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Violenza sugli operatori sanitari, 142 casi nel 2023: "Le vittime? Il 65% è donna"

Aggressioni più frequenti in pronto soccorso: "Ecco le mosse per combattere la piaga"

Violenza contro gli operatori sanitari, una piaga ancora presente. E per provare a combatterla, le Aziende sanitarie – di concerto con la Prefettura e la Regione – hanno già messo in campo azioni. E altre ne predisporranno. Perché i numeri sono emblematici di come il fenomeno, purtroppo, sia ancora ben presente sul territorio.

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A prendere atto della situazione ed a provare a contrastare questo andamento, sono intervenuti la direttrice sanitaria Monica Calamai, il prefetto Massimo Marchesiello e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

I numeri del Ferrarese

Nel corso del 2023 si sono avuti 142 episodi di violenza (86 in Ausl e 56 all’ospedale), di cui 122 ai danni di infermieri, 15 verso i medici e gli altri verso i restanti operatori. Vi sono state 12 aggressioni fisiche e 40 sia fisiche che verbali. Il 65% degli episodi ha riguardato personale femminile, mentre i servizi più colpiti sono stati quelli del pronto soccorso, del servizio psichiatrico, medicine interne e Serd.

Azioni già messe in campo

Nel frattempo, sono già stati incrementati gli incontri formativi, i corsi di formazione e le procedure gestionali. Sono stati pubblicizzati i moduli per denuncia e i punti di consegna delle stesse, così come sono stati creati l’unità operativa ‘Prevenzione e protezione provinciale’ e il ‘Gruppo benessere aziendale’. Infine, è stato organizzato un tavolo di coordinamento in Prefettura.

Azioni da compiere

La direzione sanitaria ha attuato un piano che conta diversi obiettivi: convincere il personale a denunciare, analisi delle segnalazioni, mappatura delle aree a rischio, attivazione di misure organizzative, garanzia del supporto psicologico, formare gli operatori al riconoscimento dei segnali di aggressività e incentivare la cultura del benessere lavorativo.

Le dichiarazioni

“È fondamentale riconoscere l’importanza del lavoro svolto dal personale sanitario, che si dedica quotidianamente alla cura e al benessere della comunità, spesso in condizioni difficili – ha chiarito il prefetto -. Attraverso una presenza costante e una vigilanza attenta, le forze dell’ordine contribuiscono a creare un contesto in cui gli operatori sanitari possono svolgere le loro funzioni in sicurezza”.

“I professionisti sanitari – ha proseguito l’assessore Donini - svolgono una funzione così preziosa per tutti noi che dovrebbero solo essere ringraziati. È quindi intollerabile ogni forma di violenza, verbale o fisica, nei loro confronti”.

“Il fenomeno della violenza sugli operatori si sta modificando, e si sta ‘spostando’ anche nelle strutture della medicina territoriale – ha concluso Calamai -. Le azioni che abbiamo predisposto sono finalizzate a dare risposte e a prevenire le aggressioni, in un’ottica più generale e organica di benessere lavorativo e instaurando una cultura della sicurezza sul lavoro grazie anche ad un’importante formazione degli operatori e ad azioni di comunicazione e sensibilizzazione dell’utenza”.

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