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Politica

Turismo, Botti (Ferrara Futura): "Serve visione strategica, che oggi è assente"

Pur riconoscendo l'arrivo di nomi illustri, per il candidato i numeri non sono consistenti

"Vengo (e ci rimango saldamente) dal mondo delle aziende: per me i risultati tangibili in modo misurabile sono fondamentali per entrare sui temi. Quando leggiamo che Ferrara dal pre-Covid (2019) ha perso l'11% dei turisti complessivi e il 25% di quelli internazionali, vuol dire poco se non contestualizziamo correttamente questi numeri. Il dato che più spaventa è che siamo la seconda città peggiore dell'Emilia-Romagna in ambito turistico, battuti solo da Reggio Emilia". A intervenire sull'argomento è il candidato sindaco di 'Ferrara Futura' Daniele Botti.

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L'imprenditore in corsa alle amministrative ha aggiunto che "abbiamo perso il 14% delle nostre aziende negli ultimi 10 anni, ottavo posto su 107 città su questo specifico drammatico dato. Significa quindi che questo calo del turismo ha massacrato anche il nostro tessuto imprenditoriale. Tutti hanno avuto il Covid, la crisi energetica e la miriade di problemi nazionali che conosciamo a menadito. Ferrara, però, sembra subire più degli altri ogni minimo fattore destabilizzante".

Botti ha sottolineato che "il fatto che l'Amministrazione Fabbri abbia lavorato duramente per portare nomi mediaticamente illustri in città non è discutibile, è fattuale. Bruce Springsteen, Blanco nel suo momento di massima popolarità, Salmo, Peggy Gou, gli Europe, Lazza, Paul Kalkbrenner, i Black Eyed Peas e chi più ne ha più ne metta. Ce n'è per ogni genere, dai più giovani ai più anziani con un'offerta indiscutibilmente pazzesca. Ma se questo 'movimento' mediatico non ha portato numeri consistenti in città dati alla mano, non dobbiamo forse interrogarci sulla visione strategica e su come abbiamo pianificato i flussi per renderli longevi ed evitare il 'mordi e fuggi'? Io ho pieno rispetto per chi lavora e per chi fa, ma al fare bisogna anteporre una visione strategica che oggi sembra essere assente".

Da qui alla considerazione che "i grandi nomi vanno affiancati a eventi a corollario che solidifichino la permanenza in città per più giorni. Vanno creati pacchetti di percorsi da fornire al turista in arrivo per coinvolgerlo tra le nostre bellezze senza darle per scontate. L'accessibilità alle vie del centro va studiata molto meglio di come è stato fatto per consentire agli imprenditori di beneficiare del pubblico presente agli eventi, e per rendere la città più vivibile invogliando la permanenza di più giorni tra le nostre Mura. Se abbiamo 'mosso tanto' e raccolto molto meno di quanto sperato, porsi degli interrogativi costruttivi è necessario".

Il candidato alle elezioni amministrative ha concluso che "in Ferrara Futura sogniamo e lavoriamo a una 'Smart City' che sappia raccogliere e leggere i dati dei flussi turistici per pianificare di conseguenza. Se non sapremo reggere il passo di innovazione tecnologica, analisi dei big data e dell'intelligenza artificiale come strumenti per renderci competitivi sul tema del turismo, ci schianteremo - sempre - contro un muro dolorosissimo. Non bastano i nomi altisonanti, serve pianificazione strategica a 360 gradi e lavorare a una 'Smart City' che sappia guardare al futuro. La Ferrara del passato e del presente non ce l'ha fatta. Cosa stiamo aspettando?".

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