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Sabato, 18 Maggio 2024
L'intervista

L'INTERVISTA - Dall'economia ai giovani e alle biblioteche, Zonari: "Sostenibilità è la parola chiave"

La candidata sindaca si è soffermata su accessibilità dei servizi per i nuclei familiari, fonti rinnovabili e controllo di vicinato

Ricucire il rapporto fra elettori disillusi e politica attraverso un costante coinvolgimento dei cittadini sui temi specifici che riguardano quartieri e frazioni di Ferrara. Nella visione della candidata sindaca Anna Zonari, il vuoto di consensi che ha progressivamente condizionato i partiti va riempito con la presenza di persone, proposte e relazioni e l'adozione di un metodo partecipativo. Non a caso, all'inizio della campagna elettorale il nucleo programmatico delle proposte è stato definito 'quasi programma', in attesa di essere integrato da contributi 'dal basso'.

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Quanti incontri mancano alla definizione completa del programma, e quanti contributi sono stati ricevuti sui temi?
"Chiuderemo gli appuntamenti relativi ai nove punti del programma con circa altri due, tre incontri. Il programma definitivo, la cui traccia è presente sul sito web de 'La Comune' dal dicembre dello scorso anno, sarà quindi costruito anche da interventi di persone della società civile ed esperti. Decine di contributi che testimoniano quanto sia partecipato, considerando che i punti da cinque sono diventati nove".

C'è un argomento ricorrente emerso dai diversi confronti?
"Gli argomenti sono tutti strettamente collegati fra loro, dall'economia ai giovani e alla cultura, e hanno come parola chiave la sostenibilità. I confronti sono serviti a far sì che i temi, inquadrati in una dimensione ambientale, sociale ed economica, raddoppiassero numericamente rispetto alle prime linee".

Gli appuntamenti con i residenti dei quartieri e delle frazioni le hanno consentito di misurarsi anche con persone che disertano le urne da diverso tempo. Quali sono le radici di questa disaffezione?
"La delusione è legata in prevalenza a una convinzione che si è radicata nel tempo. Un'equazione che lega l'idea di politica a quella di potere e di interesse, e guarda a coloro che la praticano come a persone mantenute che non impattano nel bene comune. Una situazione trasversale che coinvolge ex elettori di destra e di sinistra".

C'è il rischio che la costruzione di un programma 'dal basso', attraverso il contributo dei cittadini, risenta della mancanza di competenza amministrativa necessaria per guidare una città?
"Pronuncio altre parole chiave: coprogrammazione, coprogettazione. Attraverso il coinvolgimento di soggetti del terzo settore, per esempio, quando l'amministratore sarà chiamato a fare delle scelte darà un maggiore peso specifico ad alcuni temi rispetto ad altri, in funzione di quanto è stretto il collegamento con la città. Per quanto ci riguarda, noi vogliamo rilanciare il tavolo provinciale per l'economia e fissare obiettivi nel medio e nel lungo termine su direzioni come il riciclo della plastica, il Petrolchimico, e una serie di progetti che mettano in relazione Università e soggetti pubblici e privati".

Le liste che la sostengono sono due: una civica e una politica. Quali sono gli elementi comuni che le caratterizzano?
"L'unione è nata sulla condivisione di un programma e sull'assunzione di un metodo. Il nostro progetto, che peraltro è destinato a proseguire dopo l'esito delle elezioni, intende infatti mettere insieme le modalità di amministrare con la capacità di dotarsi di un metodo partecipativo".

Il concetto di partecipazione trova particolare risalto nella sua agenda politica. I vari incontri che ha svolto finora con residenti le stanno dimostrando che è possibile integrare i percorsi decisionali sul futuro della città attraverso assemblee su singole questioni?
"Ci sono modelli di città europee, come per esempio Barcellona o Parigi, che utilizzano già strumenti partecipativi che vanno ad alleggerire questi percorsi, invece di rallentarli. Penso alle assemblee tematiche caratterizzate da un campione stratificato di cittadini che, oltre ad accrescere il livello di cittadinanza attiva, possono fornire possibili contromisure a problemi che sono percepiti principalmente dal basso".

Fra i punti salienti del programma c'è il contrasto all'inquinamento e una visione di 'città parco' con corridoi verdi di raccordo con la campagna. Sono obiettivi perseguibili nell'arco di un mandato?
"Nell'incontro promosso dalla Rete Giustizia Climatica, ho fatto riferimento all'importanza di 'prendere la mira' per ottenere determinati obiettivi. Se vogliamo avvicinarci alla neutralità climatica, dobbiamo lavorare sulle azioni per diminuire le emissioni climalteranti, promuovere le comunità energetiche, produrre autonomamente da fonti rinnovabili, mappando tetti e terreni e costruendo alleanze con più soggetti a questo proposito".

La candidata de La Comune Anna Zonari

Lei si è soffermata sulla valorizzazione di forme di cultura come le biblioteche, in un'ottica di ribaltamento della prospettiva che le inquadra come 'centro di costo'. L'obiettivo è agevolarne l'apertura in ulteriori luoghi della città?
"Sì. La logica è guardare alle biblioteche non solo come a luoghi di prestito di libri, ma come a luoghi di cultura, di occupazione, di sicurezza in funzione delle relazioni che renderebbero frequentata un'area altrimenti abbandonata. E che andrebbero a intercettare diverse esigenze di accesso ai servizi. L'obiettivo è creare e organizzare dei presìdi di quartiere, dove valorizzare figure spesso sottostimate come gli educatori. E dare rilievo ad attività come il vigile del quartiere o il controllo del vicinato, favorendo collegamenti con le forze dell'ordine e promuovendo forme di mutualità".    

Rafforzare la sanità territoriale rappresenta un ulteriore proposito delle liste a suo sostegno. Quali azioni sono da porre in essere?
"Occorre premettere che il sindaco è responsabile della salute dei cittadini, intesa come stato di benessere fisico, mentale e sociale. Noi guardiamo alla sua funzione politica di dialogo con la Regione per sostenere organismi come l'osservatorio provinciale della sanità. Così come guardiamo ai comitati consultivi misti al fine di potenziare la sanità di prossimità". 

Il coinvolgimento delle donne come base per una città a misura di tutti è ottenibile investendo sia su spazi di aggregazione destinati a nuclei familiari che su politiche di genere?
"Sì. Il tema della parità effettiva è legata agli investimenti sulla condivisione di tempi di cura e di lavoro di entrambi i genitori. Senza trascurare le risorse da destinare a nidi, asili e scuole. Rendere più accessibili i servizi educativi per i nuclei familiari rappresenta infatti una delle azioni integrate contro la denatalità".

Il suo elettorato di riferimento appartiene all'area progressista. Si è posta un obiettivo in termini percentuali di consenso?  E come si comporterebbe la sua coalizione nell'eventualità di un ballottaggio fra Fabbri e Anselmo?
"Non ci siamo posti obiettivi numerici. Rivolgendoci all'area progressista e a coloro che si definiscono stanchi di logiche politiche conservatrici, con particolare riferimento ai giovani e al mondo femminile, puntiamo a trasmettere un desiderio di cambiamento e l'adozione di un metodo partecipativo destinato a proseguire oltre l'appuntamento con le elezioni. Nel caso di un ballottaggio, valuteremo in funzione dei contenuti dei programmi".   

A prescindere dal risultato alle urne, c'è un luogo di Ferrara che le piacerebbe venisse valorizzato da queste elezioni?
"Proprio nel prossimo incontro, individueremo insieme cinque luoghi simbolici dove svolgere delle iniziative previste nel mese di maggio. E il 5 maggio alle 10.30, in Sala Estense, la nostra visione di città e il programma partecipato".

Per concludere, come è riassumibile la vostra visione della politica?
"E' una prospettiva che guarda al confronto fra i candidati non come a un duello muscolare, ma come a un'occasione per fornire un contributo al bene complessivo. Per noi la competenza, il rispetto, la capacità di aprire lo sguardo sono caratteristiche che rendono 'forte' di un candidato".

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