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Lunedì, 15 Aprile 2024
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Spal, tre punti sotto l'albero: il miracolo di Natale è firmato Bassoli-Valentini

Buone combinazioni Rabbi-Rao, Alfonso senza affanni. Edera, debutto rinviato

Miracolo di Natale. Nel periodo più idoneo per doni, sogni e magie, la Spal regala ai tifosi la gioia più grande: un successo netto – almeno nel risultato, nel gioco già meno, ma per ora pazienza – contro l’Olbia. E ora la zona playout spaventa leggermente meno. Il presente lo confezionano Bassoli e Valentini: per un pomeriggio sono gli zii da cui ti è sempre arrivato il regalino misero misero che, per una volta, ti impacchettano il gioco preferito, con tanto di fioccone rosso.

Sotto l’albero i biancazzurri trovano i tre punti, frutto come detto di lotta (tanta) e gioco (sufficiente). Ma è quello che poi sostanzialmente serve in Serie C. E dire che quel che si è visto sul prato del Mazza è poco, fa capire che in fin dei conti basterebbe altrettanto per ambire a ben altri traguardi. Ma in tempo di carestia, è bene godere di ogni cosa luccichi, sia oro vero o presunto tale.

I novanta minuti dell’antivigilia raccontano di un inizio convincente, con Bertini che al 17’ illude un po’ tutti accarezzando la rete esterna su punizione. L’Olbia è, onestamente, avversario modesto, tanto da balzare agli onori della cronaca solamente per una simil simulazione di Dessena al 32’: ma è Natale, anche l’arbitro ha un cuore, e il giallo per il tuffo rimane ancorato al taschino.

La Spal, allora, affonda il colpo. Minuto 40: calcio d’angolo tagliato di Maistro e Bassoli, sul primo palo, spizza di testa, mettendo in rete. E’ come la prima coltellata nel panettone, quella che crea più piacere e che fa pregustare il resto. Ovvero la possibile vittoria. Quella, adesso, è lontana ancora un’oretta, ma tutto sommato non più così impossibile. Nello scontro salvezza per eccellenza, sarebbe come una colata di Nutella. Ma c’è da soffrire.

Il secondo tempo, infatti, inizia in maniera decisamente più affannosa per gli uomini di Colucci, con Ragatzu che in un quarto d’ora spaventa due volte Alfonso, prima con un tiro centrale e poi con una zuccata da metri uno e poco più che finisce miracolosamente alta. I soliti schiaffoni avversari risvegliano Rabbi e soci che tornano a provare il colpo del ko.

Lo stesso numero 11, dopo una buona combinazione con Rao, calcia alto al 68’. Otto minuti dopo, è Fiordaliso che dai 25 metri si inventa un missile all’incrocio, salvato in angolo da Rinaldi, mentre sul corner successivo, a momenti, Maistro non disegna la stella cometa. Il gol olimpico, si dice così, direttamente dalla bandierina. Ma Rinaldi è ancora lì a dire che per la perfezione urge ripassare più avanti.

Se Maistro non è destinato ad essere Babbo Natale, può però trasformarsi in renna. Tradotto: se non è addetto alla consegna della gioia, può comunque contribuire a recapitarla a chi di dovere. Ritradotto ancora: minuto 86, secondo assist di serata. Sul suo calcio di punizione, dalla tre quarti, sbuca Valentini in scivolata che manda in estasi i 5.650 del Mazza. Parentesi: quelli dell’Olbia sono in tutto quattro, contati proprio. Pochissimi, che però riescono a tenere a rapporto la squadra a fine match. La magia di Natale è anche questa.

Chiusa parentesi, il gol del 2-0 è quello della sicurezza e dei tre punti (sui 19 totali con cui Colucci si presenta al giro di boa). Non tanti, a dire il vero. E' questo il motivo che deve necessariamente frenare l’entusiasmo, almeno di chi lavora negli uffici di via Copparo. Pensare che questa squadra sia a posto così sarebbe l’errore da condanna capitale. Perché lo ribadiamo: l’Olbia è avversario modesto, eccome, e i gol sono arrivati solamente da situazioni di calcio piazzato. Le azioni, quelle vere, ancora latitano.

Ma guai anche a rovinarsi troppo la magia delle feste, ora sicuramente più serene. Colucci è arrivato a mangiare il panettone e, quasi a sorpresa, se l’è pure ritrovato ben farcito di canditi dolci dolci. I tifosi hanno scartato i regali più graditi, ovvero i tre punti. E Fusco, così, può lavorare un filo più concentrato. La letterina con le richieste di mercato è un elenco quasi sterminato, ma si sa: se non si può chiedere un miracolo a Natale, quando?

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