha portato qui è intanto la conoscenza personale sia di Dante Scibilia, che conosco da tanto e con cui ho collaborato altre volte, e del presidente. Poi, volevo cambiare: da una parte avevo un altro anno di contratto a Catania, dall’altra una nuova sfida e non devo spiegarvi io perché la Spal sia una piazza importante e che merita di raggiungere risultati importanti”.

Che cosa ha promesso al presidente?
“Io non devo promettere niente. Il presidente mi ha dato un compito, di ottimizzare alcune procedure all’interno della società. Sappiamo che la Spal, quando è stata acquistata da Tacopina, si trovava in una situazione finanziaria abbastanza precaria. Una situazione che si sta pian piano riducendo per quanto riguarda il monte debiti. Noi cercheremo di fare di tutto per riuscire ad assolvere tutti gli impegni che son stati presi per poter crescere sempre più”.

Lei si trova davanti a una sfida molto ardua: far quadrare i conti e costruire una squadra competitiva. Qual è la ricetta vincente?
“Se ci fosse la ricetta vincente la seguirebbero tutti. Il problema è che non c’è. Le cose più importanti sono ottimizzare i processi e i costi. Questo non vuol dire non fare una squadra. Il calcio ha insegnato che non sempre chi spende di più vince. Bisogna spendere bene e sbagliare il meno possibile. A me non piace perdere, io voglio vincere. Quindi si farà tutto il possibile per provare, poi vincere non lo si può promettere a nessuno”.

Il suo ruolo sarà fondamentale perché per molti mesi il presidente si trova dall’altra parte dell’oceano. E’ una variabile che ha tenuto in considerazione?
“Questo non mi spaventa. Con il presidente sarò in contatto non dico tutti i giorni, ma quasi. Lui vuole essere informato e io voglio tenerlo aggiornato di tutto. Non è la prima volta che mi succede. Io quando ero amministratore delegato a Parma avevo una proprietà che era abbastanza assente dalla questione quotidiana della società. Non ho mai avuto paura delle responsabilità. Me le son sempre prese. Si possono commettere errori, ma questo non mi spaventa”.

Ha in mente qualcosa di particolare per dar valore al rapporto tra club e territorio? 
“Io credo che tante società in Italia siano particolarmente legate al territorio. Il bacino d’utenza è quello, gli sponsor sono quelli: bisogna lavorarci. Devo avere un attimo di tempo per conoscere la città, il modo di vivere, di pensare. Poi si cercherà di creare qualcosa per coinvolgere il territorio”.

Il suo curriculum dice che è abituato a situazioni burrascose, però se l’è sempre cavata piuttosto bene.
“Non sono qua a fare il liquidatore della società. Io ho parlato di ottimizzare i costi. Non vuol dire per forza tagliarli: si può spendere la stessa cifra ma spenderla meglio. Il presidente non ha alcuna intenzione di smobilitare. Anzi vuole che questa squadra possa crescere per poter salire eventualmente di categoria ed esser già pronta anche ad affrontare eventualmente una nuova categoria, diversa dalla C”.

In che termini di budget si muoverà la Spal l’anno prossimo? 
“Adesso parlare di budget mi sembra prematuro. Non ho mai detto di non voler spendere, perché è chiaro che nel mondo del calcio è difficile avere ricavi o pareggi di bilancio. Non sto dicendo che sono qua per risparmiare. Noi abbiamo un obiettivo che è fare il meglio possibile per questa società. Poi sul mercato non cerchiamo il nome. Abbiamo bisogno di gente che voglia sudare e che esca dal campo senza fiato. Le partite in Serie C si vincono così”.

Lei ha intenzione di fare qualche passo verso la tifoseria per normalizzare l’ambiente? 
“Io sono il primo convinto che per vincere bisogna stare tutti insieme. So che ci sono state contestazioni nei mesi scorsi. Io non voglio entrare in quello che è successo. Darò sempre la mia massima apertura a tutti i tifosi che vogliono avere un confronto. Nella massima trasparenza, perché quello che facciamo non è una cosa segreta che è nascosta qua dentro. La Spal rappresenta una città, rappresenta dei valori e sappiamo benissimo quanto l’apporto dei tifosi possa essere importante”.

Quali prospettive per il settore giovanile? 
“La Spal sta investendo tanto sul settore giovanile e credo che sia un’ottima cosa. Io sono convinto che il settore giovanile sia un asset fondamentale per tutte le squadre, perché si può creare valore, si possono valorizzare i giovani del territorio e in più spero di vedere sempre di più ragazzi che dal settore giovanile possano arrivare in prima squadra”.

Come ha vissuto l’avvicendamento tra i direttori sportivi Danzè e Casella?
“Ero qua quando il presidente aveva fatto il colloquio con entrambi. Io ho avuto la possibilità di parlare con Danzè. Nonostante fossi ancora a Catania ci sentivamo spesso e l’ho sempre sentito entusiasta e con voglia di fare. Poi ha preso una decisione importante per la sua vita. L’ho sentito, lui mi ha detto che ha avuto dei problemi personali e per questo non si sentiva in grado di dare il 100% a questa società. Quindi ha preferito fare un passo indietro. Alex (Casella) lo conosco, sono andato già a cena con lui per iniziare a parlare con lui del programma dei prossimi mesi”.

A margine, sul ‘tema Danzè’ si è espresso anche il presidente Tacopina che ha ribadito le motivazioni personali della scelta: “Oggi qui con noi c’è Alex, un grande professionista, un profilo che ha grandissima esperienza in questa categoria e che in questi pochi giorni mi ha mostrato subito di avere le idee molto chiare, di sapere cosa vuole e questo rispecchia quello che mi aspetto da un direttore sportivo. Ha già portato un cambio di mentalità”.

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