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L'intervento

Sanità, Zadro (Mfe): "Non ci sono progetti per il miglioramento dell'assistenza"

La segretaria della sezione ferrarese dei federalisti è intervenuta sulle misure del Pnrr

Riceviamo e pubblichiamo:

"Vorremmo affrontare il tema dei tagli ai posti letto, guardando il problema nel suo complesso. Per iniziare, la sanità è materia regionale, in mano quindi alla attuale Giunta e al suo governatore. 

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Il sanitario assorbe l'80% delle risorse del bilancio annuale delle regioni. Cifra enorme che è cresciuta nel tempo a causa della cronicità delle patologie e delle terapie necessarie. Ma anche l'acuzie ha il suo peso. Con il Covid ci siamo accorti che i letti, in particolare per l'emergenza, erano sottostimati per affrontare una pandemia o una qualsiasi emergenza. 

Ora li tagliamo? Demenziale. Tanti anziani e anche giovani non hanno trovato posto letto perché anche quelli per non acuti mancavano. Ora tagliamo i posti in medicina? Sottolineo che l'ospedale di Cona è praticamente l'unica struttura esistente per la necessità di tutta la provincia. Argenta fa praticamente solo ortopedia, Cento si sta assottigliando di servizi sempre più, Lagosanto resiste con fatica. La Regione Emilia Romagna ha ricevuto con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, voluto dalla Ue per permettere la ripresa dei propri Paesi dopo la pandemia, circa 7,5 miliardi.

Alle misure 5 Inclusione e 6 Sanitario dedicate al sociale e sanitario (1,8mld complessivi), non ci sono progetti per il miglioramento dell'assistenza, per la dotazione di personale indispensabile alla qualità delle cure e alla dignità dei professionisti che la erogano. Niente per il potenziamento dei posti letto e per l'emergenza. Si annoverano, invece, interventi edilizi, costosi e spesso non prioritari, acquisto apparecchiature, certamente utili immagino, digitalizzazione delle case della salute, ecc. Ma incremento personale, miglioramento liste d'attesa, aspetti che caratterizzano la qualità dell'assistenza e contengono le fughe dei cittadini in cerca di cure in altre regioni o presso il privato, nulla. La sanità non è fatta di mattoni, ma di professionisti capaci, in numero adeguato e di persone in cerca di cure.

Per quanto attiene la cronicità e la non autosufficienza e l'assistenza sul territorio, la legge del 2023, richiamata anche dentro il Pnrr, punta sulla assistenza domiciliare erogata dal Servizio sanitario. Oggi sono 18 ore/anno per paziente che ne abbia fatto richiesta, a livello nazionale. Una presa in giro. Per la assistenza erogata dai Comuni ancora meno. Questo a significare che il carico della non autosufficienza grava sempre e solo sulle famiglie. Anche qui una occasione persa per riqualificare Rsa, Case famiglia che, viste le competenze, il personale, la formazione che già hanno, avrebbero potuto trasformarsi in Centri servizi per la popolazione intera, risparmiando sovrapposizioni e investendo in modo intelligente ed efficiente le risorse a disposizione.

Siamo dalla parte degli operatori sanitari e dei loro rappresentanti; stanno lottando per beni inalienabili, degni di un paese civile. La salute, le cure, i servizi sanitari sono una priorità che ci vedrà sempre presenti e in prima linea per la loro difesa.

Rossella Zadro, segretaria Mfe sezione di Ferrara

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