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Equinozio di primavera 2023: cos'è e quando cade

L'Equinozio di primavera è il passaggio astronomico che sancisce la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Festeggiato in tutte le culture del mondo e inteso come "momento" di rinascita. Ecco cos’è, perché si chiama così e cade il 20 marzo (non il 21, come vorrebbe la tradizione).

L'inverno ha ormai le ore contate. Infatti, nella serata di lunedì 20 marzo 2023 alle ore 22:24 ora italiana (21:24 UTC) si verificherà l'Equinozio di Primavera, ovvero il momento esatto che nell'emisfero boreale sancisce il passaggio astronomico tra la stagione invernale e quella primaverile.

Significato e origini

Il termine equinozio, deriva dal termine latino aequinoctium, che si compone delle due parole aequus (uguale) e nox (notte); ciò significa che le ore di luce e di buio – ovvero la durata del dì e della notte – si equivalgono nel corso del giorno in cui si verifica questo specifico evento. L'equinozio, infatti, è il momento (un istante, non un’intera giornata) in cui il sole si allinea, nel suo punto di zenit (perpendicolare), rispetto all'equatore creando così una perfetta divisione tra il giorno e la notte.

La simbologia della rinascita ha sempre avuto molta suggestione nella storia umana: non deve stupire che molte culture e religioni collochino in primavera date importanti per riti e celebrazioni.
Nell’antica Mesopotamia l’anno nuovo coincideva con l’equinozio di primavera e tutt'oggi è il primo giorno del calendario iraniano. Nell’antico Egitto si celebrava il ritorno dell’equinozio con la festa Sham el Nessim, che ancora oggi è una festività nazionale. Non è un caso, poi, che la Pasqua cristiana si calcoli a partire dall’equinozio e che cada nella prima domenica dopo il plenilunio.
L'inizio della primavera è un giorno di festa anche per i giapponesi, che in occasione del Shunbun no hi visitano le tombe di famiglia.
Il sito neolitico di Stonehenge, nel sud dell’Inghilterra, potrebbe avere una stretta connessione con equinozi e solstizi; le pietre che costituiscono la struttura potrebbero tener conto dell’orientamento astronomico.

equinozioDurante gli equinozi, entrambi gli emisferi ricevono la stessa quantità di luce diurna. (Credit: NASA/GSFC/Genna Duberstein)

Cosa significa Equinozio di Primavera

Come indicato, l'Equinozio di Primavera è il momento esatto che nel mese di marzo sancisce il passaggio astronomico dalla stagione invernale a quella primaverile. Ciò è vero per l'emisfero settentrionale (boreale), dato che in quello australe (meridionale) si verifica il fenomeno opposto: l'equinozio di autunno. Il nome equinozio deriva dal fatto che le ore di luce e di buio si equivalgono (all'incirca), come evidenzia l'etimologia latina del termine. Ma per quale motivo? Tutto dipende dai moti celesti. Le stagioni sono determinate dal fatto che la Terra orbita attorno al Sole e l'asse terrestre ha un'inclinazione di 23,5° C: la combinazione tra i cambi di posizione del pianeta e la sua inclinazione rispetto alla stella modifica la quantità/incidenza dei raggi solari in arrivo e dunque si determinano le stagioni, i cui passaggi astronomici sono scanditi da equinozi e solstizi. Durante gli equinozi, due volte all'anno, come spiegato da Space.com l'inclinazione dell'asse terrestre si allinea esattamente con il piano dell'orbita attorno al Sole. Questo fa si che il dì e la notte ricevano la stessa quantità di ore di luce, perché il Sole a mezzogiorno all'equatore si trova esattamente allo zenit (perpendicolare), cioè sopra la testa di chi osserva. La zona del terminatore, quella che separa il giorno e la notte sulla Terra, durante gli equinozi taglia esattamente a metà il globo terracqueo passando sopra l'Artico e l'Antartico.

Illustrazione grafica di equinozi e solstizi nell’emisfero boreale. Credit: wikipediaIllustrazione grafica di equinozi e solstizi nell’emisfero boreale (Credit: Wikipedia)

Perché l'Equinozio di Primavera non cade sempre il 21 marzo

L'Equinozio di Primavera non cade sempre il 21 marzo a causa del fatto che la durata dell'anno siderale non combacia quella dell'anno del nostro calendario (gregoriano). Come già specificato, l'anno siderale dura 365 giorni e 6 ore, mentre un anno tipico dura 365 giorni. A causa di questo divario, per pareggiare i conti ogni 4 anni è stato introdotto l'anno bisestile con un giorno in più, il 29 febbraio. Poiché le sei ore di scarto si accumulano, ciò fa sì che gli equinozi possano verificarsi in giorni diversi, ovvero tra il 19 e il 21 marzo. Ad esempio, nel 2003 e nel 2007 si è verificato il 21 marzo, dal 2008 fino ad oggi è caduto il 20 marzo e continuerà con questo giorno fino al 2044, quando cadrà il 19 marzo. Anche nel 2048 cadrà di nuovo il 19 marzo, dopo tre anni tornati al 20 marzo.

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