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Domenica, 14 Aprile 2024
Politica

Verso le elezioni, Botti (Futura): "Polarizzazione tossica fra destra e sinistra"

Il candidato alle amministrative ha evidenziato l'importanza di lavorare per combattere l'astensionismo

Il civico Daniele Botti, che ha recentemente annunciato la propria candidatura alle prossime elezioni amministrative, è intervenuto sul palco della Leopolda, nella giornata di domenica 10 marzo. Un intervento, nel corso del quale il candidato di 29 anni ha rimarcato di essere "papà di due splendidi bimbi e giovane imprenditore", aggiungendo di non avere "dei bei temi", relativi alla città di Ferrara, dei quali parlare davanti alla platea.

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"Oggi l'Italia - ha evidenziato Botti, che correrà per il progetto civico Futura - è uno dei Paesi con il più alto tasso di denatalità in Europa, e dove la disoccupazione cresce vertiginosamente, quella giovanile e la desertificazione imprenditoriale sono all'ordine del giorno. Ferrara purtroppo non è altro che l'Italia all'ennesima potenza. Siamo la 101esima su 107 province per natalità, quindi sostanzialmente sta per morire. Non ha figli, non fa figli. Siamo il fanalino di coda per distacco su disoccupazione, e disoccupazione giovanile. E' in corso un processo di desertificazione commerciale e industriale che fa paura".

Botti ha aggiunto che "ho iniziato un progetto civico, e ringrazio Italia Viva per essermi venuta in scia con un entusiasmo incredibile, perché questa polarizzazione tossica che si è creata tra destra e sinistra nel nostro Paese, e nella nostra città, non dà modo veramente alle persone verticali, sui temi competenti, di entrare. Perché è un costante spararsi pallonate di letame a destra e sinistra, perdendo di vista qualsiasi concretezza che i giovani imprenditori e le giovani famiglie possono portare". Da qui alla considerazione che il "tema della famiglia, dell'occupazione, dell'imprenditorialità sono temi che, oggi più che mai, stanno morendo non solo in Italia, ma soprattutto a Ferrara".

Il candidato civico ha sottolineato l'intenzione di "mettere a Ferrara il candidato sindaco che vogliamo. Ma se non saremo di fare questo, io posso giurarvi oggi che le belle persone che vengono con noi, competenti, verticali sui temi, che si spendono, attive nel sociale, che tengono alla famiglia, che tengono al lavoro, che tengono all'imprenditorialità, sono le persone che se non sceglieranno il sindaco migliore per la città di Ferrara, sicuramente sceglieranno quale sarà il sindaco, e dovranno venire a parlare con noi. E questa è la promessa che vi faccio oggi". 

Un cenno finale allo spazio in mezzo alla polarizzazione menzionata in precedenza: "Il primo vero partito italiano è l'astensionismo. E noi dobbiamo lavorare lì". E alle domande personali rivoltegli dai giovani sul perché dedicarsi a questa esperienza. "io sono il più grande - ha concluso Botti - di sei fratelli. E i miei genitori, oltra ad avere avuto sei figli nella loro carriera, sono stati anche per tantissimi anni una famiglia affidataria. Nella nostra famiglia abbiamo accolto quattordici bambini in affido, presi da situazioni familiari incredibili. E io mi ricordo quando la gente chiedeva ai miei genitori: 'Ma voi avete già sei figli. Ma chi ve lo fa fare?'. Allora io mi ricordo lo sguardo di mio papà e di mia mamma. E so per certo che io guardavo mio padre e mia madre e dicevo: 'Questi sono supereroi!'. E io voglio che i miei figli possano guardarmi domani con un decimo del carisma con il quale io guardavo i miei genitori".  

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