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Liberazione, le stragi a Marzabotto e a Sant'Anna di Stazzema nell'intervento di Accorsi

Il sindaco della città del Guercino si è rivolto a chi oggi "non riesce a denunciare gli orrori del fascismo"

"Il 25 aprile 1945 è la data convenzionalmente adottata per ricordare la fine del fascismo e dell'occupazione nazista dell'Italia. Nei vent'anni di dittatura, il fascismo aveva represso ogni opinione e comportamento divergente con il carcere, la tortura, il confino, la morte: proprio quest'anno ricorre il centenario dell'uccisione di Giacomo Matteotti, un atto che si può definire costitutivo del regime fascista". A intervenire nella ricorrenza è il sindaco di Cento Edoardo Accorsi.

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Accorsi ha aggiunto che "come ricorda lo scrittore Antonio Scurati, 'Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. Fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all'ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro'". 

Il sindaco di Cento ha evidenziato che "nel 1938 vengono promulgate le leggi sulla razza, impedendo di esercitare professioni, di possedere attività, di frequentare le scuole pubbliche agli italiani di origine ebraica, premessa per regalare ai nazisti altri corpi - bimbi inclusi - da condurre ai campi di sterminio e all'Olocausto, alla Shoah. Senza dimenticare il colonialismo e le sue atrocità, un lungo capitolo della nostra storia sul quale la rimozione in Italia è purtroppo fortissima", sottolineando che "furono sei milioni le persone ebree uccise nei lager nazisti, un destino riservato anche a persone omosessuali, transessuali, appartenenti al popolo rom, con disabilità mentali o fisiche, oppositori, tutte considerate dai regimi nazifascisti esseri inferiori o indesiderabili".

Da qui alla riflessione che "questa fu l'essenza del fascismo. La sua fine fu una lunga agonia costellata di stragi: si vada poco sopra Bologna, a Marzabotto per una visita al Sacrario dove sono raccolte le spoglie di 1.830 (1.830!) donne, uomini, bambini, sacerdoti uccisi tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 dai nazisti guidati dai complici italiani fascisti. O a Sant'Anna di Stazzema dove in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini. A chi oggi, siano essi rappresentanti istituzionali, politici o normali cittadini, ancora non riesce di denunciare gli orrori del fascismo e non riesce a dirsi antifascista va ricordato tutto questo. Così come dovrebbe ricordarlo ognuna e ognuno di noi". 

Accorsi ha sottolineato che "l'orrenda miscela di razzismo, nazionalismo, cultura patriarcale, esaltazione di presunte identità culturali basate su semplificazioni della storia e su presupposti religiosi, la volontà di eliminare ogni soggettività divergente, è tuttora purtroppo ben presente e, anzi, sembra rafforzarsi ogni giorno di più. La restaurazione passa anche attraverso la negazione delle soggettività delle donne, la marginalizzazione delle persone migranti povere e di quante e quanti vogliano scegliere liberamente quale debba essere la propria vita". 

Il primo cittadino ha messo in rilievo che "si prospetta, all'interno di un catastrofico scenario di guerre e di disastri ambientali, un multipolarismo che non sembra essere portatore di maggiori libertà, che appare dominato da identità nazionali e religiose, foriero di nuovi conflitti, fondato sull'autoritarismo e sulla repressione delle donne, delle identità e dei diritti individuali, sulla disumanizzazione dell'altro e dell'altra. Lo misuriamo purtroppo quotidianamente nei vari scenari di guerra che infuocano nel mondo, dalle porte dell'Europa al Medio Oriente. E' un 25 aprile carico di incognite e di rischi, quello che andiamo a celebrare quest'anno".

Il sindaco di Cento ha concluso, soffermandosi su "un quadro fosco al quale, anche da qui, in una delle settemila municipalità italiane, vogliamo opporci continuando a operare per un mondo solidale, dove ognuno possa trovare se stesso, la sua identità e sia al sicuro. Quello desiderato da chi rischiò e diede la vita battendosi nella cupa stagione in cui fascismo e nazismo sembrarono potere dominare il mondo. E vennero, infine, sconfitti. Libertà, speranza, uguaglianza, democrazia. Questo è stato il 25 aprile, questo è il 25 aprile, questo sarà il 25 aprile. Viva l'antifascismo, viva Cento, viva l'Italia libera e democratica".

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