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Dai rifiuti urbani alla mobilità, le posizioni dei candidati sindaci Zonari e Botti

All'incontro organizzato dalla Rete Giustizia Climatica non hanno partecipato Fabbri e Anselmo

L'ambiente come terreno di azione comune, in relazione alle scelte della prossima amministrazione della città. La Sala della Musica ha ospitato nel pomeriggio di martedì 16 aprile l'incontro promosso dalla Rete Giustizia Climatica con i candidati sindaci.

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Un appuntamento al quale hanno partecipato Anna Zonari, candidata sostenuta dalle liste La Comune e +Ferrara in Europa, e Daniele Botti, candidato sostenuto dalle liste Ferrara Futura e Italia Viva. Simona Massaro della Rete Giustizia Climatica ha spiegato, all'inizio dell'appuntamento, che "l'attuale sindaco sindaco Alan Fabbri ha declinato l'invito", rendendosi disponibile a un incontro ma non nelle modalità proposte. Il candidato Fabio Anselmo ha comunicato la sua indisponibilità a partecipare in assenza del primo cittadino. Tuttavia, in rappresentanza della coalizione in sostegno dell'avvocato, Antonio Barillari ha preso parte al dibattito.

Gestione del ciclo dei rifiuti

Il primo tema ha posto l'accento sulle politiche più efficaci nella gestione del servizio dei rifiuti urbani. Sul punto, le domande rivolte ai candidati da Corrado Oddi hanno riguardato la pubblicizzazione del servizio tramite la creazione di un'azienda pubblica comunale, il passaggio al sistema organizzativo di raccolta porta a porta e la chiusura di una delle due linee dell'inceneritore. Sandra Travagli ha inoltre chiesto se c'è l'intenzione di bloccare l'insediamento dell'impianto a biometano di Villanova.

Zonari ha spiegato che si tratta di "questioni alle quali siamo favorevoli", indugiando sugli studi internazionali che evidenziano non semplicemente una crisi ma "una mutazione climatica ingestibile", e sottolineando l'esigenza della riduzione dei rifiuti, pressante al fianco di quella del riciclo dei rifiuti in un'ottica di "economia circolare". Sul tema della realizzazione della centrale a biometano, Zonari ha rimarcato la fiducia nelle "democrazia partecipativa" e la possibilità di richiedere la sospensione del provvedimento "se ci sono motivi per approfondimenti".

Premettendo di ritenere "grave che due candidati sindaci non si siano presentati al confronto", Botti si è soffermato sulla questione dei rifiuti, dichiarando di essere a favore di "un sistema ibrido, con la raccolta porta a porta nelle zone a bassa densità abitativa", supportato da "casi studio". Per quanto riguarda la creazione di un'azienda pubblica comunale, ha rilevato la necessità di una visone non solo al lungo, ma anche "al medio e breve periodo", manifestando l'intenzione di una eventuale pubblicizzazione, nella salvaguardia della "parte occupazionale". Un sì anche alla "chiusura della seconda linea dell'inceneritore". Sull'impianto di Villanova, Botti ha aggiunto la volontà di mettersi "in ascolto" delle richieste dei cittadini e "prendere in mano studi di altre città in condizioni similari".

Barillari non ha nascosto "il subbuglio" generato dalla scelta dell'indisponibilità del candidato Anselmo all'incontro, aggiungendo l'opinione personale che "ha fatto bene perché tenderebbe a divaricare gli altri". Da qui alla considerazione che "noi siamo per separare la questione della raccolta da quello per lo smaltimento" e per "lo sviluppo del teleriscaldamento fondato sulla geotermia". Inoltre, "la questione fondamentale è puntare sull'economia circolare". Su Hera ha rimarcato che "non possiamo essere succubi", sottolineando l'importanza del controllo. Sull'impianto a biometano ha evidenziato che "dal punto di vista tecnico la proposta è costruita bene, ho letto che verranno utilizzati prodotti dell'agricoltura", mentre "occorre capire se ci saranno controlli".

Politiche energetiche

L'argomento delle diverse politiche energetiche è stato affrontato da Oddi, che ha chiesto ai candidati un impegno a garantire priorità all'installazione di impianti fotovoltaici in ogni zona del Comune e negli edifici pubblici, e a favorire la transizione degli impianti di riscaldamento da sistemi a combustione a sistemi a pompa di calore elettrici. Spazio, quindi, alla possibilità di rendere il Comune soggetto produttore di energia, anche attraverso società a controllo municipale, e promotore delle comunità energetiche.

Botti ha ricordato l'esperienza di vicepresidente Acer per due anni e mezzo e la concretezza di un tema come la transizione energetica. Da qui a un plauso al centrosinistra per avere "prodotto un intervento come le Corti di Medoro", senza tralasciare il lavoro successivo alle Corti di Angelica, il progetto di riqualificazione di viale Krasnodar "per un volume di investimenti di 19 milioni di euro su 16 edifici". Il candidato di Ferrara Futura ha sottolineato che "il patto pubblico-privato si sposa al massimo in materia di comunità energetiche", ribadendo l'importanza di studi per le aree d'installazione dei pannelli solari e di "analisi della sostenibilità" per il passaggio ai sistemi a pompa di calore elettrici".

Zonari ha evidenziato il punto 4 del proprio programma elettorale, legato alla "promozione di comunità energetiche attraverso la sensibilizzazione della cittadinanza e l'individuazione di aree da rendere disponibili", come tetti e terreni, la "programmazione dell'efficientamento energetico del patrimonio del Comune e l'intensificazione del ricorso alle energie rinnovabili, a partire dagli edifici pubblici e dalle aree dismesse". La candidata ha inoltre ricordato i dati di Legambiente che pongono "l'Italia in ventiduesima posizione in Europa per tasso di crescita medio delle rinnovabili", aggiungendo però "che scontiamo problemi burocratici". Per quanto riguarda la transizione dal riscaldamento a sistemi di pompa di calore elettrici, è una soluzione "praticabile in casa".

Barillari ha sottolineato una posizione tendenzialmente favorevole ai temi proposti, "ma non facciamola troppo facile perché il Governo attuale ha puntato tutto sul gas e ha prodotto norme con il contagocce sulle comunità energetiche". Da qui alla possibilità per il Comune di "incidere sulle norme sull'edilizia", e su un "ruolo di promozione" della comunità energetiche, attraverso l'eventualità di un ufficio dedicato. Barillari ha anche rimarcato "l'importanza di mappare edifici produttivi per potere recuperare capannoni abbandonati", e la possibilità di "fornire agevolazioni tributarie".

Piano del verde

Francesca Cigala ha posto l'accento sulla progettazione di una città più verde. Da qui alle domde ai candidati sulla presentazione di un Piano specifico che progetti e pianifichi in modo coordinato e sistemico il consolidamento del patrimonio verde e l'acquisizione di nuove aree dismesse da immettere nella trama verde urbana, garantendo un'efficace manutenzione, eliminando il ricorso ad appalti esterni da parte di Ferrara Tua e internalizzando il personale.

Zonari si è detta "d'accordo sulle premesse. Il verde pubblico è un bene comune", evidenziando i "benefici ecosistemici", l'intenzione di introdurre "nuove panchine", "la progettazione di una città con aree versi di collegamento fra centro e periferia", e "l'importanza della formazione degli operatori". In materia di grandi eventi, Zonari ha sottolineato la parola chiave "sostenibilità", aggiungendo che nel "Parco Bassani non vi sono le condizioni".

Botti ha ricordato l'impegno contro la realizzazione del "progetto Feris", aggiungendo che "sulla gestione in house del verde, da imprenditore e componente di associazione di categoria, il vero fulcro della questione è la formazione. Non per forza è necessaria la pubblicizzazione se siamo capaci di formare e di garantire un controllo reale" del servizio. Sul tema dei grandi eventi al Parco Urbano, Botti ha espresso scetticismo sulla possibiltà di "portare indotto" in relazione ai dati del turismo. "Non so se Ferrara debba essere necessariamente una città di grandi eventi, senza dubbio  non al Parco Urbano", ha concluso sottolinenando l'opportunità di "lavorare nella zona sud".

Barillari ha aggiunto sull'argomento che "c'è un Piano verde della vecchia Amministrazione", e che "noi siamo per un piano urbanistico che costituisca una rete verde". Un tema, intorno al quale "il focus dovrà essere una riqualificazione del verde esistente". Spazio, inoltre, a una salvaguardia del Parco Urbano e delle Mura, mentre in materia di eventi "siamo per il parco sud".

Mobilità

Cigala si è quindi rivolta ai candidati, introducento l'argomento della mobilità, con la proposta di ridurre il traffico e l'inquinamento, potenziando il trasporto pubblico e incentivarlo fino a renderlo gratuito, adottando politiche che limitino l'uso dei mezzi a motore privati, realizzando parcheggi scambiatori all'esterno della città collegati al centro da navette elettriche gratuite ogni 1 minuti. Per rendere le zone scolastiche più sicure, inoltre, spazio alla chiusura delle strade di accesso alle scuole negli orari di entrata e uscita degli studenti.

Barillari ha rimarcato che "la mobilità è un diritto universale", che "dobbiamo rivolgerci ai soggetti deboli che hanno difficoltà a godere di questo diritto", che "siamo per rendere Ferrara non solo città delle biciclette ma delle piste ciclabili, e per ripristinare le zone pedonali perché va necessariamente ridotto il traffico nel centro storico". Barillari ha evidenziato inoltre l'intenzione di "puntare sui collegamenti ferroviari efficienti", soffermandosi infine sulla "linea di superficie Cona-Ferrara-Pontelagoscuro".

Botti ha collegato il tema della "sostenibilità ambientale" a quello della "sostenibilità delle nostre aziende", aggiungendo di essere d'accordo a opere come la Cispadana e l'avvio della terza corsia della A13 per evitare il rischio "di essere troppo isolati". Sulla "gratuità dei trasporti pubblici" si è riservato di "guardare i bilanci, sarebbe un sogno". Da qui alla considerazione che "condivido la pedonalizzazione del centro", rivolgendo lo sguardo a "città a vocazione europea come Amsterdam e Copenaghen" e all'idea di 'smart city' in ambito urbanistico e architettonico, con "un sistema di tracciamento dei flussi pedonali, nel rispetto della privacy", funzionale all'organizzazione di "una segnaletica a terra", attraverso il supporto dell'innovazione tecnologica.

Zonari ha ribadito l'urgenza non differibile di affrontare la questione ambientale, dove "la mobilità rappresenta uno degli assi da perseguire. Occorre ridisegnare il sistema urbanistico delle città". Un'operazione destinata, per sua stessa ammissione, ad articolarsi in diversi anni nella sua interezza, "ma se non si prende la mira non si raggiungerà mai l'obiettivo". Da qui all'introduzione di "agevolazioni nel trasporto pubblico", e all'integrazione di quest'ultimo con "quello ciclabile", in un'ottica di consapevolezza della "posta in gioco". Inoltre, il programma lettorale prevede misure come l'estensione della zona pedonale del centro storico, la costruzione di circuiti ciclabili interconnessi, l'incrementazione dell'utilizzo della modalità Piedibus nelle scuole e l'isitituzione di strade scolastiche, chiudendo ai mezzi le vie di accesso alle scuole negli orari di entrata e uscita di bambini e studenti, favorendo la riduzione del traffico mediante un "Piano per la mobilità condivisa". 

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