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Domenica, 21 Aprile 2024
L'intervento

Pari opportunità, la presidente di Commissione: "Donna non è possesso altrui"

Paola Peruffo torna sul tema già toccato nei giorni scorsi da Baraldi (Pd) e Savini (Ferrara Nostra)

Riceviamo e pubblichiamo:

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“Alla luce di quello che appare come un dibattito sempre più ampio, desidero esprimere la mia opinione sul ruolo della donna. Lo faccio, ci tengo a precisarlo, esprimendo una visione personale che prescinde dall’appartenenza politica, pur essendo aderente a un partito. Preciso anche, per chi non mi conoscesse, che ho sempre commentato positivamente o negativamente i provvedimenti normativi, a prescindere dal colore di provenienza.
Primo punto: molti chiedono se abbia senso parlare di patriarcato in Italia alla luce della condizione femminile in altri Paesi o per altre culture, in particolare per ciò che concerne l’Islam. Appare ovvio che, in certe aree del mondo o per alcune religioni, lo stato di diritto delle donne è qualcosa di equiparabile al Medioevo, spesso anche peggio. Occorreranno anni e chissà quante rivoluzioni culturali per arrivare a una condizione di equità.
E in Italia? Credo occorra spendere due parole per ragionare sul termine patriarcato, non tanto per estrapolare una definizione quanto per andare sul concreto. Se certi epiteti volgari, le allusioni esplicite ad atti sessuali, la pacca sul sedere vengono classificati da tanti, (tantissimi) uomini come gesti normali che “fanno piacere alle donne perché così sanno di piacere”, allora ritengo che la strada da percorrere sia ancora molta e la preoccupazione deve essere viva. Il motivo risiede nel fatto che più questi atteggiamenti vengono trasmessi e veicolati nell’educazione familiare e sociale, più passa implicitamente un concetto univoco: quello della donna concepita in funzione di un possesso altrui. Da qui il non accettare la fine di una relazione, l’uscita con le amiche, il lavoro lontano da casa. In taluni casi, pochi per fortuna ma comunque troppi, si arriva alla violenza e, purtroppo, anche all’omicidio, come ci raccontano le cronache.
Senza dover arrivare alle tragedie, il patriarcato in Italia ha anche altre forme e significati. Lo dicono i numeri: il tasso di occupazione delle donne è del 10,7% inferiore rispetto agli uomini (fatto che ci pone agli ultimi posti in Europa); è donna solo il 21,4% dei manager (“consoliamoci” che nel 2008 la percentuale era del 12,2%); le potenziali lavoratrici madri sono penalizzate in termini di occupazione, diversamente da ciò che accade ai lavoratori padri (gli uomini registrano un tasso di occupazione del 90%). Potremmo andare avanti a lungo, ma mi fermo qui”.
Paola Peruffo, presidente Commissione Pari Opportunità Comune di Ferrara

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