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Inclusione, Sinistra Unita per Anselmo: "In passato Ferrara era un esempio virtuoso di integrazione"

La formazione politica si è soffermata sui fondi del Piano di zona, "di derivazione nazionale e non locale"

Riceviamo e pubblichiamo:

"In questi cinque anni il Comune ha destinato pochissime risorse per l'inclusione degli stranieri nel nostro tessuto sociale, ma questo non deve stupire nessuno, visto che nell'agenda di Alan Fabbri e dell'assessorato alle Politiche sociali compariva al primo posto la parola 'sicurezza'...

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Quello che stupisce invece è che non siano mai comparse le parole 'inclusione' degli stranieri immigrati, ma di questo i succitati non hanno mai fatto mistero essere un motivo di vanto, piuttosto che segno di una politica miope. Infatti, l'attuale Amministrazione è riuscita per ben due volte a farsi condannare per discriminazione e violazione del principio di uguaglianza: la prima volta escludendo gli stranieri dai finanziamenti nazionali durante la pandemia da Covid e la seconda volta per aver stabilito criteri iniqui di assegnazione delle case popolari, che discriminavano le famiglie straniere a favore degli italiani sulla base del principio di residenzialità storica.

In una provincia che registra solo un 10% di residenti di origine straniera, è evidente che l'immigrazione non costituisce una terribile minaccia, ma è un dato che richiede attenzione e riflessione. Sappiamo benissimo quanto sia importante promuovere un'adeguata accoglienza degli stranieri, perché questi possano inserirsi nel rispetto delle nostre regole e perché ciò porti benefici economici e sociali.

La politica della sicurezza tanto sbandierata dall'attuale indaco e dal vicesindaco non ha portato che a qualche arresto, ma il mercato di sostanze psicotrope e illegali, alias lo spaccio, gode di ottima salute ed è sotto gli occhi di tutti, le biciclette continuano a sparire e la polizia municipale è costretta a girare con una pistola. Forse il Gad è percepito come un luogo più sicuro, ma il problema persiste. Chi poi abita in altri quartieri come in zona Ippodromo assiste quotidianamente negli ultimi anni a strani movimenti. Ma questo è ovvio, dove ci sono povertà ed emarginazione, c'è criminalità! Non basta un cancello per rimuovere una piaga sociale. E la povertà della popolazione straniera e non, a Ferrara, è in aumento.

In passato Ferrara era un esempio virtuoso di integrazione a livello regionale e nazionale: esistevano convegni nazionali, seminari e dibattiti pubblici, ma da cinque anni si sono ridotti progressivamente e visibilmente, c'era la Consulta degli stranieri immigrati che permetteva ai rappresentanti delle varie comunità di cittadini e cittadine straniere di avere un rapporto e un confronto con le istituzioni, ma è stata soppressa; dal 2001 funzionava un Centro servizi integrati per l'immigrazione, che offriva consulenza e assistenza a tutte le problematiche relative all’ingresso e al soggiorno in Italia di cittadini provenienti da tutti i paesi esteri, ma è stato chiuso, così come c'erano corsi di lingua araba e urdu, che aiutavano i migranti a mantenere un saldo legame con la propria cultura d'origine ed esisteva un protocollo d'intesa finalizzato alla promozione di strategie condivise per l'inclusione degli alunni stranieri e sottoscritto nel 2017 in primis dall'Istituzione dei Servizi educativi e scolastici e per le famiglie, dal Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (che oggi non ha più una sede), dall'Ufficio scolastico per l'ambito territoriale di Ferrara, e dagli Istituti comprensivi e gli Istituti superiori, perché l'inclusione comincia sui banchi di scuola, eppure non è stato rinnovato.

Chissà se la nuova candidata della Lega, presidente dell'associazione della comunità nigeriana, è a conoscenza di questa ricca rete di sinergie attiva nel campo dell'inclusione che precedeva l'insediamento dell'Amministrazione di Fabbri. Oggi cosa resta? Restano per fortuna i fondi del Piano di zona per la salute e il benessere sociale, quello strumento di programmazione regionale volto ad assicurare prestazioni necessarie a rimuovere o ridurre situazioni problematiche e di bisogno sociale dei cittadini. Grazie al Piano di zona, di derivazione nazionale e non locale quindi, è possibile finanziare anche progetti di supporto all'inclusione scolastica degli alunni stranieri, tra cui i corsi di alfabetizzazione, la scuola estiva per gli alunni stranieri e il servizio di mediazione culturale.

A seguito di un incontro svoltosi ieri con la nostra lista che sostiene Anselmo come futuro sindaco di Ferrara, il nostro candidato ha ribadito il proprio impegno perché la città diventi uno spazio abitato da concittadini e non da estranei, perché Ferrara sia vissuta come un bene comune da difendere non con i cancelli ma con pratiche di inclusione più lungimiranti, capaci di rispondere alle sfide che una società multiculturale ci consegna e ci sollecita, perché si riaccendano i riflettori sulle seconde generazioni, interlocutori imprescindibili di una città aperta e proiettata verso il futuro. Non partiamo da zero: tanto è stato fatto, praticato e condiviso in passato. Si può migliorare. Vogliamo ripartire insieme e uniti per il bene del nostro territorio e della nostra comunità, attenta a tutte le fragilità e risorse che offre perché non ci può essere sicurezza senza inclusione.

Sinistra Unita per Anselmo

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