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Economia

Imprese, rilancio lento anche nel 2024: male agricoltura e commercio, bene i giovani

I dati Movimprese sono stati elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio

Continua, dopo la frattura pandemica, il percorso di recupero della normalità all’anagrafe delle imprese ferraresi. Tra gennaio e marzo il bilancio tra aperture e chiusure volontarie di attività economiche si è attestato a -261 unità, un valore più elevato rispetto allo stesso trimestre degli ultimi tre anni ma ancora al di sotto del periodo pre-pandemico.

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Il saldo del trimestre riflette, da un lato, un’accelerazione delle cancellazioni (854, pari allo 22,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2023) e, dall’altro, una stabilità delle iscrizioni (593, contro le 594 dell’anno precedente). Nel complesso, entrambi i flussi di aperture e chiusure di imprese restano comunque ancora al di sotto della media del periodo pre-pandemia.

Il risultato della movimentazione, conduce ad una contrazione trimestrale del -0,81% dello stock di imprese (a fronte del -0,29% dell’Emilia-Romagna e del -0,18% in Italia). Questo in sintesi lo scenario che emerge dai dati Movimprese elaborati dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna sulla base del Registro delle Imprese, relativo all’andamento del primo trimestre del 2024.

A fine marzo 2024, lo stock complessivo delle imprese registrate in provincia di Ferrara si attesta sulle 31.974 unità. Per quanto riguarda le forme giuridiche, il bilancio di avvio dell'anno ha avuto maggiori ripercussioni soprattutto sulle imprese individuali, che hanno registrato una diminuzione di 261 unità rispetto alla fine di dicembre (-1,38%).

La diminuzione delle società di persone è stata meno significativa in termini assoluti, con una riduzione di 45 unità e inferiore anche in termini relativi a quella delle imprese individuali (-0,81%). Nota positiva, seppur lievemente attenuata rispetto all'anno precedente, dalle società di capitali che hanno registrato una crescita di 46 unità nei primi tre mesi dell'anno (+0,68%), in grado di compensare solo la perdita delle società di persone.

In termini assoluti i saldi negativi più pesanti si registrano sempre in agricoltura (-178 unità, si tratta di una tendenza di fondo che prosegue da anni e che questo trimestre è in forte accelerazione, a cui si deve gran parte dell’intero saldo negativo) e nel commercio (-54), settore che riduce la contrazione rispetto allo scorso anno. Contrazioni più contenute si registrano poi per le attività manifatturiere (-24) e nelle attività di alloggio e ristorazione (-12) con riduzioni analoghe a quelle registrate da attività immobiliari, logistica e dalla voce altre attività di servizi.

Nel primo trimestre dell’anno, crescono le imprese giovanili (+3,1%, corrispondente ad un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie pari a +77 unità) e le imprese straniere (+1,8% e saldo pari a +62 unità). In territorio negativo, invece, troviamo le imprese femminili con 63 attività in meno e tasso trimestrale negativo pari a -0,8%.

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