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Arti, culture e clima: le ricette de La Comune per la città

La conferenza aperta ha approfondito due ulteriori punti del programma

Una programmazione destinata ad andare oltre l'intrattenimento, e una promozione di spazi sostenibili per valorizzare l'arte, la musica, il teatro. La Factory Grisù ha ospitato una conferenza aperta da parte de La Comune, che ha indicato i punti 3 e 4 del programma elettorale, per fornire una prospettiva di Ferrara come città delle arti e delle culture, e per il clima.  

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La candidata sindaca Anna Zonari, insieme ai componenti della lista de La Comune Maria Calabrese, Claudia Titi, Romeo Farinella e Alberto Squarcia, hanno lanciato il messaggio che "proporre cultura significa fare un investimento sulle persone, non solo quelle che ne beneficiano, ma anche quelle che la producono con la propria passione, creatività e spesso, purtroppo, in condizioni precarie che non consentono investimenti e una programmazione di medio e lungo termine".

La candidata consigliera Maria Calabrese si è soffermata sulle biblioteche, in un contesto in cui attività come il prestito librario e l'organizzazione di eventi, siano attività da arricchire e ampliare, per fare in modo che esse diventino luoghi vivi, presidi territoriali sempre più capaci di fornire anche servizi utili alle cittadine e ai cittadini. "Occorre riorganizzare e sviluppare il sistema bibliotecario esistente, puntando sull'assunzione e la formazione di personale interno, estendendo l'orario di apertura, incrementando i fondi per gli acquisti e le attività culturali", il tema sviluppato e, dunque, articolato intorno ad arti e culture in relazione al lavoro.

Spazio, pertanto, all'intervento della candidata consigliera Claudia Titi, che ha ricordato come "la cultura inizi dalla scuola", oltre a rimarcare l'importanza dell'educazione alla bellezza e alle relazioni umane, e il proposito di "riportare l'esperienza dei dibattiti, degli incontri e degli spettacoli di Estate Bambini all'Acquedotto", e di "riaprire il cinema Boldini". La discussione è proseguita con la considerazione che insieme alla promozione degli eventi culturali, è fondamentale sviluppare una "strategia di gestione del turismo culturale che tuteli il patrimonio e l'ambiente, garantendo un turismo sostenibile e responsabile, individuando di volta in volta i luoghi più idonei".

Il candidato consigliere Romeo Farinella ha sottolineato la visione di una "città che si costruisce attraverso delle trame", con "corridoi verdi ed ecologici che mettono in relazione centro storico, parti periferiche e campagna", e un patrimonio che va riscoperto", costituito da "aree abbandonate o sotto utilizzate". Il messaggio proveniente da La Comune è che "Ferrara può dotarsi, come tutte le città moderne, di un'area per 'grandi eventi sostenibili', nell'ambito della realizzazione del Parco Urbano Sud, nell'area dell'aeroporto", che "la Fondazione Ferrara Arte debba essere rivista nel suo statuto, affinché ritorni sotto il controllo del Comune e in particolare del Consiglio Comunale".

Il candidato consigliere Alberto Squarcia ha evidenziato l'importanza di una "serata con la proiezione del film di Florestano Vancini 'Il delitto Matteotti', a cui hanno partecipato anche la figlia e la cugina del politico ucciso", indugiando sulla definizione di 'città spettacolo' del regista Giuliano Montaldo per Ferrara, "per i suoi palazzi, i suoi monumenti", e sull'utilità di "evitare eccessi, ripristinare e aprire spazi culturali che possano portare un pubblico attento anche ad artisti emergenti". Ulteriore principio emerso dall'appuntamento è l'impegno "per raggiungere l'obiettivo della neutralità climatica", agendo sulle "gestioni dei cicli che possono consentirci di pensare una città come un ecosistema: energia, circolarità, mobilità, nature urbane, diritti alla città e agli spazi pubblici per tutte e tutti".

Da qui a una strategia programmatica di "contrasto dell'inquinamento dell'aria anche attraverso il ridimensionamento della mobilità automobilistica che emette gas climalteranti, l'efficientamento energetico degli edifici, la rinuncia a interventi che promuovono il biometano, l'investimento su forme di autoproduzione delle energie rinnovabili, come ad esempio le comunità energetiche, iniziando ad esempio dagli edifici e aree pubbliche", senza trascurare "l'azzeramento del consumo di suolo, la depavimentazione dove possibile e il ripensamento degli spazi pubblici e delle infrastrutture a rete per fronteggiare i rischi derivanti da alluvioni e allagamento delle zone abitate, sia in città che nelle campagne".

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