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Elezioni 2024

Elezioni, Anselmo alla città: "Abbiamo bisogno di dare vita a un cantiere"

Il candidato sindaco ha evidenziato il proposito di coinvolgere le varie forze di Ferrara intorno a un progetto

Riceviamo e pubblichiamo:

Cara Ferrara,
da tanti anni viviamo assieme e ora, dopo oltre 150 incontri, ora che ti conosco ancora meglio, so di volerti davvero bene, di essere innamorato di te, di quella storia antica, anche tragica, che ti ha reso bella e affascinante, e di quelle storie di ogni giorno, di donne e uomini che con fatica e tenacia si danno da fare per costruire una città migliore e un futuro degno di essere vissuto da ognuna e ognuno di noi.

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In queste settimane si è creato un legame forte, intimo. Ho conosciuto tante persone, le loro storie e h toccato con mano come dalle difficoltà si sprigionino energie positive. Senza rassegnarsi, senza cedere alla paura del nuovo, cercando soluzioni nel solo modo in cui possono essere trovate: lavorando assieme con fiducia, creando reti solidali ed elaborando progetti concreti.

Ho trovato questa disponibilità in ogni incontro. Nelle frazioni come in centro città, nei confronti con le imprese e in quelli con i sindacati, ragionando con chi studia a Ferrara e con le e i loro docenti, tra chi fa volontariato e chi si dedica all'associazionismo, tra residenti di lunga data e i nuovi abitanti che provengono da paesi distanti per trovare casa, lavoro, mettere su famiglia. Abbiamo bisogno di lavorare assieme, di dare vita a un cantiere, il Cantiere Ferrara, dove trovarci tutte e tutti assieme, un grande progetto che coinvolga l'insieme delle forze culturali, sociali, imprenditoriali, professionali della città fissando degli obiettivi sui quali si trovi un largo accordo per poi lavorare a testa bassa per raggiungerli.

Le principali debolezze di Ferrara sono ben note da tempo e si sono aggravate in questi ultimi cinque anni: calo di tutti gli indici di benessere, dal numero di abitanti a quello delle imprese, dal turismo all'offerta artistica e culturale, dai servizi alla persona al funzionamento dei presidi della salute. Mancano le abitazioni (mentre ben 800 alloggi pubblici sono vuoti), gli investimenti in innovazione sono insufficienti, mancano infrastrutture, siamo esposti ai rischi che derivano dai cambiamenti climatici mentre Hera, anziché investire sugli impianti fognari, incassa ricchi extraprofitti dal teleriscaldamento agevolata, incomprensibilmente, dallo stesso Comune.

Potrei proseguire a lungo, ma sono tutte cose che tu, cara Ferrara, conosci molto bene, me le hai ricordate in queste settimane, me la hai mostrate accompagnandomi a vedere le tante promesse non mantenute di questa Giunta, dagli impegni per rimuovere le barriere architettoniche al crescente numero di negozi con le saracinesche abbassate, alle aziende artigiane che chiudono i battenti; dalle Corti di Medoro alle frazioni abbandonate a se stesse, senza servizi e senza una politica che punti al ripopolamento o, come a Villanova, senza dare risposta alla popolazione preoccupata per l'arrivo di una grande centrale a biogas.

Conosci molto bene le tante opacità di questa Giunta, sai dei fondi per il Covid raccolti tra la cittadinanza e tenuti chissà dove per ben 4 anni, dei cospicui finanziamenti a privati, sempre gli stessi, amici degli amici, dei tanti soldi spesi in recinzioni di parchi e giardini che hanno avuto come unico effetto, quando va bene, di spostare la microcriminalità in altre parti della città.

Sai che il sindaco ha investito forti somme del Comune (soldi nostri) nella sua comunicazione e che l'ha utilizzata, beccandosi per questo una sanzione dall'Agcom, anche quando non avrebbe proprio dovuto, in campagna elettorale (che abbiamo pagato tutte e tutti noi con una tassa occulta, la 'tassa Alan Fabbri'). Quel Comune, usato impropriamente come strumento di propaganda, che conta tante risorse di valore che meritano invece sostegno e dignità.

Come sai ho denunciato le irregolarità e la mancanza di trasparenza. Ho chiesto risposte che non mi sono mai state date. L'ho fatto numeri e documenti alla mano, senza mai insultare il sindaco o il vicesindaco (il quale, invece, trova il tempo per deridere la cittadinanza e insultare i giornalisti che fanno il loro lavoro). Numeri e documenti. Per tutta risposta sono stato paragonato a Hitler, un insulto grave non tanto perché mi vede coinvolto in prima persona ma per ciò che evoca in una città protagonista della Resistenza che ospita il Museo Nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah.

Cara Ferrara, meriti di più, meriti attenzione e cura, ascolto, partecipazione vera. Meriti di avere grandi obiettivi da raggiungere come la tua storia, la nostra storia, ci spinge ad avere: non più fanalino di coda dell'Emilia-Romagna, ma protagonista in una regione ricca e al centro di flussi di persone, di idee, di produzioni agricole e manifatturiere, di cultura. Una città solidale, cantiere di idee e occasioni nuove, aperta al mondo, che si muove senza timori perché sa di potere contare sulle energie e sulla passione civile di tante persone. Grazie Ferrara per tutto quello che offri ogni giorno a chi sa vedere i grandi tesori che custodisci. Io sto con te, con la tua voglia di futuro. Assieme, ogni giorno.

Fabio Anselmo, candidato sindaco di Ferrara

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