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L'intervento

Politica, Stabellini (Psi): "A Ferrara serve istituire i comitati di quartiere e frazioni"

Il segretario provinciale interviene sul tema, proponendo soluzioni al prossimo Consiglio

Riceviamo e pubblichiamo:

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“Da sempre i socialisti sono stati sostenitori convinti delle circoscrizioni quale luogo di riferimento amministrativo e partecipativo delle persone residenti nei quartieri e nelle frazioni. Nella nostra città si è verificato un lento e costantemente smantellamento del sistema amministrativo e organizzativo delle delegazioni e sempre di più, i poteri, sono stati accentrati in capo all’assessorato. 
Il Psi riparte in questa campagna elettorale a chiedere al prossimo Consiglio comunale che si insidierà, in coerenza col dettato parlamentare di modificare il proprio statuto comunale, deliberando di reinserire, la suddivisione territoriale in aree di riferimento, come per il resto, è stato fatto in altre realtà, vedi ad esempio nel Comune di Ravenna. 
L’istituzione di Consigli territoriali, quali nuove forme di partecipazione attiva dei cittadini alla vita amministrativa del proprio Comune e dei servizi primari, dovranno trovare sede in tali delegazioni. I comitati di frazione o quartiere dovranno essere organismi rappresentativi della popolazione e operare per consentire e promuovere la partecipazione dei cittadini in relazione al territorio di loro competenza e fornire agli organi di Governo, quando ne siano direttamente investite, il proprio motivato parere in ordine a questioni e problematiche di competenza del Comune.
Il comitato di frazione o quartiere potrebbe inoltre compiere autonomamente atti partecipativi quali: convocare assemblee per la pubblica discussione di problemi riguardanti l’attività svolta dall’amministrazione; presentare petizioni e proposte a qualsiasi ente od organizzazione; promuovere attività di carattere sociale, culturale, ricreativo che non risultino particolarmente onerose per il bilancio comunale. 
Qualora il Comune attivi politiche di bilancio imperniate sul coinvolgimento diretto della popolazione (bilancio partecipativo), o altri processi di tipo partecipativo, i comitati di frazione saranno gli attori di tale processo, svolgendo funzioni di iniziativa, consultive e di vigilanza. I membri dei comitati di frazione dovranno essere componenti eletti (ogni 5 anni) dai cittadini residenti, nel corso di assemblee pubbliche convocate dal Sindaco in ogni località le cui modalità di eleggibilità e relativa funzionalità, dovranno essere demandate al regolamento comunale stesso. 
Alle spese per il funzionamento dei comitati di frazione deve provvedere l'amministrazione comunale mediante l'istituzione di un apposito capitolo in bilancio. E allo stesso tempo, il Comune deve mettere a disposizione, quali sedi locali idonei, di proprietà comunale o assunte in locazione. Ecco in estrema sintesi un possibile reale cambio di visione rispetto a quanto praticato fino ad oggi, dove i residenti delle frazioni, dei quartieri, possano avere concretamente la possibilità di un chiaro riferimento istituzionale e partecipativo sul territorio”.
Davide Stabellini, segretario provinciale Psi

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