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Turismo, Fochi (M5S): "Promuovere un brand che non competa con marchi più forti limitrofi"

Il componente della lista a sostegno di Anselmo sulla presenza di visitatori stranieri in città

"Gli analisti dei dati turistici che verificano ed elaborano le cifre di arrivi e presenze, tendono a focalizzarsi sulla comparazione fra i primi mesi del 2024, i dati ormai acquisiti del 2023 e quelli registrati nel 2019, per capire o meno se vi sia un incremento dei flussi in epoca post-pandemica". A intervenire sul tema è Claudio Fochi, componente della lista del Movimento 5 Stelle a sostegno di Fabio Anselmo.

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Il candidato consigliere comunale ha sottolineato che "poiché al turismo straniero è attribuita mediamente una maggiore capacità di spesa, non sorprende che vi si dedichi particolare attenzione. Se nel 2023 il turismo regge bene sulla costa (Comacchio con i suoi lidi mostra un incremento del 4,5% rispetto al 2019), non altrettanto si può riscontrare nella città estense. La presenza di turisti stranieri a Ferrara nel 2023, pur avendo superato i numeri del 2022, è molto distante dai flussi pre covid, con un meno 26% di turisti nei primi nove mesi, in controtendenza con altri centri della nostra regione (ad esempio Modena, che vanta 5,6% in più di turismo straniero)".

Fochi ha rimarcato che "Ferrara non sfonda sul mercato internazionale perché non ha un brand, non ha un marchio internazionale che afferisca a un'identità culturale o produttiva facilmente riconoscibile, capace di sfondare sul mercato internazionale come il Rinascimento a Firenze, il Palio a Siena, i mosaici a Ravenna, l'Università, la gastronomia e le due torri a Bologna, le ceramiche a Faenza, l'Arena e Giulietta e Romeo a Verona, la Food-Valley e Motor-Valley a Modena, tanto per citare realtà relativamente vicine".

L'esponente pentastellato ha aggiunto che "negli Usa, per il turista medio, Ferrara è una fabbrica di dolciumi (Ferrara Candy Company di Chicago) a meno che non abbiano visto il film 'Il giardino dei Finzi Contini' o non abbiano letto importanti recenti articoli come quello apparso sul New York Times nell'aprile 2019 su Meis e la comunità ebraica di Ferrara, che ha creato un piccolo flusso di turisti interessati all’ebraismo. Non ci sono alternative, l'unica possibilità è promuovere con investimenti mirati su maggiori indicizzazioni in rete, un brand della nostra città che non competa o si confonda con marchi più forti limitrofi. Puntare su Ferrara città del Rinascimento, ma abbinata al 'paesaggio culturale' del suo Delta, come si legge nelle motivazioni che la riconoscono città Unesco, antropizzato dalle Delizie Estensi, valorizzando anche le sue vie d’acqua e proposte di cicloturismo sostenibile". 

Da qui all'auspicio di "investire con molta più incisività sulla presenza degli asset turistici della nostra città nelle maggiori borse internazionali del Turismo, come l'Itb di Berlino, l'Imex di Francoforte, il Bite di Pechino, il Wtm di Londra, l'Iltm di Dubai, altrimenti continueremo a incontrare turisti stranieri che scambiano Maranello con Ferrara e cercano il marmo bianco che scolpiva Michelangelo nella patria dell'argilla. Fra i destinatari delle nostre proposte includiamo il consorzio Inferrara, unico ente comunale deputato a svolgere la promozione turistica del nostro territorio, in Italia e all'estero".

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