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Domenica, 14 Aprile 2024
Politica

Zamorani e Giubelli alla Comunità ebraica: "Amicizia in un momento di antisemitismo"

Nell'appuntamento in sinagoga è stato rimarcato il sostegno al movimento 'Donna, vita, libertà'

Riceviamo e pubblichiamo:

"Nei giorni scorsi, su nostra richiesta, abbiamo avuto un incontro con il presidente della Comunità ebraica di Ferrara. Era nostra intenzione portare la nostra amicizia e simpatia in un momento di diffuso e crescente antisemitismo, oltre che pericoloso momento anti-ebraismo e anti-Israele.

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Ringraziamo il presidente Fortunato Arbib per averci ricevuti in sinagoga con grande cortesia e gentilezza. Dalle sue parole abbiamo appreso del contesto di forte pressione e anche di timore che vivono nella comunità. Abbiamo ricordato alcune sempre attuali considerazioni di Marco Pannella, che mentre tutti o quasi indicavano la strada 'due popoli, due Stati' replicava con 'due popoli, due democrazie'; come pure la proposta di allargare le frontiere europee fino a comprendere lo stato ebraico, a noi affine per storia e cultura.
 
Abbiamo ricordato come il pogrom del 7 ottobre 2023 perpetrato da Hamas e Jihad islamica abbia sconvolto tutta la regione. Che Hamas è sostenuto militarmente ed economicamente dal regime del terrore dell'Iran, e a questo proposito la nostra simpatia va tutta al movimento 'Donna, vita, libertà' delle eroiche donne iraniane; così raramente difese e incoraggiate nel nostro Paese e in Europa da parte di movimenti di piazza e da intellettuali. 

Abbiamo indicato come le nostre critiche al primo ministro Netanyahu sono anche le critiche della maggioranza del popolo israeliano e come queste vengono ampiamente espresse ad esempio nelle Università di Israele, luoghi dove la libertà di pensiero e informazione, la libertà di religione, di riunione e associazione, la libertà alla vita privata e familiare, alla sicurezza, alla giustizia, alla certezza del diritto, sono garantiti dallo Stato, evidentemente in modo più efficace che in Italia.
 
Abbiamo espresso l'auspicio che gli ostaggi israeliani vengano subito liberati e che la conduzione della guerra, scatenata da Hamas, venga modificata valutando come massimamente importante, anche per il perseguimento degli obiettivi più generali, la necessità di ridurre al minimo le vittime civili, pur consapevoli del fatto che Hamas possa contare su una presenza capillare nel territorio".

Mario Zamorani e Paolo Niccolò Giubelli (+Europa Ferrara)

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