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Denatalità, il Pd: "Scuole delle frazioni a rischio chiusura. Fabbri disinteressato"

Attacco dei consiglieri Nanni e Chiappini all'amministrazione circa il tema del calo demografico

Riceviamo e pubblichiamo:

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“Nei prossimi anni molti istituti ferraresi rischieranno la chiusura o l’accorpamento a causa del calo demografico e dei criteri di dimensionamento imposti dal governo Meloni, almeno 900 alunni per mantenere l’autonomia scolastica. A farne le spese potrebbero essere le scuole più decentrate, tanto in provincia quanto nelle frazioni del nostro territorio comunale. Per questo la scuola e i servizi ad essa connessi, come il trasporto pubblico locale, dovrebbero essere al centro dell’azione amministrativa di chi governerà Ferrara nei prossimi cinque anni.
Nel 2024 le graduatorie dei servizi educativi comunali confermano il calo costante di nuove iscrizioni, soprattutto nelle scuole d’infanzia dove si passa da 500 a 440 richieste in graduatoria. Un trend che metterà sempre più a rischio la sopravvivenza delle scuole primarie più periferiche, dove già oggi si fatica a formare le prime classi per mancanza di bambini. Ha fatto discutere, recentemente, il caso delle elementari a Gaibanella dove si è trovata una soluzione in extremis grazie alla forte mobilitazione dei genitori e della comunità locale. Il problema però potrebbe presto riproporsi, senza una visione strategica degli investimenti sulle frazioni e le scuole di periferia.
Le prime, dolorose, chiusure di scuole elementari sono già arrivate nel 2022 a Malborghetto e nel 2023 a Villanova di Denore. Per questo troviamo incredibili e false le affermazioni fatte dal sindaco Fabbri in un recente comizio a Sant’Egidio: "Non abbiamo mai chiuso una scuola nelle frazioni". Malborghetto e Villanova non sono frazioni? Perché il sindaco uscente tace o ignora i veri problemi da affrontare? Ampie zone del nostro territorio comunale si stanno lentamente spopolando perché in questi anni si sono rarefatti i servizi di prossimità e mancano occasioni per i giovani.
Tutelare la presenza delle scuole in quelle realtà dovrebbe essere una priorità di tutte le forze politiche ferraresi, non solo sotto elezioni. Ricordiamo che l’ultima variazione di bilancio, approvata dalla giunta Fabbri in aprile, riduce la spesa in manutenzione ordinaria degli edifici scolastici e posticipa al 2025 l’uso dei 600 mila euro destinati al “programma sicurezza scuole”, per la messa a norma della loro impiantistica ed altri interventi di manutenzione straordinaria. Questioni di priorità: a Ferrara il divertimento mordi e fuggi viene prima della sicurezza di bambini e ragazzi.
Del resto l’annosa carenza di una sede per il Cpia e l’incredibile vicenda delle scuole Pacinotti, costrette a chiudere cinque giorni perché individuate all’ultimo momento utile come sede “provvisoria” di seggio, dimostrano quanto poco Fabbri & co. abbiano tenuto in considerazione il mondo della scuola pubblica. Nei prossimi anni chi governerà Ferrara avrà davanti a sé un bivio: accettare passivamente la chiusura di scuole e asili nelle frazioni per mancanza di alunni, oppure agevolare l’insediamento di nuove famiglie fuori le mura investendo in servizi di prossimità, abbattendo le rette delle scuole d’infanzia, aumentando l’offerta di trasporto pubblico. Per questo serve un sindaco che faccia il sindaco, non il cantastorie”. 
Davide Nanni e Anna Chiappini, consiglieri comunali e candidati Lista Pd Ferrara

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