Venerdì, 19 Luglio 2024
Diritti / Arginone / Via Arginone

Carcere, Zonari a favore di azioni per agevolare il reinserimento dei detenuti

L'intervento è finalizzato alla ricerca di misure alternative e alla riduzione del sovraffollamento

"Del carcere di Ferrara si parla raramente. E' una sorta di 'non luogo' nella città. Sappiamo dov'è, capita di passarci davanti, come se fosse una sorta di monumento. Una sbirciata veloce e via. Per la maggior parte degli abitanti di Ferrara, l'unico legame con il carcere, è che si sa dov'è". A soffermarsi sulla drammatica vicenda, nell'ambito della quale "all'Arginone, un signore di 56 anni si è tolto la vita", è la futura consigliera comunale Anna Zonari.

Iscriviti al canale WhatsApp di FerraraToday

La candidata sindaca alle recenti elezioni amministrative ha ricordato che "è il quarto suicidio nei penitenziari regionali dall'inizio dell'anno e del 39esimo in Italia nel 2024. Il ventesimo dossier Antigone, sulle condizioni di detenzione in Italia, documenta le carenze e le criticità del sistema carcerario e provoca a trovare possibili soluzioni".

Da qui alla considerazione che "non si sa cosa abbia spinto questo signore a rinunciare alla sua vita ma le parole di Roberto Cavalieri, garante regionale dei detenuti, lasciano intendere che in carcere la disperazione può attanagliarti: 'E' necessario lo sforzo di tutti, anche delle istituzioni territoriali, per alimentare la speranza delle persone detenute'. Alimentare la speranza. Ecco a cosa sono chiamate le istituzioni territoriali".

Zonari ha aggiunto che "nel nostro ordinamento penale, per espressa previsione costituzionale, la pena deve tendere alla rieducazione del reo, favorendo il suo reinserimento nella società. La legge non prevede la 'rieducazione' solo perché riconosce la dignità delle persone (sarebbe a mio avviso già un motivo sufficiente), ma anche perché è un vantaggio per la stessa società, fare sì che quella persona, che è in carcere perché ha commesso un reato, una volta uscita dal carcere, non ne commetta altri".

Un tema, in virtù del quale "possiamo intendere l'investimento nella 'rieducazione' del detenuto, anche come un modo indiretto per aumentare la sicurezza dei cittadini, ma anche migliorare la vita del personale penitenziario, che è una delle categorie a maggior rischio di burn-out (stress fortissimo che incide sulla qualità del proprio benessere psico-fisico), date le enormi criticità del sistema carcerario. Cosa potrebbe fare quindi l'Amministrazione comunale?".

Un elenco di iniziative che prevede di "indire un bando di presentazione delle candidature per nominare un Garante dei diritti delle persone private della libertà personale", e di "finanziare e promuovere attività formative, culturali, di socializzazione e ricreazione propedeutiche al reinserimento sociale e lavorativo (colloqui in istituto, analisi delle competenze, orientamento, matching con le aziende, borse-lavoro)".

Fra le proposte contemplate, c'è anche la possibilità di "attivare uno sportello interno alla Casa circondariale per il rilascio dei documenti (residenza, codice fiscale, posizione previdenziale, iscrizione al Centro per l'impiego, disoccupazione, permesso di soggiorno per gli stranieri) necessari all'attuazione delle misure alternative che rendono possibile scontare la pena fuori dal carcere, dando un importante segnale di cittadinanza ed evitandone il sovraffollamento".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Carcere, Zonari a favore di azioni per agevolare il reinserimento dei detenuti
FerraraToday è in caricamento