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Violenza

Violenza su donne e minori: nuove adesioni al Protocollo per il contrasto al fenomeno

Si è ampliato l'elenco dei diversi sottoscrittori del documento siglato in Prefettura: i dettagli

Con le nuove adesioni della Provincia di Ferrara, dei Comuni di Argenta, Comacchio, Portomaggiore, Ostellato, Tresignana, dell'Inps e dell'associazione Volunteers Vs Violence, si è ampliato il novero di realtà che hanno sottoscritto il Protocollo d'intesa contro la violenza ai danni di donne e minori.

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Un documento, siglato in Prefettura, per la promozione di strategie finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e dei minori. Nella giornata di martedì 9 aprile, infarri, la Sala consiliare della Provincia ha ospitato la riunione del Tavolo interistituzionale sul tema, presieduta dal prefetto Massimo Marchesiello.

Si è consolidata dunque la Rete dei soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella realizzazione di efficaci percorsi di tutela di donne e minori vittime di violenza, con un approccio multidisciplinare che spazia dall'attività educativa, alla formazione e informazione, alla assistenza sanitaria e psicologica, migliorando la qualità delle risposte offerte attraverso un costante rapporto di interlocuzione fra le differenti componenti che operano nel settore. A integrare l'attività di contrasto al fenomeno, gli interventi di competenza delle forze dell'ordine e il supporto delle Autorità giudiziarie ordinaria e minorile.

L'attività della Rete si è articolata in gruppi di lavoro ristretti, da istituire secondo omogenee attività di intervento. In particolare, si è condiviso l'obiettivo di organizzare iniziative ed eventi d'informazione, sensibilizzazione e formazione rivolti al mondo della scuola, luogo privilegiato di crescita sociale delle giovani generazioni, allo scopo di promuovere una cultura di prevenzione per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne. 

Saranno individuate iniziative dedicate agli studenti, collegando gli interventi a una rete del territorio che dia continuità e prospettive al cambiamento culturale necessario. Sugli aspetti riguardanti, invece, gli impegni assunti dal sistema ospedaliero provinciale, per la fase di tutela e presa in carico della donna che ha subito violenza, sono state negli anni messe a punto e strutturate specifiche procedure operative per migliorare gli interventi del personale ospedaliero nelle diverse fasi di accoglienza della donna che ha subito violenza. 

Dall'incontro è emersa la necessità di implementare le azioni di rete, con particolare riferimento alla delicata fase delle dimissioni delle donne dalle strutture ospedaliere, per mettere gli operatori sanitari nelle condizioni di poter aiutare la donna che intende uscire dalla situazione di violenza, di conoscere la rete dei servizi del proprio territorio a cui rivolgersi, come servizi sociali, centri antiviolenza, strutture di accoglienza, per sé e per i propri figli.

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