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Affitti, utenze, consumi: dal mondo universitario un indotto di 150 milioni

L'indagine è frutto di una collaborazione tra Unife, Ascom e il Comune: tutti i dati

Un’indagine sulle abitudini di vita e di consumo degli studenti di Unife ha stimato un indotto complessivo di quasi 150 milioni di euro dal mondo universitario, di cui 53 milioni per consumi di vario genere e 46 milioni per gli affitti. A rivelarlo è uno studio dell’Osservatorio economico sui grandi eventi, nato dalla collaborazione tra l’ateneo, Ascom e il Comune di Ferrara.

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Si tratta di un questionario somministrato agli studenti di Unife, i quali hanno risposto in 14mila: la stima dell’indotto complessivo è di 149.116.824 euro, di cui 46 milioni per l’affitto, 17 milioni per utenze e pranzi, 32 milioni per il tempo libero e altre attività (sport, spettacoli, eventi, cene e aperitivi) e 53 milioni per consumi (generi alimentari, abbigliamento, libri). Gli studenti fuori sede che alloggiano a Ferrara (il 43% della popolazione studentesca) contribuiscono con 116 milioni (78%), oltre 9.500 euro pro capite, mentre i pendolari (37%) con 27 milioni (18%), oltre 2.500 euro pro capite. Confrontando i dati con quelli dell’indagine condotta nel 2019, risulta un incremento dell’indotto del 62%.

“I risultati di questa indagine confermano che il nostro ateneo svolge un ruolo che va oltre alle sue funzioni di formazione e divulgazione di conoscenze e di ricerca scientifica – le parole della rettrice Laura Ramaciotti -. Unife contribuisce alla crescita economica e sociale del territorio interagendo in modo sinergico con la società e le istituzioni”.

“La crescita consistente delle immatricolazioni degli ultimi anni ha dato una scossa all'economia cittadina ma oltre ai dati sull'indotto economico va tenuto conto dell'attrattività che Ferrara ha acquisito, dell'apporto culturale dell'ateneo e degli orizzonti di innovazione e sviluppo che Unife dà al nostro territorio – dichiara l’assessore ai Rapporti con l’Università, Alessandro Balboni -. Un numero sempre maggiore di giovani fuorisede sceglie di rimanere una volta conclusi gli studi, un ulteriore valore aggiunto che dobbiamo valorizzare sempre di più".

“Il volano economico generato è significativo sia per la città che per il forese – commenta Marco Amelio, presidente di Ascom Ferrara -. Di qui la necessità anche in funzione dei consumi evidenziati di un nuovo Piano di Valorizzazione del Commercio di vicinato che si muova da un lato nella promozione e nello sviluppo delle economie e dei servizi di prossimità e dall’altro permetta a questo sistema universitario, peraltro in costante aumento, di rimanere sul territorio innestando forze fresche e nuove progettualità in un territorio che vive un’emergenza demografica”.

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