Venerdì, 19 Luglio 2024
Politica

Politica, Zamorani e Giubelli: "La storia Radicale merita di continuare?"

I due ex iscritti a +Europa hanno rivolto un appello agli esponenti delle forze di sinistra

"In questo momento +Europa a Ferrara non esiste più perché, dopo decenni di attività e prima delle ultime elezioni amministrative, da Roma ci hanno detto che non andava bene la nostra scelta e ci hanno tolto il simbolo". A intervenire è Mario Zamorani, l'ex coordinatore locale della forza politica e candidato come capolista nelle scorse elezioni amministrative con +Ferrara in Europa e Psi, a sostegno di Anna Zonari.

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Zamorani ha evidenziato che "essendo stati sfiduciati, non abbiamo rinnovato l'iscrizione. E tutto il gruppo è stato solidale con noi", aggiungendo che "ci siamo trovati a gestire una campagna elettorale in difficoltà perché privi del nostro simbolo", e che "noi siamo come Cassandra, la figura mitologica greca condannata a vedere il futuro e a non essere creduta. Ricordo, per esempio, quando alla fine dell'estate del 2023, incontrando i segretari comunale e provinciale del Pd, dissi loro che candidando Anselmo sarebbero andati incontro a una pesante sconfitta elettorale. Un disastro politico della coalizione di centrosinistra che è poi avvenuto al primo turno, senza precedenti".

Da qui a un appello rivolto ai diversi esponenti delle forze di sinistra e centrosinistra di Ferrara, "da Sateriale, del quale condivido in toto le ultime riflessioni, fino a Tagliani, Maisto, Baraldi, Modonesi, Zappaterra, Calvano, Patrizio Bianchi" e tanti altri, per chiedere se "la storia Radicale a Ferrara merita di continuare", in vista di un eventuale confronto con i vertici nazionali di +Europa. Paolo Niccolò Giubelli ha richiamato "una campagna dei primi anni Novanta, dal titolo 'O li scegli o li sciogli', quando il numero degli iscritti al partito era troppo basso. Campagna che ebbe un grande successo".

Zamorani ha ricordato una serie di azioni compiute nell'ambito della sua esperienza di consigliere comunale, nei primi anni del Duemila, relative per esempio all'aggiunta di alcuni passaggi nel testo del futuro Statuto comunale. Dall'enunciato che il Comune di Ferrara promuove la tutela della vita umana, della persona e della famiglia "nelle sue varie forme", all'inserimento, successivo al passaggio in cui il Comune individua nella pace un bene essenziale per tutti i popoli, del riferimento all'indicazione al "rispetto rigoroso dei diritti democratici, politici e umani la condizione indispensabile atta a preservarla".

Senza trascurare "lo sciopero della pace per ottenere il Registro dei testamenti biologici", la "raccolta di firme per istituire il Difensore civico a Ferrara", o per "il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale", e  le numerose "campagne referendarie" promosse negli anni. Zamorani ha dunque concluso con la speranza nell'adesione di "un certo numero di persone" all'appello, e l'ammissione che "oggi la storia Radicale a Ferrara è nelle mani dei non Radicali".

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