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Politica

Metodi partecipativi, Zonari (La Comune): "La base per costruire la città del futuro"

La candidata sindaca ha posto l'accento sulle assemblee e sull'ascolto attivo dei bisogni dei cittadini


"L'esperienza de La Comune di Ferrara è di fatto un esercizio di partecipazione che parte da un assunto, ovvero che i meccanismi classici della democrazia rappresentativa non sono più sufficienti. Ricordiamo che alle ultime elezioni amministrative a Ferrara non ha votato quasi il 40% degli aventi diritto". A intervenire è la candidata sindaca Anna Zonari, psicologa clinica di comunità.

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Zonari si è soffermata sulla "democrazia partecipativa, dunque, come proposta per fare funzionare meglio un sistema complesso e come base per costruire la città del futuro (prendendo a prestito il titolo di un documento recentemente scritto dal Forum Ferrara Partecipata). Non stiamo perciò soltanto parlando di avviare alcuni percorsi partecipativi frammentati e non connessi tra loro, per quanto virtuosi, ma anche di porre la democrazia partecipativa alla base di un cambio di paradigma, di un radicale cambiamento culturale e di sistema a tutti i livelli".

Da qui alla considerazione di "democrazia partecipativa collocata in una precisa visione di città, delineata nel programma partecipato, costruito tra settembre 2023 e aprile 2024, tramite un dialogo incessante con la società civile e i cittadini: tre incontri pubblici tra settembre e dicembre 2023, circa quaranta riunioni con esperti e organizzazioni impegnate in città, sei incontri pubblici di presentazione del 'quasi programma' e ascolto degli abitanti di quartieri e frazioni tra marzo e aprile 2024".

Trasparenza e cittadinanza attiva

La candidata sindaca ha indugiato sul concetto di "democrazia come trasparenza: sul sito de La Comune di Ferrara è possibile seguire l'evoluzione del percorso partecipativo in tempo reale e visionare il programma, che si articola in nove punti che contribuiscono a creare una precisa visione di città. Una città sostenibile a tutti i livelli: ambientale, sociale ed economico. Una città inclusiva, rispettosa dei diritti di cittadinanza, solidale e sicura. Una città democratica, che non teme il pluralismo e favorisce i processi partecipativi dei cittadini alle decisioni importanti che li riguardano. Una città che si impegna a dare un futuro alle nuove generazioni e vicina alle persone più fragili".

Una dimensione, dove "democrazia partecipativa non è solo permettere a cittadine e cittadini di condividere scelte e decisioni, ma anche di promuovere la cittadinanza attiva e la coesione sociale. Un cittadino positivamente coinvolto in un processo partecipativo avrà molto probabilmente il desiderio di partecipare attivamente e gratuitamente anche alla realizzazione di quel processo partecipativo, alla 'messa a terra' di quanto è stato immaginato e progettato. Immaginiamo pertanto giovani cittadini attivi nell'ambito delle politiche giovanili, e persone della terza età che desiderano dare il proprio contributo spontaneo e volontario alla comunità".

Amministrazione e democrazia partecipativa

Fra i diversi spunti per poter apportare un contributo, in risposta alla domanda su cosa potrebbe fare un'Amministrazione che crede nella democrazia partecipativa, l'elenco è ricco. E prevede di "investire risorse da mettere a disposizione dei processi e degli esiti della partecipazione; migliorare, modificandoli e semplificandoli, gli attuali strumenti di partecipazione (Regolamento e Statuto Comunale); diffondere questi modelli e adottare modalità per accompagnare e assistere i cittadini affinché li utilizzino, offrendo una sorta di assistenza alla partecipazione, in quanto stiamo parlando di procedimenti amministrativi che potrebbero risultare ostici".

Spazio poi a "promuovere assemblee dei cittadini su singoli temi e assemblee-comitati di quartiere, che favoriscano un ascolto attivo delle loro esigenze e bisogni, anche allo scopo di istituire Osservatori sui bisogni eco-sociali della popolazione. In questo modo, il bilancio partecipativo può diventare lo strumento propedeutico e di supporto alla redazione e predisposizione del bilancio preventivo". Inoltre, c'è l'intenzione di "promuovere un'assemblea per il clima, come già avviene in altre città, ossia un organismo di partecipazione civica nato per dare voce ai cittadini sulle attività inerenti alla lotta al cambiamento climatico, alla qualità dell'aria e alla transizione ecologica". 

In conclusione, "le cittadine e i cittadini che partecipano all'assemblea permanente sono estratti a sorte in rappresentanza della popolazione della città. Importanti esperienze europee e internazionali di partecipazione civica mostrano che gruppi di cittadini, adeguatamente informati e formati con l'accompagnamento di esperti imparziali, possono prendere decisioni importanti e significative per la propria comunità, garantendo la massima pluralità di voci e punti di vista", senza trascurare di "promuovere patti di collaborazione, accordi attraverso i quali i cittadini attivi e il Comune individuano beni comuni urbani per i quali avviare un intervento di rigenerazione e un progetto di gestione condiviso per la loro cura".

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